Riflessioni Politiche……Casa Pound e la criminalità organizzata!!


 

A volte credo sia giusto che torni il fascismo di una volta, che torni per farci capire che nulla ci è stato regalato, eh si putroppo, perchè quel poco che oggi rimane di quei diritti (lavoro, studio, assistenza medica, libertà personali) conquistati con il sangue e con le manifestazioni degli ultimi quarant’anni, ai molti sembrano siano sempre esistiti. In verità non è così, uomini e donne nel corso degli ultimi decenni hanno lottato, manifestato e combattuto mettendo in campo tutta la passione politica, riuscendo in questo modo a raggiungere degli obbiettivi che sembravano irrangiungibili. Oggi tutto viene dimenticato, viene dimenticato il ventennio fascista, dimenticato il fallito golpe Borghese, dimenticato il decennio della strategia della tensione, dimenticato il periodo del fango mediatico di berlusconiana memoria, tutto viene dimenticato in fretta perchè il ricordo di ciò che è stato, viene sopraffatto dall’istinto di cambiare i futuro anzichè difendere il presente. Si, sono proprio convinto che i fasci dovrebbero tornare a governare!!

Nico (max weber)

 

Polemiche contro i giornalisti che hanno partecipato ai dibattiti di Casapound. In particolare, tweet e ironia contro Corrado Formigli, che questa sera ospiterà nuovamente il presidente del partito neofascista a Piazza Pulita, in diretta su La7.

immagine presa dal web

 

 

 

 

 

Mentre le immagini della testata di Roberto Spada sul naso del giornalista di Nemo giravano in loop sui social e in tv, il primo pensiero di tanti è andato a quei giornalisti che nelle scorse settimane hanno partecipato agli ormai celebri dibattiti in via Napoleone III. Il collegamento può sembrare fumoso soltanto a chi non vede i lati del triangolo Spada-Casapound-giornalisti consenzienti. Al contrario, è estremamente razionale e segue più o meno queste argomentazioni: i fascisti sono violenti, e questo stupisce poco; a Ostia il clan Spada sostiene Casapound, e questo si sa; ciò che non torna è perché personaggi come Enrico Mentana, Corrado Formigli o Nicola Porro abbiano dato ulteriore riconoscimento al partito neofascista partecipando agli incontri nella sua sede via Napoleone III.

immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

Secondo i tre giornalisti Casapound sarebbe ormai inscritta nel meccanismo democratico dei partiti, perché diversa da altre formazioni fasciste e in quanto ammessa a partecipare alle elezioni. Ci sarebbe molto da dire a commento di questa strana tesi, che più che descrivere la realtà contribuisce a produrla. Per un verso, si potrebbe ricordare che anche il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori fu ammesso alle elezioni, nella Germania del 1932. Vi partecipò “democraticamente” e ottenne anche un bel 37,4% di consensi. Peccato che quando i rapporti di forza cambiarono a suo favore, proprio grazie a quel risultato elettorale, si comportò in maniera un po’ meno democratica. Per un altro verso, invece, basterebbe dare uno sguardo alle decine di episodi che hanno visto dirigenti, militanti e simpatizzanti di Casapound protagonisti di violenze contro cittadini comuni, attivisti di sinistra, migranti.

Aggressioni e violenze di cui è difficile tenere il conto e che, comunque, sono comodamente consultabili su google, senza nemmeno il bisogno di fare del del giornalismo d’inchiesta. In particolare su Ostia verrebbero fuori moltissimi risultati, che coinvolgono trasversalmente numerosi soggetti, da volontari della parocchia a candidati di Forza Italia. Ma evidentemente al trio Mentana-Formigli-Porro queste cose non interessano più di tanto. Chissà se i tre hanno accettato l’invito per semplice narcisismo o davvero nutrano la convinzione di poter evangelizzare dei fascisti ai valori “democratici”. Di certo, anche questi giornalisti hanno dato il loro personale contributo al principale obiettivo dell’organizzazione di via Napoleone III: sdoganare il neofascismo attraverso retoriche pseudo-democratiche, interlocuzioni con personaggi di altri schieramenti politici e attività sociali di facciata.

