Francesco Petrarca


 

Sandro Botticelli “Ritratto di Simonetta Vespucci” ca. 1480

 

 

Quando fra l’altre donne ad ora ad ora


Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce ’l desio che m’innamora.

I’ benedico il loco e ’l tempo et l’ora
che sí alto miraron gli occhi mei,
et dico: Anima, assai ringratiar dêi
che fosti a tanto honor degnata allora.

Da lei ti vèn l’amoroso pensero,
che mentre ’l segui al sommo ben t’invia,
pocho prezando quel ch’ogni huom desia;

da lei vien l’animosa leggiadria
ch’al ciel ti scorge per destro sentero,
sí ch’i’ vo già de la speranza altero.

 

Francesco Petrarca

 

Riflessioni Politiche…… SIAMO LIBERI DI DISOBBEDIRE a questo sistema!!


 

 

“La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”. (Theodor Adorno)

 

Ho sempre creduto in una Libertà totale che possa essere da noi esercitata in qualsiasi modo, ma sempre nel rispetto delle libertà altrui. Quando parliamo di Libertà parliamo di scelta, quella scelta che tutti dovrebbero sempre agire nel rispetto delle proprie opinioni e in sintonia con la propria onestà intellettuale, perché scegliere significa prendere delle decisioni e nello stesso tempo farsi carico delle responsabilità che accompagnano le stesse.
Ebbene, se mi guardo intorno non posso non aver paura del menefreghismo e del lassismo come conseguenza del senso di rassegnazione imperante della massa, i dati dell’astensionismo al voto e alla partecipazione politica in generale ne sono la prova.

Com’è possibile non percepire questo senso di sfiducia dilagante che rende difficile se non impraticabile qualsiasi riscatto sociale da parte del cittadino o qualsiasi proposta di un progetto di rinnovamento, la Politica intesa come potere ha creato danni enormi e non da ora, ha avvelenato tutti i pozzi dove restava quel goccio d’acqua chiamata “fiducia”, quella fiducia che ha lasciato il posto alla sopportazione per poter riuscire a “campare”.

Chi avrebbe il coraggio, la forza, la tenacia di mettersi di nuovo in gioco, quando chi dovrebbe farlo non riesce nemmeno a dare una vita dignitosa alla propria famiglia, in più colpevolizzandosi? Ed è qui il bello [sic!] di questa finta democrazia che prima ti mette in ginocchio con le sue scelte scellerate, poi riesce a farti credere che è tua la colpa della situazione in cui ti trovi: davvero non c’è limite alla spudoratezza.
Aveva ragione Tito Livio quando disse che sono le situazioni ad imporre le decisioni agli uomini, piuttosto che gli uomini le impongano alle situazioni. Sfido chiunque di voi a prendere decisioni senza essere condizionati dalla situazione di difficoltà economica in cui viviamo, non è possibile farlo e questo il Potere politico lo sa bene.

Occorre quindi la Ragione per iniziare un nuovo percorso politico fuori dalle logiche partitiche e di interesse personale: i cittadini hanno bisogno di aprire gli occhi per guardare in faccia la realtà e non per vivere una realtà apparente basata sulla speranza di poter realizzare qualcosa che non avverrà mai senza dover cambiare questo sistema di Potere.
Dobbiamo tener conto che il percorso da intraprendere sarà lungo, perché le ferite (disillusioni) sono profonde, ricreare il senso di fiducia nella politica e nelle istituzioni sarà quasi impossibile, occorre avere tenacia, forza e volontà, doti che non mancheranno di certo a quelle persone che come me, hanno da sempre “disobbedito” manifestando il proprio dissenso nelle piazze.

Servono dunque persone disposte a mettersi di nuovo in gioco per il bene degli altri, fra cui le nuove generazioni, perché occorre far capire loro che esiste un modo diverso di concepire la politica, una politica vera che risolva i problemi dei cittadini in difficoltà e che tramite il Valore della solidarietà non lasci nessuno indietro, una politica che rinneghi gli interessi personali e si faccia carico delle disuguaglianze sociali, e non questa politica mafiosa che governa esclusivamente per mantenere in vita se stessa mentre di nascosto, cede parte della sovranità popolare ai Poteri sovranazionali in cambio di quattro denari, e guarda caso, in tutto questo non esiste il Determinismo di Spinoza o Kant che viene raccolto dalla Chiesa cattolica a fortificazione del proprio Dogma, per cui tutto accade perché deve accadere per volere dell’Assoluto, ma al contrario, le cose accadono quando si ha il coraggio di agire i propri pensieri e le proprie idee.
Inutile dirlo, per cambiare le cose occorre combattere e al giorno d’oggi si combatte con gli stessi mezzi che il Potere usa per limitare la nostra Libertà.

 

Nico (max weber)

Ciao Nicky …..che il viaggio ti sia lieve!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole, mi riconoscerai, e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice.” (cit)

R.I.P  (1981-2017)

 

 

Riflessioni Politiche…..siamo dei polli da spennare!!!


 

Sappiamo tutto?..davvero pensiamo di conoscere ogni trucco, tranello, inganno o imbroglio che la politica promuove ai danni di noi cittadini?  Penso di no, voglio darvene prova con questo ultimo post che dedico alle mie riflessioni personali, perché dal prossimo sarà tutta un’altra storia, niente più articoli che possano deprimervi o angosciarvi, farò questo per me stesso e per  la mia onestà intellettuale, perché in fin dei conti come disse George Orwell, è molto meglio il lupo solitario del cane servile, scriverò quindi articoli di natura politica ed economica che terrò per me stesso per saziare comunque la mia fame di conoscenza, a voi rimarrano soltanto le splendide poesie frutto delle mie ricerche e qualche brano di musica vintage.

