Riflessioni Politiche…….Casapound e Forza Nuova.


 

GIUSTO PER CHIARIRE LE IDEE SU CASAPOUND E FORZA NUOVA!!

Visti i tanti confronti che ho avuto con ragazzi giovani e meno giovani sul tema razzismo, immigrati e criminalità, mi corre la necessità di spiegare ai tanti ragazzi che voteranno Casapound o Forza Nuova alle prossime elezioni politiche, come nascono e da dove provengono queste due organizzazioni politiche che in molti dicono non abbiano nulla a che fare con il nuovo fascismo o il nazionalismo, fare un distinguo tra le due formazioni politiche sarebbe irrisorio in quanto sono tra loro “collegate” per ideologia e fanatismo. Mi preme dare questo contributo perchè ho percezione che il 90% di coloro che hanno espresso la loro opinione non conoscano la storia, forse la loro“giovane” età o il menefreghismo imperante non ha permesso loro di conoscere quel particolare periodo storico degli anni settanta, chiamato “STRATEGIA DELLA TENSIONE” periodo che diede origine alla nascita di diversi gruppi terroristici, sia di destra che di sinistra.

Nico (max weber)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1978 viene fondato a Roma un gruppo politico eversivo di estrema destra, si chiama Terza Posizione, tra i fondatori figurano Roberto Fiore, Massimo Morsello, Gabriele Adinolfi e Francesco Mangiameli. Questa organizzazione politica, alla fine degli anni Settanta riunisce già alcuni dei criminali più violenti della destra eversiva romana. Proprio dalle fila di Terza Posizione esce una generazione di stragisti, assassini, rapinatori e sequestratori. Nel 1980 l’organizzazione venne decapitata, Roberto Fiore riparò in Inghilterra e gli altri fondatori furono arrestati per insurrezione e banda armata, rimasero però in libertà i componenti del gruppo armato di terza posizione, una legione di terroristi neri che una volta sciolto il loro gruppo politico confluirono tutti nei NAR (nuclei armati rivoluzioanri), tra loro nomi importanti di camerati legati alla strage della stazione di Bologna del 2 agosto del 1980, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.
.
Forza Nuova invece nasce nel 1997 ma già alla fine del 1999 il capo dell’antiterrorismo accusa Forza Nuova di far parte di una rete internazionale di naziskin. Nel 2000, dopo la morte di Massimo Morsello, Roberto Fiore (oggi leader di FN) e Gabriele Adinolfi ( oggi ideologo di Casapound) pubblicarono insieme un libro dal titolo “Noi, Terza Posizione” in cui viene rivelata la vera intenzione dell’epoca, quella di creare un gruppo di camerati “kamikaze” dediti alle stragi, intenzione che non divenne (meno male) mai reale.
Quindi, giusto per essere precisi, è esatto chiamare fascista un componente di FN, com’è esatto, anche se con qualche distinguo, chiamare fascista anche un componente di Casapound che rimane comunque un partito di estrema destra con ideologia neofascista, nazionalista e populista.
.
Gianluca Iannone, segretario politico di CasaPound descrive così.il suo partito… “ è vero, siamo fascisti, ma del terzo millennio” quindi fascisti rev. 3.0

Annunci

Riflessioni personali……..perchè la polizia non perquisisce il parlamento?


 

E’ tempo di elezioni politiche e quindi anche tempo di quel malsano populismo che la politica usa per attrarre voti, complice la recrudescenza delinquenziale come accaduto ultimamente a Milano e a Macerata, la bassa politica getta benzina sul fuoco con l’attacco razzista agli extra-comunitari, Salvini, Berlusconi, Meloni, Fiore e Iannone fanno leva su quell’ancestrale nostra paura del diverso per accaparrare più voti. E noi? Da quello che sembra, molti di noi sarebbero d’accordo nel CEDERE parte della propria LIBERTA’ per combattere la criminalità, perchè tutti direbbero di non avere nulla da nascondere. Ed è proprio questo il concetto di Libertà, la scelta di qualcosa che ci viene imposto, esula sempre dalla determinazione della nostra volontà.  Non a caso un famoso filosofo disse che la libertà non consiste tanto nel poter fare la nostra volontà, quanto nel non essere sottomessi a quella altrui. Vi lascio sotto un’interessante  riflessione di un professore che insegna filosofia  in un liceo Senese. Fate sapere il vostro pensiero!

Nico (max weber)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Vigilante, insegna filosofia e scienze umane al Liceo “Piccolomini” di Siena. Questa è la lettera scritta dopo un controllo antidroga nella sua classe. Utile per riflettere su un sistema repressivo ormai privo di limiti.

“Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella mia classe quinta, mentre stavamo parlando di Martin Heidegger. Irruzione è un termine forte, ma esatto in questo caso: nessuno ha bussato e chiesto il permesso. Hanno svolto un controllo antidroga facendo passare tra i banchi un pastore tedesco, poi sono andati via. A mani vuote, come si dice.

Non è la prima volta che succede, naturalmente, anche se è la prima volta che succede a me. È successo, qualche giorno fa, al liceo Virgilio di Roma, e la cosa è finita sui quotidiani nazionali, perché il Virgilio è un liceo molto ben frequentato. È successo qualche giorno prima al Laura Bassi di Bologna, anche lì con molte polemiche. È successo e succede quotidianamente in decine di istituti tecnici e professionali, che fanno poco notizia perché non sono così ben frequentati come il liceo Virgilio di Roma. E due anni fa, a Terni, un docente è stato sospeso dall’insegnamento per essersi opposto all’ingresso delle forze dell’ordine in classe.

Quelli che sono favorevoli a queste incursioni ragionano come segue: spacciare è un reato e il reato è un male che va perseguito; se uno è a posto, nulla ha da temere. Diamo per buono questo ragionamento, ed esaminiamone le conseguenze. Se è così, allora è cosa buona e giusta che le forze dell’ordine facciano irruzione nelle abitazioni private. Sarebbe un modo efficacissimo per combattere il crimine. Controlli a tappeto, a sorpresa, nelle case di tutti. Poliziotti, carabinieri, cani antidroga. In qualsiasi momento aspettatevi che qualcuno bussi alla vostra porta. Che un cane fiuti tra le vostre cose. Se siete a posto, non avete nulla da temere.

E perché non estendere i controlli anche nei luoghi di culto? Sì, lo so, molti di voi stanno pensando alle moschee: e la cosa a molti non dispiacerebbe. Ma io penso alle chiese. Immaginate un’irruzione delle forze dell’ordine in una chiesa, durante un rito. I cani tra i banchi che annusano. Cinque minuti e tutto è finito. Se qualcuno ha della droga, lo si porta via. E amen, come si dice. Non vi piace l’idea? Perché? Perché nel primo caso si tratta di un luogo privato, nel secondo caso si tratta di un luogo sacro, direte. E la scuola che luogo è? Io che vi insegno, la considero al tempo stesso un luogo privato – una casa – ed un luogo sacro. Il più sacro dei luoghi, perché è quello in cui si formano gli uomini e le donne di domani.

Ma, direte, la scuola è un luogo dello Stato, ed è bene che le forze dell’ordine dello Stato controllino un luogo dello Stato. È cosa loro, per così dire. Bene, concedo anche questo. Ed anche in questo caso, vediamo le conseguenze. Il Parlamento è un luogo dello Stato. È il luogo più importante dello Stato. È lo Stato. Che succederebbe se delle forze facessero irruzione in Parlamento con cani antidroga? Sarebbe una cosa sensatissima, perché in Parlamento si fanno leggi che riguardano la vita di tutti, ed è assolutamente vitale per la salute della nostra democrazia ed il futuro dello Stato che chi fa le leggi sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Eppure se succedesse una cosa del genere, sarebbe un grande scandalo politico. Perché? Per lesa maestà. Perché è umiliante per un senatore essere perquisito, annusato. Sospettato di essere un drogato, o peggio uno spacciatore.

E veniamo al dunque. Quando io vengo a casa tua – perché la scuola è la casa degli studenti – e ti sottopongo a perquisizione, io ti sto dando diversi messaggi. Il primo è che ti considero una persona poco raccomandabile. Non è una questione personale: può essere che tu sia a posto, ma è poco raccomandabile la categoria cui appartieni. Il fatto stesso che si facciano controlli antidroga è una conseguenza dell’infimo status degli adolescenti nella nostra società.

È risaputo che l’alcol fa in Italia diverse migliaia di morti e causa tragedie terribili. Eppure la vendita di questa sostanza stupefacente pericolosissima è consentita. Lo Stato consente la vendita di alcolici, per giunta con il suo monopolio, mentre i Comuni promuovono apertamente il consumo di vino ed altri alcolici con apposite manifestazioni locali. Il consumo di alcolici è consentito perché è cosa da adulti. È una abitudine diffusa tra persone perbene, stimabili, con un buono status sociale.

La droga, che fa meno morti dell’alcol, è invece roba da adolescenti, da ragazzetti, da soggetti con uno status marginale: dei minus habentes. È significativo che il consumo e lo spaccio di hashish e marijuana siano perseguiti con molto più zelo del consumo e dello spaccio di cocaina, una sostanza molto diffusa tra soggetti dotati di uno status anche considerevole, come professionisti e politici. Non è la sostanza stupefacente il problema. Se così fosse, l’alcol sarebbe proibito. Il problema è chi consuma, non cosa consuma.

