Riflessioni Personali……canapa o maria ( marijuana)?


 

Tempo fa, un’amica blogger in un suo articolo chiese ai propri lettori chi di loro avesse mai “fumato” la marijuana, e allo stesso tempo, cosa avrebbero pensato nel caso la stessa venisse liberalizzata per scopi non terapeutici.  Ebbene, oggi questo articolo servirà per chiarire definitivamente le idee di coloro che dicono di sapere tutto, elargendo consigli a destra e a manca, ma in verità di quel sapere hanno assimilato ben poco.  Buona lettura!

Nico (max weber)

piantagione di canapa per uso tessile -foto web-

 

 

La differenza tra canapa e marijuana spiegata in modo semplice!

Canapa e Marijuana sono la stessa pianta, parte della famiglia botanica delle Cannabaceae (sottoinsieme dell’ordine delle piante Urticales). La distinzione tra canapa e marijuana è quindi solo lessicale e dovuta all’uso comune dei termini. Sarebbe più corretto parlare sempre di canapa, sia quando si intende la variante tessile, che quando si intende quella psicoattiva.

I due nomi distinti per definire i due diversi usi si utilizzano semplicemente per convenzione: con la parola canapa si intende la varietà che si produceva in gran quantità in Piemonte, Emilia Romagna e sud Italia, e che serve per produrre alimenti (semi, olio, farina), bio-carburante, carta, tessuti, cordame, prodotti cosmetici e materiali (spesso innovativi e molto efficienti) e per la bio-edilizia.

È quasi priva di Thc (o meglio ne contiene solo in minima concentrazione), il principio attivo che provoca lo “sballo”, e non ha quindi alcun effetto psicotropo. La sua coltivazione in Italia è legale e regolamentata (per chi fosse interessato ecco un articolo a riguardo: cosa fare per coltivare la canapa). Quello della canapa a scopi industriali è stato per anni uno dei settori di punta in Italia e nel mondo, il nostro paese ne era il secondo produttore mondiale (una produzione tradizionale della quale sono rimaste alcune bellissime fotografie).

Per dare un’idea di quanto fosse diffuso l’utilizzo della canapa, basti pensare che anche la Costituzione degli Stati Uniti venne scritta su carta di canapa. Si trattava insomma di una pianta che consentiva di fare in modo economico ed ecologico quasi tutto ciò che poi si è cominciato a fare con il petrolio e i suoi derivati.

piantagione di marijuana -foto web-

 

 

Con il termine marijuana si intende invece la variante di canapa ricca di Thc e quindi ad effetto psicoattivo. Questa è la pianta cantata da Bob Marley e simbolo della cultura hippie (e contemporaneamente dagli importanti e sempre più diffusi utilizzi medici e terapeutici). La marijuana è considerata una droga leggera e la sua coltivazione in Italia è vietata. Anche se sempre più paesi nel mondo la stanno legalizzando.

Quella che si usa per scopi tessili, priva di Thc, è solitamente la pianta di sesso maschile (anche se non sempre, esistono anche qualità di canapa monoiche, cioè ermafrodite, e femmine utilizzate a questo scopo) mentre quella con effetti psicoattivi è la femmina.

Per concludere, è comunque importante sapere che le distinzioni tra i termini canapa, cannabis e marijuana sono del tutto arbitrarie. Come già accennato, il nome scientifico è lo stesso, appunto per il fatto che si tratta della medesima pianta. La distinzione del nome marijuana da quello di canapa avvenne negli anni ’30. Quando si decise che era una droga da vietare, prima negli Usa e poi in tutto il mondo.

 

da: dolcevitaonline.it

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Riflessioni Personali……Sailing!


 

Nell’ultimo articolo scrissi: (…) trasferiamo ai nostri figli il valore della disobbedienza, l’intima soddisfazione della solitudine intellettuale, facciamo capire loro la Bellezza di essere diversi (…) è vero, ogni singola Vita per meschina e povera che sia, deve essere vissuta sempre sino in fondo, perchè in ognuna di esse vi sono istanti degni di eternità.

Auguro a tutti voi di navigare il mare attraversando oceani di gioia e serenità, perchè come scrisse Seneca, la vita è come un racconto: non importa che sia lunga, ma che sia interessante.  Presto anch’io sarò a casa, fate i bravi!!

Nico (max weber)

 

 

Riflessioni Personali…….la fine di un sogno!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Visto il nulla di fatto tra le varie forze politiche per avere una maggioranza stabile,  il “pallino” gestito dalla Troika torna nelle mani di Mattarella, ora è molto  più probabile un governo del presidente, così come avevo previsto due giorni dopo il voto, quindi oggi per me è la fine di un sogno, mi sento più vecchio perché tramonta la mia ultima aspirazione adolescenziale alla rivoluzione, al cambiamento.
Quella che si affaccia sulla scena politica è la generazione dei mediocri di gente sicuramente onesta e dalle buone intenzioni, ma destinati a scomparire nel background dei comprimari della politica italiana perché per condurre alla salvezza un paese non bastano l’onestà e le buone intenzioni, ma ci vuole il dono, non banale, di trasferire a tutti la motivazione, l’accettazione del sacrificio, l’ansia del combattimento.

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Da vecchio e nostalgico frequentatore del campo di battaglia, quello che ho compreso è che il nostro paese ha perso la capacità culturale di generare uomini che uniscano la buona volontà e la grande comunicazione alla capacità materiale di mettere in atto le cose. Perché non sono le intenzioni e le chiacchiere che cambiano il mondo, non sono gli hashtag che fanno la storia, ma le azioni, le rinunce, le conquiste, il sangue.
E’ tempo di ripiegare compagni di battaglia. La nostra generazione ha seminato male ed ha raccolto peggio. I Renzi, i Salvini e i Di Maio, sono il frutto della nostra incapacità di allevare una generazione forte, vigorosa e capace di affrontare la tempesta. Il ripiegamento non è sconfitta, ma la presa d’atto che continuando a cincischiare si va incontro all’inevitabile. Il ripiegamento è solo il primo atto di una futura vittoria. Per questo, ordinatamente, lasciamo le posizioni e dedichiamoci ad allevare, bene questa volta, la prossima generazione.

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Tiriamo su dei ribelli, insegniamo loro a non dare nulla per scontato e farsi le proprie idee. Diamogli il dono di sopravvivere in una società ipocrita rifiutando il buonismo, il politicamente corretto e rendiamoli insofferenti ai legacci della convenzione e del conformismo. Trasferiamo ai nostri figli il valore della disobbedienza, l’intima soddisfazione della solitudine intellettuale, il piacere di essere diversi. Diamogli lo scopo di distruggere l’Italia che abbiamo creato e di seppellirla per sempre. Chiediamogli di essere dimenticati e lasciamoli andare, come piccoli briganti, a depredare le strade battute da chi si è convinto di essere il padrone.

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E questa missione io me la assumo, per mia figlia e mio figlio e per tutte le ragazze ed i ragazzi che vorranno usare queste pagine per imparare ad accendere il fuoco con il quale fare cenere della nostra effige.

E’ la fine di un sogno mai realizzato!

“Comandante Nebbia”

Riflessioni Personali………in ricordo del caro vecchio amico Vittorio.


 

Sono passati sette anni!

 

 

 

Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent’anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela:
“Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare.”

Vittorio Arrigoni (Vik)……Besana in Brianza 4 febbraio 1975- Gaza 15 Aprile 2011.