I Nomadi……Contro!


 

(..) Contro chi fa credere la guerra un dovere

contro chi vuole dominio e potere

contro le medaglia all’onore, alla santità

per tutta la gente che grida libertà (…)

 

Un bellissimo ma poco conosciuto brano dei Nomadi, Contro…tutti i tipi di potere, contro la reticenza delle stragi di Stato, contro l’ipocrisia Umana, contro tutti i dogmi religiosi, contro questo genere di Progresso e contro il Capitalismo cinico, causa di tutte le sofferenze Umane.

“Gli uomini, per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno.”
(Sandro Pertini)

 

 

 

Contro

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Contro i fucili, carri armati e bombe

contro le giunte militari, le tombe

contro il cielo che ormai è pieno, di tanti ordigni

nucleari

contro tutti i capi al potere che non sono ignari.

Contro i massacri di Sabra e Chatila

contro i folli martiri dell’Ira

contro inique sanzioni, crociate americane

per tutta la gente che soffre, e che muore di fame.

Contro chi tiene la gente col fuoco

contro chi comanda e ha in mano il gioco

contro chi parla di fratellanza, amore, libertà

e poi finanzia guerre e atrocità.

Contro il razzismo sudafricano

contro la destra del governo israeliano

conto chi ha commesso stragi, pagato ancora non ha

per tutta la gente ormai stanca che vuole verità.

Contro tutte le intolleranze

contro chi soffoca le speranze

contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi

contro la poca memoria della storia.

Contro chi fa credere la guerra un dovere

contro chi vuole dominio e potere

contro le medaglia all’onore, alla santità

per tutta la gente che grida libertà.

 

I Nomadi

 

16 Marzo 1978 ……il rapimento di Aldo Moro!


 

“Erano da poco passate le nove del 16 marzo 1978 quando in via Fani , nel quartiere  romano di Monte Mario,un commando delle Brigate rosse bloccò l’auto sulla quale viaggiavano il presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro e due militari addetti alla sua tutela, e un’altra auto con a bordo tre agenti della Polizia anch’essi preposti alla protezione del parlamentare . In meno di due minuti furono esplosi oltre novanta colpi di armi automatiche. Più di quaranta andarono a segno, uccidendo i cinque uomini della scorta: Raffele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

Aldo Moro fu trascinato fuori della propria auto e caricato su un’altra vettura. I brigatisti riuscirono a dileguarsi nel traffico. Alle 10.15, telefonate ad organi di stampa di Roma, Milano, Torino e Genova rivendicarono: “Questa mattina abbiamo rapito il presidente della Democrazia cristiana ed eliminato la sua scorta, le “teste di cuoio” di Cossiga, (l’allora ministro dell’Interno).” La strage e il sequestro furono compiuti emblematicamente nel giorno in cui il Parlamento era chiamato a dibattere e votare la fiducia a un governo di solidarietà nazionale appoggiato, per la prima volta dal 1947, dal Partito Comunista Italiano; per la costituzione di quel governo il presidente della Dc si era fortemente impegnato.” (fonte web)

foto tratta dal web

 

 

Ricordo benissimo quel giorno di trentanove anni fa, perché come spesso accadeva in quel periodo mi recavo a Roma da mio zio, quel benedetto pomeriggio nei pressi di Rieti, il pulman fu bloccato ad un posto di blocco dai Carabinieri per un controllo specifico sulle generalità di tutti gli occupanti, controllo conseguente al grande casino che scoppiò con il sequestro di Aldo Moro avvenuto la stessa mattina, caso volle che tutti avessero con sé il documento d’identità tranne io, e visto che (secondo loro) non apparivo come un buon soggetto, mi portarono insieme ad altri tre ragazzi in caserma per accertamenti, fu cosi che dovetti scomodare lo zio capitano che fece da garante nei miei confronti,  venni rilasciato con tante scuse (è stato bellissimo avere il saluto militare del comandante la caserma 😀 ).

Ripresi il pulman soltanto il giorno seguente perchè quello su cui viaggiavo, potè ripartire senza di noi dopo circa tre ore dal fermo.