Il secondo messaggio è che la scuola è un posto in cui non ti puoi sentire come a casa. Per quanto ti stimi poco, non verrei mai a perquisirti a casa, a meno che non abbia un mandato. Ma a scuola sì. A scuola ti tengo d’occhio. Rispondendo alle polemiche dei genitori per i controlli antidroga al liceo Laura Bassi di Bologna, il procuratore aggiunto Walter Giovannini ha dichiarato: «trova ancora spazio l’arcaico convincimento ideologico che l’Università e più in generale gli istituti scolastici godano di una sorta di extraterritorialità». Nessuna extraterritorialità. Non siete a casa vostra, siete in un posto in cui possiamo entrare e uscire quando vogliamo. Possiamo perquisirvi, possiamo farvi annusare dai nostri cani. Siete sotto il nostro controllo.

Del resto, non sono gli adolescenti di continuo sotto il controllo dei professori? Non sono di continuo osservati, richiamati, sanzionati se non si comportano come si deve? Ecco dunque il poliziotto ed il carabiniere che vengono a ribadire il concetto, nel caso in cui non fosse abbastanza chiaro. La scuola è un luogo in cui siete controllati e controllabili, perquisiti e perquisibili. Non è una casa della cultura e dell’educazione, come qualcuno potrebbe dire retoricamente. Non ha nulla di sacro. È una istituzione che raccoglie – concentra – dei minus habentes, e non è escluso che concentrarli per controllarli sia il suo scopo principale.

È un messaggio rivolto a tutti, ma forse c’è un terzo messaggio rivolto ad alcuni. Può essere una coincidenza, ma in molte delle scuole, anzi delle classi perquisite c’erano studenti appartenenti ai collettivi studenteschi. Se non è solo una coincidenza, allora il terzo messaggio è questo: vi controlliamo tutti, ma in particolare teniamo d’occhio voi che fate politica, voi dei collettivi, voi che vi definite comunisti o anarchici; rientrate nei ranghi, che è meglio per voi. E lei, professore, torni pure a parlare di Martin Heidegger. Non è successo niente”.

 

 

Riflessioni Politiche……NOI, SPERIAMO DI CAVARCELA!


 

Io voglio bene a tutti, quel bene che si vuole ai figli.

Vorrei proteggere, aiutare, dare fiducia, ascoltare o regalare un sorriso, una stretta di mano, un bacio sulla guancia e dire ad ognuno di voi che il futuro sarà un tempo migliore dove tutti i papà avranno un lavoro e un futuro, dove le donne verranno rispettate come persone e non considerate un mero oggetto di possesso, un futuro dove ogni fede religiosa possa unire i popoli e non dividerli, un futuro dove venga considerato il merito e non il potere, un futuro dove la POLITICA sia vera politica al servizio del cittadino e non una finzione della democrazia.

Mi piacerebbe dirlo ma non sarà così, negli ultimi giorni infatti, si è conclusa la quadratura del cerchio con la sottoscrizione da parte del governo Italiano di quel trattato chiamato FISCAL COMPACT, un trattato che obbligherà TUTTI i futuri governi del nostro paese (nessuno escluso) ad una manovra finanziaria annua di 50MLD di euro (per i prossimi 20 anni) il tutto per abbassare il debito pubblico al 60% del PIL. Vi rendete sicuramente conto che ci saranno aumenti delle imposte, tasse e concessioni, ma soprattutto si concluderà quell’attività di PRIVATIZZAZIONE dei servizi rivolti ai cittadini come SCUOLA, SANITA’, TRASPORTI, RIFIUTI, ENERGIA ELETTRICA, GAS, ACQUA, compresa la vendita di quelle poche risorse ancora pubbliche come autostrade, porti, aeroporti, società come Finmeccanica, Poste Italiane, FS, Anav e molte altre che troverete qui http://www.dt.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/partecipazioni/elenco_partecipazioni/

 

 

Saluto tutti voi con un grande ABBRACCIO, un IN BOCCA AL LUPO e un consiglio disinteressato, TOGLIETE I VOSTRI RISPARMI DALLE BANCHE, DALLA POSTA O DALLE SOCIETA’ DEI PROMOTORI FINANZIARI, datemi retta, fatelo.

p.s. Leggete l’articolo sotto, occuperà solo  5 minuti della vostra vita, ne varrà la pena perchè queste informazioni non le avrete mai dai Media.

Auguri di Buone Feste a tutti!