Bon voyage mes amie!

Nico (max weber)

immagine presa dal web

 

 

Finora le vittime del salva-banche che azzerò nel 2015 420 milioni di euro di risparmi in obbligazioni Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca delle Marche, avevano provato davvero di tutto. Non ancora però il furto dell’ eredità. Eppure è quel che è avvenuto a una famiglia emiliana, vecchia correntista di Carife. La nonna della famiglia – Lucia – aveva investito 15 mila euro in obbligazioni subordinate che sono diventate carta straccia nel novembre 2015 grazie al decreto del governo di Matteo Renzi (quello sulla famosa Banca Etruria).

Dopo lunghe contestazioni e polemiche politiche, si è deciso con un decreto mesi dopo di rimborsare quei titoli azzerati all’ 80% del loro valore. La nonna fiduciosa ha fatto la prova: una mattina ha preso una obbligazione ogni 4 che aveva e ha provato a farsela rimborsare (3.750 euro). Le hanno detto sì, che poteva avere i soldi, e lei è tornata felicissima a casa.
La buona novella era così clamorosa che la poveretta non ha retto all’ emozione: è morta il mattino successivo. Lasciando in eredità a due figli (Massimo e Raffaele) e una nipotina (Valentina, restata orfana di papà Giancarlo) tutto quel che aveva, e lì dentro anche il 75% di quelle obbligazioni Carife che le erano restate a casa. Gli eredi allora hanno fatto come la nonna: prese le obbligazioni, sono andati da chi le doveva loro rimborsare. E con gran sorpresa si sono sentiti rispondere: «No, mi spiace, ora che le avete voi il rimborso non si può più fare». Perché? Perché quel gran furbacchione del ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, cercando di risparmiare qualcosina anche in mezzo a questa brutta e tragica vicenda dei risparmiatori truffati, ha scritto tutta una serie di norme e cavilli dove i poveretti potessero restare impigliati perdendo ogni speranza di essere rimborsati. Fra questi cavilli c’era scritto che ai risparmiatori sarebbero stati rimborsati anche titoli comprati da uno ma poi trasferiti a un familiare stretto, al coniuge e perfino al «convivente more uxorio», sia che fossero stati regalati o venduti a titolo oneroso negli anni. Ma a una condizione: che quei passaggi fossero avvenuti fra vivi «inter vivos».

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Non c’ è dubbio che nonna Lucia quei titoli li avesse lasciati a figli e nipotina perché era morta. Così quando Massimo, Raffaele e Valentina fidandosi di promesse e annunci del governo, vanno a chiedere il rimborso sia pure parziale all’ 80% di quei titoli lasciati si sentono rispondere dal funzionario del fondo interbancario di garanzia che dovrebbe pagare il dovuto: «Nel caso rappresentato, gli eredi della Sig.ra Lucia Brancaleoni non possono accedere alla procedura di indennizzo forfettario per le quote trasferite per atto tra vivi a quest’ ultima, in quanto gli stessi sono successori mortis causa di un nuovo soggetto legittimato e, quindi, non rientrano tra le categorie di soggetti legittimati dalla legge 15/2017 alla presentazione dell’ istanza di indennizzo».

Capito? Quelle obbligazioni dovrebbero valere ancora 336 milioni di euro, avendo deciso di rimborsarle all’ 80%. Ma guai a riceverle in eredità, perché diventano subito carta straccia: non valgono più nulla, e di fatto quella eredità se la porta via il governo.
La famiglia di nonna Lucia può ancora consolarsi con il più classico dei «mal comune mezzo gaudio», perché se in caso di morte del titolare gli eredi restano senza nulla in mano, non è che per chi ha la fortuna di avere tutti in salute e vivi il risultato sia poi tanto diverso.
In 18 mesi di grandi promesse, proclami, speranze e delusioni ricevute dai risparmiatori truffati di Banca Etruria & C non è che sia accaduto un granché.

Ha riavuto in mano l’ 80% di quello che gli aveva portato via maldestramente il governo in quello sciagurato novembre 2015 solo un risparmiatore su 4. All’ 8 maggio scorso sono state rimborsati 99,6 milioni di euro sui 336 milioni che teoricamente dovranno essere restituiti (l’ 80% di 420 milioni realmente investiti dai poveretti). Ma secondo le scelte fatte sul rimborso forfettario diretto fin qui dal Fondo interbancario al massimo in questa fase si arriverà alla fine a 185 milioni di euro circa. Gli altri 153 milioni di euro secondo le norme del governo non saranno né perduti né riconquistati: devono essere vagliati dai collegi arbitrali previsti dalla legge di bilancio.

Due mesi fa abbiamo raccontato il testo dei decreti di regolamento che secondo Renzi sarebbero arrivati massimo a marzo 2016. Sono stati approvati in via definitiva del Parlamento, ma il governo si è dimenticato poi di fare pubblicare tutto in Gazzetta ufficiale. Così gli arbitrati non possono partire. E il calvario dei risparmiatori truffati continua.

 

Franco Bechis

da: direttanews.it