Due giorni dopo il rapimento, le B.R. rivendicarono il rapimento di Moro con questo comunicato:

« Giovedì 16 marzo, un nucleo armato delle Brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati corpi speciali, è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione imperialista di cui la Dc è stata artefice nel nostro Paese – dalle politiche sanguinarie degli anni Cinquanta alla svolta del centrosinistra fino ai giorni nostri con l’accordo a sei – ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l’esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste. »
(Brigate Rosse, primo comunicato.)

Dalla prigione delle B.R. Aldo Moro scrisse diverse lettere alla famiglia, agli amici di partito e degli altri partiti, alla curia romana e al Papa, poche delle lettere scritte da Moro giunsero a destinazione, fra queste, quella sotto scritta alla moglie pochi giorni prima di essere ucciso per mano dei Brigatisti Mario Moretti, Germano Maccari e Prospero Gallinari.

Nico (max weber)

foto tratta dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La dolcissima lettera che Moro scrisse alla moglie…

 

A Eleonora Moro

(recapitata il 5 maggio, 4 giorni prima della sua uccisone)

 

Tutto sia calmo Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso.

(…..)

E questo è tutto per il passato. Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca), Anna,

Mario, il piccolo non nato, Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.

Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.

Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo…addio!

Aldo

 

 

Riflessioni Personali……siamo Giudici o Razzisti?


 

Ieri mattina alcuni miei amici, riuniti davanti ad una tazza di buon caffè passavano il tempo parlando di immigrati, secondo la loro idea questi poveri “cristi” sono dediti alla delinquenza e per questo motivo devono essere rimandati tutti a casa indipendentemente se siano o no, brave persone, poi con gli animi surriscaldati da questa discussione, hanno iniziato a dare giudizi sui tossicodipendenti, sulle prostitute e sui cosiddetti “terroristi Islamici“. Come al solito e visto che mi considerano un “rompicoglioni”, ho cercato di essere degno di questo appellativo spiegando  il perchè io non la pensassi come loro pur rispettando le opinioni di tutti ma senza condividerle. Solitamente per colpa dell’ignoranza non è facile per la quasi maggioranza delle persone, avere quel senso di RISPETTO che si deve verso ogni altra forma di vita umana o animale che sia, tossicodipendenti,  Rom, immigrati “clandestini”,  musulmani,  prostitute, siamo pronti a prendercela con tutto e tutti perchè abbiamo paura del DIVERSO da noi.

 

foto personale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Eppure, ho detto loro, visto che siete cattolici e andate a messa tutte le domeniche, perché non osservate le fede del dio che dice di accogliere a braccia aperte i fratelli affamati dando loro da mangiare, il vostro Credo dice questo no?…. è indubbio che questo atteggiamento mentale di diffidenza verso gli altri, è colpa delle sovrastrutture mentali che vi inducono a GIUDICARE gli altri e mai VOI stessi, vi siete mai chiesti cosa si prova ad essere giudicati da persone che non sanno nulla di voi?
e ancora,…”non vi sto facendo nessuna morale, ci mancherebbe, chi sono io per poter dire cosa è giusto e cosa sia sbagliato?
Io non giudico, VOI in questo momento potete dire di fare altrettanto?” a questo punto mi hanno risposto in modo abbastanza duro usando i soliti luoghi comuni dicendomi che io difendo gli immigrati che rubano il lavoro, delinquono, stuprano le nostre donne, difendo i drogati che sono pericolosi perché veicolano il virus del HIV, difendo le prostitute al cui seguito c’è la peggior delinquenza. Sono sincero, non mi è stato facile far capire a questi amici “RAZZISTI” che a me interessa soltanto la DIFESA di ogni Vita Umana, perché ogni Esistenza, indipendentemente dal ruolo sociale a cui appartiene, merita rispetto in quanto frutto della meraviglia e dell’Amore della Natura

Quindi non GIUDICARE ma andare oltre ciò che appare, oltre il visibile percepito, occorre avere conoscenza degli aspetti antropologici, sociologici e persino psicoanalitici dell’Essere Umano per capire i vari comportamenti tenuti in presenza di determinate variabili a cui ognuno di noi è soggetto quando qualcosa o qualcuno non rispetta i nostri CANONI”, l’ho detto prima, abbiamo paura di tutto quanto sia DIVERSO da noi, non a caso è proprio su questo “sentire razzista” che le destre nazionaliste europee fanno leva, odiare tutto ciò che non è conforme alla nostra immagine. Aristole, nella sua Etica Nicomanea disse “Ciascuno giudica bene ciò che conosce,  solo di questo è buon giudice e non di altro“, disse questo più di duemila anni fa, come potete vedere nulla è cambiato nel tempo.


