Riflessioni Politiche…….I diritti da sapere nello “Stato di polizia”!!


 

E’ innegabile riconoscere la limitazione in atto dei nostri diritti anche se fanno del tutto per mascherarla, siamo controllati, catagolati, limitati e soprattutto sottomessi, alcuni fra i più giovani, penseranno che sia tutto normale il fatto di vedere in giro sempre più forze di polizia, e che in un modo o nell’altro, questa presenza massiccia di FF.OO sia dovuta per nostra sicurezza, ma è tutta apparenza a cui non dobbiamo CREDERE perché le forse di polizia servono soltanto a proteggere il POTERE.

Siamo oramai condizionati da tutto un sistema oligarchico che fa in modo di farci pensare di essere in Democrazia e quindi in regime di totale libertà, ma non è così, ci lasciano il DIRITTO di votare e scegliere, ma in fin dei conti sono dieci anni che abbiamo al governo persone che nessuno ha scelto, ci lasciano il DIRITTO di muoverci in libertà, ma quando siamo insieme a quattro o cinque amici creando un piccolo gruppo, subiamo subito un controllo delle generalità,  ci lasciano il DIRITTO di informarci, ma come già sappiamo, l’informazione libera non esiste, tutti i media sono sotto controllo del POTERE.

Controllo, controllo e ancora controllo, siamo chiusi in una “gabbia” invisibile da cui possiamo solo ammirare la nostra LIBERTA’ senza poterla agire, siamo condannati ad obbedire, ad abbasare la testa, a non poter dissentire, siamo orami un gregge che si è abituato a questo SISTEMA, e forse come gli agnelli, verremo “sacrificati” sull’altare del NEOLIBERISMO che tutto chiede senza dare nulla in cambio.

Vi lascio con una frase di Stefano Rodotà scomparso la settimana scorsa, uno dei pochissimi Uomini Liberi ancor prima di essere un politico, spero serva a farvi pensare.

(…) un innegabile bisogno di diritti, e di diritto, si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione e innerva la stessa politica (…)

Nico (max weber)

immagine presa dal web

 

 

 

 

I diritti da sapere nello Stato di polizia. Un vademecum da conoscere!

 

di Federico Rucco – associazione Antigone
Sembrerebbe roba di altri tempi o da altri paesi, ma è l’Italia del 2017, uno Stato di polizia sempre più intrusivo, invadente, coercitivo.

L’Associazione Antigone ha realizzato un opuscolo, una sorta di vademecum, che ogni cittadino o abitante di questo paese è bene che conosca a memoria. Non pare,  ma finire nelle grinfie degli apparati coercitivi sta diventando sempre più frequente e sempre più facile, anche per quelli che pensano  “io non ho nulla da temere”. Qualche volta la cronaca ci restituisce anche conseguenze gravi, anzi letali, come rivelano i casi Cucchi, Alodrovandi ed altri. Ragione per cui suggeriamo ai nostri lettori di scaricare, leggere e imparare il vademecum.

E’ sempre meglio “viaggiare informati” nelle nostre strade. Non è più l’Italia della Costituzione nata dalla Resistenza, è l’Italia dello Stato penale di Minniti e &.

 

Lo Stato di Polizia.

Nel 2015 in Italia quasi 1 milione di persone sono state arrestate o fermate dalle forze di polizia. Un numero piuttosto impressionante di individui è stato insomma oggetto di provvedimenti temporanei restrittivi della libertà personale ad opera delle forze dell’ordine e si è quindi trovata a transitare in caserme e stazioni di polizia.

Per questo, in collaborazione con Associazione Antigone, abbiamo voluto mettere insieme una guida essenziale che illustri in maniera chiara ed accessibile a tutti i diritti di cui si è titolari davanti alle forze di polizia e durante l’intera durata dello stato di arresto o fermo.

96 ore di vulnerabilità

Quella del trattenimento da parte della polizia è infatti una situazione, che si può prolungare fino a 96 ore, durante la quale l’arrestato/fermato si trova evidentemente in una condizione di particolare vulnerabilità. In questa fase – e soprattutto nelle prime 24 ore, in attesa di essere messo a disposizione del PM e della successiva udienza di convalida con il giudice – il soggetto si trova infatti in uno stato di profonda incertezza per quello che concerne la propria situazione giuridica, gli elementi e le accuse a proprio carico, e soprattutto i propri diritti.

La questione dell’informativa sui diritti

Per lungo tempo in Italia la questione dell’informativa dei diritti per le persone in stato di arresto o fermo ha galleggiato in un vuoto normativo.

