Ciao Nicky …..che il viaggio ti sia lieve!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole, mi riconoscerai, e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice.” (cit)

R.I.P  (1981-2017)

 

 

Riflessioni Politiche…..siamo un Paese che sta per soccombere!!


 

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.” (cit.)

 

Voglio essere sincero, è il momento di scoprire le carte e dirvi cosa penso degli Italiani che in verità ho sempre chiamato ITALIOTI, dunque, da circa quattro anni sono impegnato nel virtuale per dare un piccolo aiuto a chi è digiuno di macro economia, spiegando che NON esistono i presupposti affinchè il nostro Paese possa tornare ai livelli di benessere antecedenti il 2008.

Ho cercato in tutti i modi di avvertire che le dinamiche economiche ma anche quelle politiche, non avrebbero permesso una ripresa nell’immediato, anzi, oggi come oggi ad essere ottimisti si dovrebbe recuperare qualcosa dal 2025 in poi, ma attenti, ho usato il condizionale perchè nulla farebbe credere ad una eventuale crescita nei prossimi 5 anni, il MES (meccanisco stabilità Europea), il FISCAL COMPACT (patto di bilancio europeo) e il VINCOLO del pareggio di bilancio nella Costituzione, rappresentano ostacoli insormontabili che faranno sprofondare questo Paese nella povertà più assoluta (Grecia docet).

Quello che mi fa rabbia e mi rende perplesso in tutto questo è l’assenza di un qualsiasi riscontro da parte degli stessi Italiani, è come avessi la sensazione che tutto ciò che scrivo da anni non venga creduto, eppure non racconto balle, non sono un mitomane, non cerco gloria, non voglio nessuna attenzione, ho solo a cuore le persone e il mioPaese.

Dicevo, l’indifferenza degli Italiani mi colpisce non poco perché nulla è cambiato nella politica,  infatti, Renzi dopo un periodo di incubazione di 6 mesi è tornato al comando di quel partito chiamato PD che rappresenta la vera DESTRA, il M5S della Casaleggio &Partners, nonostante abbia preso per il culo dieci milioni di elettori, si sta avvicinando al 30% se non addirittura oltre, e gli Italiani cosa fanno?..NULLA, non manifestano nemmeno la loro rabbia, gli Italiani sono una grande massa di ignoranti che sanno solo lamentarsi, chiedere e sperare, ma dico io,  RIBELLARSI no? Volete sapere una cosa?… tutto quello che ho detto e scritto sino ad ora era sempre rivolto agli altri perché da parte mia ho quanto basta per vivere serenamente per lunghi anni, mi spiace dirlo ma è così. GOOD LUCK ITALIANS!!

Nico (max weber)

 

 

https://poesiacultura.wordpress.com/2015/05/03/riflessioi-personali-economia-e-finanza/#comments

https://poesiacultura.wordpress.com/2015/05/04/riflessioni-personali-quale-futuro-in-italia/

https://poesiacultura.wordpress.com/2015/06/01/riflessioni-personali-sistemi-economici/

 

Il ceto medio, la nuova povertà

Una interessante mail di un Italiano che ha capito da tempo quello che tutti gli altri non hanno capito.

 

ABBIAMO I DEBITI MA SPENDIAMO DI PIU’

“La manovrina di correzione annunciata dal governo Gentiloni anzi Renzi, pardon da Padoan, è pura fuffa in attesa delle elezioni.
Rimandate le clausole di salvaguarda, la solita lotta all’evasione, nessuna riforma del catasto (ma guarda un pò), qualche taglietto di spesa, aumento di alcool e tabacchi, ma pura fuffa. Intanto viene anticipato un DEF dove si elargiscono ulteriori mancette agli statali,un dejavu del governo del giglio magico che ci ha portato al punto in cui siamo.
E dove siamo ci si chiede? Siamo impantanati in un debito pubblico di oltre 2250 miliardi. A gennaio è aumentato di 32 miliardi in un solo mese nonostante l’incremento delle entrate tributarie grazie alla “generosità” degli sconti verso il contribuente che aveva debiti verso equitalia, pardon l’Agenzia delle Entrate.
PIL visto al ribasso, crescita al ribasso, privatizzazioni all’osso, ormai abbiamo venduto tutto e tagli di spesa neanche a parlarne.
I venditori di pentole però parlano di taglio del cuneo fiscale e lo fanno con la naturalezza di una foca che prende il sole in attesa della tempesta artica.
Le nostre banche sono sempre più indebitate e i mercati credono sempre meno nell’Italia visto che il termometro dello spread continua a salire facendoci lievitare il costo sui debiti.
Allora? Tutto nello stile del giocatore d’azzardo,tutto rimandato ad Ottobre perché gli elettori non si possono deprimere nei mesi estivi. Eppure l’autunno verrà e si parlerà di manovrona altro che quella annunciata dal maggiordomo di Renzi. Si sforeranno i 20 miliardi, forse 30 con la mannaia dell’aumento dell’iva e senza aver risolto un solo problema strutturale.
Qualcuno dice che poi ci saranno le elezioni, appunto quelle maledette elezioni che rimbecilliscono gli uomini alla guida di questo stato di morti viventi”.