Proprio in questi giorni sto leggendo un libro di un grande filosofo contemporaneo che descrive in modo meraviglioso le nostre fragilità…vi lascio un piccolo brano del suo pensiero.

Nico (max weber)

Immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sento di star divenendo diverso, dunque io ero, dunque sono stato me stesso!”

«Il problema non è mai stato nella natura di tale o talaltro gruppo (d’appartenenza) esclusivo, ma nelle relazioni trasversali dove gli effetti prodotti da tale o talaltra cosa (omosessualità, droga, ecc.) possono sempre essere prodotti in maniera diversa. Contro quelli che pensano “io sono questo, io sono quello”, e che pensano ancora così in maniera psicanalitica (in riferimento al loro passato o al loro futuro), bisogna pensare in termini incerti, improbabili: io non so cosa sono, nonostante tutte le ricerche e i tentativi compiuti, non-narcisistici, non-edipici – nessun pederasta potrà mai dire con certezza “io sono un pederasta”.

Il problema non è quello di essere in questo o in quell’umano modo, ma piuttosto di diventare inumano, anomalo: non diventare come una bestia, ma disfare l’organizzazione umana dei corpi, attraversare tale o talaltra zona d’intensità dei corpi, ricoprendo ciascuno le proprie zone, e i gruppi, le popolazioni, le specie che li abitano. Perché mai non dovrei parlare di medicina, pur non essendo medico, se ne parlo come un cane? Perché mai non dovrei parlare di droga, pur non essendo drogato, se ne parlo come un uccellino? E perché non dovrei inventarmi un discorso su una qualunque cosa, anche se questo discorso è completamente irreale e artificiale, senza che qualcuno mi domandi a che titolo lo tengo? La droga porta al delirio, perché io non potrei delirare sulla droga? Cosa ve ne fate della vostra “realtà”? Piatto realismo, il vostro».

 

(Gilles Deleuze, «Lettera ad un critico severo» in Pourparler)

 

 

Riflessioni Politiche…… la vicenda Consip e i suoi riflessi politici!!


 

Mi spiace per i molti, e ne sono tantissimi, che credono ancora in quei Valori su cui poggia la civile convivenza, Etica, Sincerità, Solidarietà, Ospitalità, Onestà e Altruismo.

Mi spiace per le nuove generazioni che prendono ad esempio personaggi come Il Bimbominkia (Renzi) che nulla ha da offrire loro se non la scaltrezza degli arrivisti.

Mi spiace anche per la generazione dei nostri padri che hanno dato la loro vita con i loro sacrifici per creare un paese vivibile, dove l’uguaglianza si misuri con le capacità di ognuno e non con i soldi.

Nulla di strano quello che sta accadendo, lo abbiamo visto tempo fa con il Cavaliere, solo una cosa mi rattrista, il fatto di non muovere un dito per DECAPITARE LA TESTA DI QUESTI POLITICI LADRI, MAFIOSI E ASSASSINI!

 

Nico (max weber)

 

immagine presa dal web

 

 

L’Italia cinica: la vicenda Consip e i suoi riflessi politici

di Alfredo Morganti – 2 marzo 2017

 

 

L’Italia cinica (o la palude, o il porto delle nebbie, fate voi)

Se un commentatore pacato, sin troppo, come Stefano Folli scrive su ‘Repubblica’ quello che ha scritto oggi, allora c’è da preoccuparsi. Il tema è la vicenda Consip e i suoi riflessi politici. “Quello che si è saputo – scrive Folli – lascia inquieti, per non dire sconvolti. Le accuse della procura appaiono ben definite e sostenute da prove non approssimative. […] Non si renderebbe un buon servizio alla verità edulcorando le notizie che arrivano”. “Sta emergendo – continua – il reticolo di un sistema di potere forse ancora artigianale […] ma senza dubbio famelico, spregiudicato e del tutto privo di etica pubblica. Qui si misura quanta retorica ci sia o ci sia stata nell’approccio ‘nuovista’ degli ultimi anni, dietro il quale è mancato un reale rinnovamento morale del costume politico”. “Un cinismo senza valori che contribuisce a uccidere, fra l’altro, le speranze di una generazione di giovani”. Sembra un epitaffio, tale è la gravità e la solennità di queste parole. Pronunciate non da un giornalista d’assalto, che cerca l’effetto, no. Stefano Folli pesa le parole una a una, è parco, non eccede mai. È ‘grigio’ nel modo giusto.