Nel nostro paese le cose non andavano insomma come in America. Qui, già negli anni ‘60 una famosa pronuncia della Corte Suprema riconobbe la violazione dei diritti a danno di Ernesto Arturo Miranda, 25enne americano di origini messicane che era stato arrestato e condannato tre anni prima per lo stupro e il rapimento di una ragazza di 17 anni, in quanto questi non era stato informato del suo diritto di avvalersi di un avvocato e di rimanere in silenzio. Da allora quando un poliziotto esegue una misura restrittiva della libertà personale non può esimersi dal recitare la formula di rito con la quale si comunicano allo stesso i suoi diritti fondamentali: “Ha il diritto di rimanere in silenzio. Tutto quello che dirà potrà essere usato e sarà usato contro di lei in tribunale. Ha il diritto a un avvocato. Se non se ne può permettere uno, gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ha capito i diritti che le ho appena letto?”

immagine presa dal web

 

Il foglio dei diritti non basta

Poi, finalmente, in materia è intervenuto il diritto comunitario che – attraverso una serie di importanti direttive – ha imposto a tutti i paesi della UE omologhi obblighi di informativa sui diritti per soggetti coinvolti in procedimenti penali e/o sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà. A seguito di questa regolamentazione, anche in Italia le persone che vengono arrestate o fermate vengono ritualmente informate dei propri diritti, attraverso la cosiddetta “Letter of Rights” (che è peraltro significativamente più dettagliata della summenzionata formula del “Miranda Warning”).

Quel foglio di carta, però, da solo non basta, ed in pratica le persone in stato di arresto/fermo continuano a trovarsi spesso in una situazione di precarietà, incapaci – per mancata conoscenza – di far valere i propri diritti. Motivo per cui ci pare tanto importante provare a fornire a tutti gli strumenti necessari a tutelarsi attraverso un vademecum.

Il vademecum

da: contropiano.org

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18 pensieri su “Riflessioni Politiche…….I diritti da sapere nello “Stato di polizia”!!

    1. ..che distratto, faccio un post sui nostri diritti da far valere innanzi ad un fermo di polizia, poi parlo, parlo e dimentico di mettere il link….
      Sbadato che sono in questo primo luglio ….grazie Aro per averlo fatto tu… 🙂

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          1. ..da giovani ci siamo conosciuti, altre piazze altre vite…. poi le scelte hanno fatto la differenza….
            un comune amico mi ha permesso di “ritrovarti” in questo modo, e mi ha fatto piacere il tempo trascorso fra i tuoi articoli e le tue contraddizioni; gironzolerò qui da te ancora qualche giorno, poi salperò di nuovo, per un altro mondo e un’altra avventura
            buon fine Nico

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            1. ..ti piacciono le avventure allora, io invece, attualmente sono in stand-by mentale anche se tutto mi da fastidio, Renzi in primis…mi piacerebbe interagire molto di più con persone preparate come te…..rimani.

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              1. ahahahah, vecchio marpione, ti è rimasta la verve di gioventù che tante conquiste ti ha consentito! 😀 😀 chissà cosa diresti se mi riconoscessi oggi dietro a barba e baffi ormai bianchi!!!!!
                comunque, per oggi non posso oltre, almeno non su questa piattaforma; hai il mio indirizzo mail, puoi contattarmi lì, in serata ti risponderò senz’altro con gran piacere…. e ricordati sempre Iside, la vita è una sola…ciao campione! 😉

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    1. mia cara signora, leggo forse una punta di gelosia nel suo commento? ..un qualche rimpianto per una mancata condivisione?
      se così fosse, porgo le mie scuse per aver, del tutto involontariamente mi creda, urtato equilibri a me sconosciuti…. una pacifica domenica signora..

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      1. Assolutamente si! Ho avuto l’onore di conoscerlo a Roma in occasione di due congressi dell’associazione Luca Coscioni. Ero stata invitata da un’amica comune a parlare in due occasioni al congresso e lì ho incontrato lui e altre persone del partito radicale. Sono rimasta colpita dal suo immenso stupendo divertente e ironico ego nonché dalla sua profonda conoscenza dell’uomo e rispetto dell’interlocutore con assoluta leggerezza nella comunicazione. L’esatto opposto del politico genere “lei non sa chi sono io”.
        Ciao Nico, è sempre un piacere leggerti anche se non vedo le faccine che mi mandi.

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  1. Sinceramente io non ci sto né ad abbassare la testa né ad accettare tutto questo passivamente né a rinunciare a lottare per i diritti e la libertà. Peccato che quando lo dico mi guardano come se fossi un’aliena! In pochi capiscono e sono della mia idea. Ma la rivoluzione non la possiamo mica fare in quattro gatti,spesso divisi per giunta!Fossimo tutti uniti sarebbe un’altra storia

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    1. Scusami se rispondo in ritardo…io penso che le donne libere mentalmente siano una grandissima risorsa per tutti noi, anche dal lato del cambiamento politico.
      Fai bene a non abbassare mai la testa, ce ne fossero….
      Ciao Lakota.. buon sabato!

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..dimmi ciò che pensi.

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