Riflessioni personali…..il destino delle donne”ribelli” durante il fascismo.


 

Non sono state le “femministe” degli anni settanta ad essere le prime donne ribelli, la prima in assoluto che tenne fede alla propria idea di libertà e alla consapevolezza del proprio Pensiero fu Ipazia d’Alessandria, donna colta, una matematica  che non si fece intimidire dagli ordini degli uomini a ritrattare sulle sue scoperte, molte diedero la loro vita per non sottomersi al volere del potere maschile, fra queste, anche molte donne “ribelli” del periodo fascista.

Nico (max weber)

 

Rinchiuse In Manicomio Pur Non Essendo Pazze: Il Destino Delle Donne “ribelli” Durante Il Fascismo.

 

Quando i due ricercatori Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante iniziarono a studiare le cartelle cliniche del manicomio di Sant’Antonio Abate a Teramo, aperto dal 1881 al 1998, si trovarono di fronte fotografie, lettere e cartelle cliniche che non corrispondevano esattamente a ciò che ci si aspetta dai pazienti di una struttura del genere. Quelle che avevano davanti erano infatti le testimonianze di decine e decine di internamenti che con la follia avevano davvero poco a che fare e che risalivano principalmente al Ventennio Fascista.

In quel periodo la propaganda mirava a mostrare e pubblicizzare un’immagine della donna come elemento portante della famiglia e della società: la sua funzione era quella di riprodursi il più possibile, per alimentare quel materiale umano che era la ricchezza più grande della patria.

Alla luce di questo pensiero, e con l’ampliarsi e l’irrigidirsi dei confini che definivano la “devianza” sociale, tutte le donne che non volevano aderire a quel modello erano destinate ad essere escluse e spesso internate.

 

 

La categoria di donne che principalmente finiva tra le mura dei manicomi era quella delle cosiddette “madri snaturate“, quelle cioè che per loro natura o per cause intervenute successivamente (un trauma o una depressione) non erano state in grado di assolvere ai compiti materni; spesso erano i famigliari stessi ad additarle e a richiederne l’allontanamento, spinti dall’indottrinamento martellante del regime.

Tutte le altre cartelle cliniche riportano diagnosi non meno curiose: parole come “stravagante“, “irosa”, “impulsiva”, “nervosa” ci danno un parametro di quanto labile fosse il confine tra l’accettato e l’inaccettabile, tra il normale e il diverso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per dare loro una voce e un riscatto, è stata allestita un’interessante mostra nella Casa della Memoria e della Storia a Roma, dal titolo “I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista”.

 

Da:curioctopus.guru

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12 pensieri su “Riflessioni personali…..il destino delle donne”ribelli” durante il fascismo.

  1. dalla notte dei tempi le donne (soprattutto quelle intelligenti) sono sempre stati personaggi scomodi… Altrimenti perche’ affannarsi tanto a regimentarne la vita con leggi atte a regolamentarne la maternita’, l’aborto, il divorzio, il diritto allo studio etc etc etc ?? Al momento su Channel 4 sta andando in onda una serie televisiva tratta dal libro di Margaret Atwood (che consiglio caldamente) proprio su un futuro distopico in cui le donne non hanno piu’ voce. E alla luce degli ultimi eventi politici e’ stranamente inquietante… https://vitadamuseo.wordpress.com/2017/07/03/il-racconto-dellancella-the-handmaids-tale-di-margaret-atwood/ si

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    1. Non a caso ho citato Ipazia d’Alessandria, la donna mentalmente libera ha sempre creato una sorta di paura nell’uomo, un retaggio che esiste da millenni e che il dogma cattolico ha contribuito ad alimentare nei secoli, la cultura senza una vera conoscenza non potrà mai cambiare certi atteggiamenti mentali.
      Ciao Paola, buon sabato e grazie per il passaggio 🙂

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