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Lascio a voi il commento di questi stralci (e del pezzo per intero, se vogliate leggerlo). Io mi limito a esprimere l’ovvia considerazione che tocca alla giustizia indagare, e che prima di un processo nessuno è colpevole. Ma, ciò detto, il mio sconcerto è reale.

O meglio il mio scoramento, per una fase politica che di politico non ha quasi più nulla. Che fa da corona all’Italia cinica contro cui punta il dito Folli. Dove tutto è evento, tutto è comunicazione, tutto è immagine, tutto è ‘vittoria’ o ‘sconfitta’, tutto si è liquefatto sull’altare dei plebisciti (veri o sognati), tutto è nei ‘riposizionamenti’, tutto è nelle proprie carriere personali, tutto è fuori dai partiti (perché i partiti non esistono più, nel tripudio dell’opinione pubblica), tutto è fuori dalle istituzioni rappresentative (perché il Parlamento alza la manina solo a fiducia), tutto è fuori dalla cultura politica (surrogata da quattro termini anglosassoni e da vuoti discorsi-fiume), tutto è delegato a classi dirigenti abborracciate, tutto è affidato al quarantenne ‘scalatore’e tutti vi si nascondono dietro pronti magari al complotto, tutto è in un tweet e null’altro nei dibattiti, nelle discussioni, nei confronti, nel dialogo, nella pluralità delle voci zittite però da una solo motto: ‘Vincere, e vinceremo!’. E infine tutto è opinione pubblica e nulla resta, o quasi, dell’architettura fragile di una democrazia rappresentativa come quella italiana: un’ opinione pubblica ridotta, ovviamente, a ‘coro’, a utenza mediale, a figurina Panini.

 

 

Io dico che avete (abbiamo) voluto un po’ tutti questo sfacelo. La sinistra certo. Ma per primo chi ha sostenuto il PD anche in questi anni renziani. Avete voluto che tutto si ‘decidesse’ in fretta, nei tempi concessi dai media, dando l’impressione di essere degli sprinter che rincorrono sempre l’evento, producendo in cambio mostruosità politiche e giuridiche. Avete voluto che quelli ‘grigi’ (perché dotati di materia ‘grigia’, appunto) fossero rottamati, se ne andassero, scegliessero altre strade, lasciassero la Ditta, sgomberando il campo al fenomeno vincente (si fa per dire). Li avete irrisi, persino. Avete voluto che il Paese, pur in crisi, si riducesse a una larva politico-culturale, un teatrino di mezze figure, dove il populismo e la destra scorrazzano, e così i faccendieri, i notabili e gli arruffa popolo. Una cosa, peraltro, cominciata da prima degli anni renziani, e che Renzi e i suoi sodali hanno ingigantito, se è vero che l’onda è così alta da sommergere tutto e tutti. Verrebbe perciò da dire: lo avete voluto? Bene, adesso ve lo tenete. È roba vostra. Ve lo meritate.

Tutto, dalla A alla Zeta, senza sconti, senza buonismi, senza 3×2. Se non che l’Italia è più importante di questa melma, e così i nostri figli e chi è ultimo socialmente, e allora esorto: c’è spazio fuori dal PD, ed è lì che c’è la sinistra che amo. Rimboccatevi le mani, dunque, e fate qualcosa. Basta anche una sola parola in una discussione. Come si chiamino si chiamino, senza andare troppo per il sottile, senza eccessi di zelo, senza nominalismi: che siano democratici, progressisti, sinistra e magari laburisti, ecc. ecc. Contano le idee e gli ideali che si mettono in campo. Contano le scelte.

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La palude vera, la palude del cinismo, come la chiama Folli, sta sommergendo tutto, anche le cose belle, anche le speranze, anche l’umanità, anche la solidarietà, anche la gratitudine. Va fermata in un unico modo, con le idee, la moralità, la politica vera, non con le chiacchiere o il cinismo che stanno offuscando l’aria. A voi.

 

da: nuovatlantide.org