Per fortuna, oltre la pochezza di simili personaggi sembra esserci una consapevolezza diffusa intorno alle modalità di funzionamento della strategia di Casapound. Forse per questo, in tanti, subito dopo aver sentito il rumore che fa una cartilagine del naso che si frantuma, hanno indivuato il cuore del problema più che nei soliti fascisti o nei loro amici mafiosetti, in tutti coloro che li aiutano a truccare il volto all’insegna della presentabilità.

da: ribellioni.it

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Mahmud Darwish….il poeta della resistenza Palestinese.


 

Mi scuso con tutti coloro che possano sentirsi offesi dall’immagine di testo, ma questa è la realtà del popolo PALESTINESE, braccato, violentato e usato come trofeo di caccia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TI HO SCONFITTO, MORTE

O morte, siediti e aspetta.
Prendi un bicchiere di vino e non trattare.
Una come te non tratta con nessuno,
uno come me non si oppone alla serva dell’invisibile.
Prendi fiato… forse sei spossata da questo giorno
di guerra astrale. Chi sono io perche tu mi faccia visita?
Hai tempo di esplorare il mio poema? No. Non è affar tuo
Tu sei responsabile della parte d’argilla
dell’uomo, non delle sue opere o delle sue parole.
O morte, ti hanno sconfitta tutte le arti.
Ti hanno sconfitta i canti della Mesopotamia,
l’obelisco dell’Egizio, le tombe dei Faraoni,
le incisioni sulla pietra di un tempio ti hanno sconfitta,
hanno vinto, ed e sfuggita ai tuoi tranelli
l’eternità…
e allora fa’ di noi, fa’ di te cio che vuoi

Mahmud Darwish

 

Riflessioni Politiche…….I diritti da sapere nello “Stato di polizia”!!


 

E’ innegabile riconoscere la limitazione in atto dei nostri diritti anche se fanno del tutto per mascherarla, siamo controllati, catagolati, limitati e soprattutto sottomessi, alcuni fra i più giovani, penseranno che sia tutto normale il fatto di vedere in giro sempre più forze di polizia, e che in un modo o nell’altro, questa presenza massiccia di FF.OO sia dovuta per nostra sicurezza, ma è tutta apparenza a cui non dobbiamo CREDERE perché le forse di polizia servono soltanto a proteggere il POTERE.

Siamo oramai condizionati da tutto un sistema oligarchico che fa in modo di farci pensare di essere in Democrazia e quindi in regime di totale libertà, ma non è così, ci lasciano il DIRITTO di votare e scegliere, ma in fin dei conti sono dieci anni che abbiamo al governo persone che nessuno ha scelto, ci lasciano il DIRITTO di muoverci in libertà, ma quando siamo insieme a quattro o cinque amici creando un piccolo gruppo, subiamo subito un controllo delle generalità,  ci lasciano il DIRITTO di informarci, ma come già sappiamo, l’informazione libera non esiste, tutti i media sono sotto controllo del POTERE.

Controllo, controllo e ancora controllo, siamo chiusi in una “gabbia” invisibile da cui possiamo solo ammirare la nostra LIBERTA’ senza poterla agire, siamo condannati ad obbedire, ad abbasare la testa, a non poter dissentire, siamo orami un gregge che si è abituato a questo SISTEMA, e forse come gli agnelli, verremo “sacrificati” sull’altare del NEOLIBERISMO che tutto chiede senza dare nulla in cambio.

Vi lascio con una frase di Stefano Rodotà scomparso la settimana scorsa, uno dei pochissimi Uomini Liberi ancor prima di essere un politico, spero serva a farvi pensare.

(…) un innegabile bisogno di diritti, e di diritto, si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione e innerva la stessa politica (…)

Nico (max weber)

immagine presa dal web

 

 

 

 

I diritti da sapere nello Stato di polizia. Un vademecum da conoscere!

 

di Federico Rucco – associazione Antigone
Sembrerebbe roba di altri tempi o da altri paesi, ma è l’Italia del 2017, uno Stato di polizia sempre più intrusivo, invadente, coercitivo.

L’Associazione Antigone ha realizzato un opuscolo, una sorta di vademecum, che ogni cittadino o abitante di questo paese è bene che conosca a memoria. Non pare,  ma finire nelle grinfie degli apparati coercitivi sta diventando sempre più frequente e sempre più facile, anche per quelli che pensano  “io non ho nulla da temere”. Qualche volta la cronaca ci restituisce anche conseguenze gravi, anzi letali, come rivelano i casi Cucchi, Alodrovandi ed altri. Ragione per cui suggeriamo ai nostri lettori di scaricare, leggere e imparare il vademecum.