Emmanuel Macron (Presidente Repubblica Francese), Paolo Gentiloni (Presidente Consiglio Ministri) e Angela Merkel (Cancelliera di Germania)

 

Gentiloni inchioda l’Italia al Fiscal Compact.

da: Contropiano.org

 

Con la decisione del governo Gentiloni di appoggiare laproposta Juncker” – domani al Consiglio Europeo – si chiude per sempre la possibilità teorica di modificare i trattati europei su due punti chiave: l’obbligo al pareggio di bilancio (peraltro già inserito addirittura nella Costituzione, all’art. 81) e la riduzione del debito pubblico al 60% del Pil entro 20 anni (per l’Italia, ferma al 133%, si tratterebbe di fare una manovra correttiva da almeno 50 miliardi ogni anno, tra tagli di spesa e aumenti di tasse).

Il silenzio che circonda questa decisione è direttamente proporzionale alla sua importanza perché l’inserimento del Fiscal Compact nella “legislazione europea” lo rende di fatto operativo – dal 2019 – e obbligatorio, pena sanzioni pesantissime ed esposizione del paese al “rischio mercati” (aumento dello spread, difficoltà nel rifinanziare il debito, ecc).

Fin qui il Fiscal Compact era stato infatti soltanto un “trattato intergovernativo”, dunque sottoposto annualmente a deroghe, flessibilità, sfilacciamenti in parte autorizzati dalla stessa Commissione Europea, in parte strappati furbescamente dai singoli governi per “attenuare” il rigore dei conti in misura compatibile con la conservazione del consenso sociale.

Non mancano infatti le perplessità anche tecniche sul funzionamento di un meccanismo automatico di riduzione del debito che si affida a parametri decisamente sfuggenti come l’output gap (lo scostamento tra la crescita reale e quella “potenziale”, di fatto impossibile da determinare con certezza). Proprio questa indeterminatezza rendeva necessaria la “flessibilità” che paesi come l’Italia hanno sfruttato fino – e oltre – i limiti della pazienza tedesca.

La trasformazione in “regola comunitaria” elimina – eliminerà, tra 12 mesi – anche quel margine di elasticità, rendendo tutta la procedura di scrittura della legge di stabilità (la legge più importante dello Stato, perché decide la distribuzione di spese e carichi fiscali per tutta la popolazione) un puro esercizio contabile, con limiti fissi e invalicabili anche a prescindere dall’andamento del ciclo economico.

E’, su una dimensione infinitamente più grande, la “lezione” impartita dalla Troika alla Grecia. Una volta fissati i confini quantitativi, infatti, sarà direttamente la Commissione Europea a stabilire quali voci del bilancio nazionale dovranno subire i tagli maggiori e quali dovranno invece essere aumentate. Già sappiamo – è un’altra decisione europea – che il bilancio della Difesa va aumentato rapidamente, per avvicinare quel 2% del Pil indicato come obiettivo minimo per la costruzione di un sistema militare continentale. E già sappiamo che (spesa militare esclusa) le voci più consistenti del bilancio statale sono sanità, pensioni, istruzione. Non serve insomma un genio per capire che qui si abbatterà, con maggior forza di quanto non sia già accaduto da 25 anni a questa parte (il “trattato di Maastricht” è non a caso del 1992), la mannaia di Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne consegue che i prossimi governi saranno di fatto dei puri prestanomi per decisioni economico-sociali su cui non hanno più alcun potere (salvaguarderanno, con difficoltà, soltanto quei margini che consentono di tenere in vita un po’ di sistema clientelare, decisivo al momento delle elezioni). Era così anche prima, lo abbiamo scritto centinaia di volte. Ma ora si passa dalle trattative in posizione svantaggiosa all’obbedienza pura e semplice.

Fa ridere chi pensa si possa “disobbedire ai trattati”, o che un eventuale governo un po’ più progressista (e persino uno “populista di destra”) abbia la possibilità di “battere i pugni sul tavolo”. Con questa trasformazione del Fiscal Compct la stessa discussione politica sulle misure di austerità diventa praticamente impossibile: tutto è già deciso, fissato in regole immodificabili (servirebbe infatti l’unanimità di tutti gli Stati membri, come quando vengono firmati).

Per questo diciamo con forza crescente che l’elemento decisivo, discriminante, per qualsiasi schieramento politico-sociale o anche elettorale, è la posizione rispetto all’Unione Europea. Quei vincoli non si possono “riformare”, possono soltanto essere rotti.

Dante Barontini per Contropiano.org

 

 

 

Riflessioni Personali….. is John Lennon still here?


 

Oggi ricordiamo John Lennon assassinato l’8 dicembre 1980.
Non è un caso se la testimonianza di attivismo, antirazzismo, consapevolezza di Lennon rimane attualissima, nonostante il potere dei media riduca le teste dei cittadini a delle scatole vuote.
Vi segnalo questo documentario che racconta, anche attraverso le testimonianze di Angela Davis e Noam Chomsky, la guerra che gli antenati di Trump scatenarono contro l’impegno nel movimento di Lennon. (cit.)

 

Ora la sua voce…