 

Bruno da Napoli

 

Letteratura Moderna……Carl Gustav Jung


 

Jacques-Louis David -morte di Socrate- olio su tela

 

da: Anima e Morte.

 

Più di una volta mi è stato chiesto che cosa io pensi della morte, di questa non dubbia fine della singola esistenza umana. (…)
Rispetto alla morte la vita ci appare come un fluire, come il cammino di un orologio caricato, il cui arresto finale è evidente. Non siamo mai tanto convinti del “fluire” della vita come quando una vita umana giunge al suo termine dinanzi ai nostri occhi; e mai si impone in modo più stringente e penoso il problema del significato e del valore della vita come quando assistiamo all’ultimo respiro che abbandona un corpo vivo sino a un attimo prima. (…)
Siamo invece a tal punto convinti che la morte sia soltanto la fine di un fluire, che di solito non ci accade di concepire la morte come uno scopo o un compimento, come si fa per le mete e i progetti di una vita giovanile, in fase ascendente.
La vita è un fluire di energia. Ma ogni processo energetico è irreversibile per principio e quindi diretto in modo univoco verso una meta: e tale meta è uno stato di riposo. (…)
Anzi la vita è quanto vi è di più teleologico; Essa è di per se tendenza a un fine; e il corpo vivente è un sistema di finalismi che tendono alla propria realizzazione.
La fine di ogni fluire è una meta. (…)

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Ardore giovanile rivolto al mondo e alla vita e al compimento di tese speranze e di mete lontane, questo è l’esplicito finalismo della vita, che si tramuta in angoscia, in resistenze nevrotiche, in depressioni e fobie ogniqualvolta essa rimanga in qualche modo fissata al passato o indietreggi di fronte a quei rischi senza i quali le mete prefissate non possono essere raggiunte.
Pervenuto alla maturità e al vertice della vita biologica, che coincide all’incirca con la metà della sua durata, il finalismo della vita non viene meno per questo.
Con la stessa intensità e irresistibilità con cui esso tirava in salita nella prima metà , ORA ESSO TRASCINA IN DISCESA, ché il traguardo non sta nel vertice, ma nella valle dove era iniziata l’ascesa.
La curva della vita psicologica non vuole tuttavia adattarsi a questa legge naturale.
Le discordanze possono cominciare ben presto, anche durante l’ascesa.
Uno rimane indietro rispetto ai propri anni, conserva la propria infanzia, come se non potesse staccarsi dal suolo; trattiene la lancetta e immagina che con ciò il tempo si arresti. E se alla fine è giunto con qualche ritardo alla cima, torna a fermarsi anche lì, psicologicamente; e quantunque sia evidente che sta già scivolando dall’altra parte , si aggrappa – non fosse altro con lo sguardo che persiste a volgersi indietro- all’altezza già raggiunta. Come la paura lo tratteneva prima di fronte alla vita, così essa lo trattiene ora di fronte alla morte.

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Inoltre, essendosi attardato in salita per paura della vita, pretenderebbe ora di trattenersi sulla cima raggiunta per indennizzarsi del ritardo. Si è reso conto che la vita, nonostante tutte le resistenze l’ha spuntata su di lui, ma ciò nonostante tenta ancora di fermarla. Con ciò la psicologia di quest’uomo perde il suo terreno naturale: la sua coscienza rimane sospesa nell’aria, mentre sotto di lui la parabola scende con moto accelerato. IL TERRENO DA CUI TRAE NUTRIMENTO L’ANIMA È LA VITA NATURALE.
Chi non la segue rimane disseccato e campato in aria. Perciò molti uomini si inaridiscono con l’età: si volgono indietro con una segreta paura della morte nel cuore. Si sottraggono, almeno psicologicamente, al processo vitale; (…).
Nella seconda metà dell’esistenza rimane vivo soltanto chi, con la vita, vuole morire.
Perché ciò che accade nell’ora segreta del mezzogiorno della vita è l’inversione della parabola, è la Nascita della morte.