E’ sempre meglio “viaggiare informati” nelle nostre strade. Non è più l’Italia della Costituzione nata dalla Resistenza, è l’Italia dello Stato penale di Minniti e &.

 

Lo Stato di Polizia.

Nel 2015 in Italia quasi 1 milione di persone sono state arrestate o fermate dalle forze di polizia. Un numero piuttosto impressionante di individui è stato insomma oggetto di provvedimenti temporanei restrittivi della libertà personale ad opera delle forze dell’ordine e si è quindi trovata a transitare in caserme e stazioni di polizia.

Per questo, in collaborazione con Associazione Antigone, abbiamo voluto mettere insieme una guida essenziale che illustri in maniera chiara ed accessibile a tutti i diritti di cui si è titolari davanti alle forze di polizia e durante l’intera durata dello stato di arresto o fermo.

96 ore di vulnerabilità

Quella del trattenimento da parte della polizia è infatti una situazione, che si può prolungare fino a 96 ore, durante la quale l’arrestato/fermato si trova evidentemente in una condizione di particolare vulnerabilità. In questa fase – e soprattutto nelle prime 24 ore, in attesa di essere messo a disposizione del PM e della successiva udienza di convalida con il giudice – il soggetto si trova infatti in uno stato di profonda incertezza per quello che concerne la propria situazione giuridica, gli elementi e le accuse a proprio carico, e soprattutto i propri diritti.

La questione dell’informativa sui diritti

Per lungo tempo in Italia la questione dell’informativa dei diritti per le persone in stato di arresto o fermo ha galleggiato in un vuoto normativo.

Nel nostro paese le cose non andavano insomma come in America. Qui, già negli anni ‘60 una famosa pronuncia della Corte Suprema riconobbe la violazione dei diritti a danno di Ernesto Arturo Miranda, 25enne americano di origini messicane che era stato arrestato e condannato tre anni prima per lo stupro e il rapimento di una ragazza di 17 anni, in quanto questi non era stato informato del suo diritto di avvalersi di un avvocato e di rimanere in silenzio. Da allora quando un poliziotto esegue una misura restrittiva della libertà personale non può esimersi dal recitare la formula di rito con la quale si comunicano allo stesso i suoi diritti fondamentali: “Ha il diritto di rimanere in silenzio. Tutto quello che dirà potrà essere usato e sarà usato contro di lei in tribunale. Ha il diritto a un avvocato. Se non se ne può permettere uno, gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ha capito i diritti che le ho appena letto?”

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Il foglio dei diritti non basta

Poi, finalmente, in materia è intervenuto il diritto comunitario che – attraverso una serie di importanti direttive – ha imposto a tutti i paesi della UE omologhi obblighi di informativa sui diritti per soggetti coinvolti in procedimenti penali e/o sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà. A seguito di questa regolamentazione, anche in Italia le persone che vengono arrestate o fermate vengono ritualmente informate dei propri diritti, attraverso la cosiddetta “Letter of Rights” (che è peraltro significativamente più dettagliata della summenzionata formula del “Miranda Warning”).

Quel foglio di carta, però, da solo non basta, ed in pratica le persone in stato di arresto/fermo continuano a trovarsi spesso in una situazione di precarietà, incapaci – per mancata conoscenza – di far valere i propri diritti. Motivo per cui ci pare tanto importante provare a fornire a tutti gli strumenti necessari a tutelarsi attraverso un vademecum.

Il vademecum

da: contropiano.org

Riflessioni Personali…..questa è la vera violenza!!


 

Quello che vedrete nel video ha qualcosa di incredibile, un tranquillo giovedi sera nel rione Vanchiglia a Torino, luogo dove un tempo c’era il maggior spaccio di droga, ora riqualificato con localini di intrattenimento, bar e pizzerie.

L’altra sera, mentre giovani e meno giovani erano intenti a fare quattro chiacchiere tra amici godendosi il fresco del Po, all’improvviso accade questo…..

La cocaina è fonte di grandissima autostima, senza la coca, sono solo delle merde!!

Nico (max weber)