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La vita dopo quell’ora non significa più ascesa, sviluppo, aumento, esaltazione vitale, ma morte, dato che il suo scopo è la fine. “Disconoscere la propria età ” significa “Ribellarsi alla propria fine”.
Entrambi sono un “Non voler vivere” ; giacché “Non voler morire” sono la stessa cosa.
Divenire e passare appartengono alla medesima curva.
La coscienza fa quel può per non accogliere questa verità pur incontestabile. In genere si resta attaccati al proprio passato, fermi nell’illusione di restare giovani. Essere vecchi è estremamente impopolare.
Non ci si rende conto che il ” non poter invecchiare” è cosa da deficienti, come lo è il non poter uscire dall’infanzia . (…)
L’attuale durata media della vita relativamente più lunga di prima, come è stato provato statisticamente, è un prodotto della civiltà. I primitivi raggiungono un’età avanzata solo eccezionalmente. (…)

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È come se la nostra coscienza si fosse un poco spostata , sdrucciolando dalla propria base, e non riuscisse più a ritrovarsi completamente col tempo naturale. E pare quasi che la coscienza, per una sua alienazione, ci tragga in inganno, facendoci apparire i tempo della vita come pura illusione che può essere mutata a volontà. ( Rimane da chiedersi donde tragga la coscienza propriamente la sua capacità di essere contro natura, e che cosa significhi quel suo arbitrio.)
Così come la traiettoria di un proiettile termina al bersaglio, la vita termina nella morte, che è quindi il bersaglio, lo scopo di tutta la vita. (…)
La nascita dell’uomo è densa di significato, e perché non dovrebbe esserlo la morte? L’uomo giovane viene preparato per vent’anni e più al pieno sviluppo della sua esistenza individuale; e perché non dovrebbe per vent’anni e più preparare la sua fine? (…)
Ma che cosa si ottiene con la morte? (…)
Pare dunque che risponda meglio all’anima collettiva dell’umanità considerare la morte come un compimento del significato della vita e come scopo specifico di essa, che non come una mera cessazione priva di significato. Chi dunque si associa all’opinione illuministica rimane psicologicamente isolato e in contrasto con quella realtà umana universale a cui appartiene egli stesso. (…)

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Giacché – illuminismo o no, coscienza o no – la natura si prepara alla morte. (…)
Col passare degli anni, i pensieri della morte si fanno straordinariamente più frequenti. Lo voglio o no, l’uomo che invecchia si prepara alla morte.
Penso proprio che la natura stessa provveda a una preparazione in vista della fine.
Di fronte a ciò è indifferente, da un punto di vista obbiettivo, quel che pensi sull’argomento la coscienza individuale; ma soggettivamente fa una gran differenza se la coscienza vada di pari passo con l’anima oppure si abbarbichi a pensieri che il cuore ignora, giacché il non prendere posizione di fronte alla morte come scopo è nevrotico quanto il reprimere durante la giovinezza le fantasie rivolte all’avvenire.
Nella mia non breve esperienza psicologica io ho fatto una lunga serie di osservazioni su persone di cui ho potuto seguire l’attività psichica inconscia fino all’immediata prossimità della morte. In genere la fine vicina veniva indicata con i simboli con cui anche nella vita normale si allude a mutamenti di stato psicologico: Simboli di rinascita, mutamenti di luogo, viaggi e simili.

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Parecchie volte ho potuto seguire, in lunghe serie di sogni, per più di un anno, gli accenni alla morte prossima: e ciò anche quando la situazione esteriore non giustificava pensieri di tal genere. Il morire comincia dunque assai prima della morte effettiva.
Ciò si rivela del resto, anche più sovente, con un tipico mutamento di carattere, che può precedere di molto la morte. La morte dovrebbe quindi essere un qualche cosa di relativamente inessenziale, oppure la nostra anima non si cura affatto di quel che accade all’individuo. Pare invece che l’inconscio si preoccupi assai più del MODO come si muore: E CIOÈ SE L’ATTEGGIAMENTO DELLA COSCIENZA CORRISPONDA O NO AL MORIRE.”

 

(Carl Gustav Jung)

Oliviero Beha


Addio grande Uomo senza padroni, che la tua imparzialità, la tua etica e la tua curiosità nello scoprire ogni verità, sia di esempio ai tanti giornalisti che vivono di menzogne pur di accontentere un Potere oligarchico che nessuno ha scelto. Addio Oliviero, penna pungente e mai paga.
Oliviero Beha (1949-2017)

…qui sotto un post a lui dedicato, esattamente un anno fa.

poesia&cultura

Chi non conosce Oliviero Beha, autore di testi teatrali rappresentati, in stagione e festival, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno vinto diversi premi, tuttora editorialista in riviste a diffusione internazionale nonché relatore in convegni prestigiosi sul linguaggio, la comunicazione, l’ambiente, le istituzioni, lo sport. Ha scritto per l’Unità tra il 2005 e il 2008 mentre nel 2009 ha avviato una collaborazione come editorialista del Fatto Quotidiano di cui è cofondatore.

Dal giugno 1996 al luglio 1997 è “tollerato” a tardissima ora, andando in onda con Attenti a quei tre, trasmissione del Palinsesto Notturno della Rai dedicata ai problemi della giustizia, in onda, su Rai 1 e Rai 3, con tre appuntamenti settimanali. Dal settembre 1998 di nuovo ai microfoni di Radio Rai con Radioacolori in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, su Radio Uno, e poi Beha a colori fino a…

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