Mahmud Darwish….il poeta della resistenza Palestinese.


 

Mi scuso con tutti coloro che possano sentirsi offesi dall’immagine di testo, ma questa è la realtà del popolo PALESTINESE, braccato, violentato e usato come trofeo di caccia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TI HO SCONFITTO, MORTE

O morte, siediti e aspetta.
Prendi un bicchiere di vino e non trattare.
Una come te non tratta con nessuno,
uno come me non si oppone alla serva dell’invisibile.
Prendi fiato… forse sei spossata da questo giorno
di guerra astrale. Chi sono io perche tu mi faccia visita?
Hai tempo di esplorare il mio poema? No. Non è affar tuo
Tu sei responsabile della parte d’argilla
dell’uomo, non delle sue opere o delle sue parole.
O morte, ti hanno sconfitta tutte le arti.
Ti hanno sconfitta i canti della Mesopotamia,
l’obelisco dell’Egizio, le tombe dei Faraoni,
le incisioni sulla pietra di un tempio ti hanno sconfitta,
hanno vinto, ed e sfuggita ai tuoi tranelli
l’eternità…
e allora fa’ di noi, fa’ di te cio che vuoi

Mahmud Darwish

 

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Riflessioni Politiche…….I diritti da sapere nello “Stato di polizia”!!


 

E’ innegabile riconoscere la limitazione in atto dei nostri diritti anche se fanno del tutto per mascherarla, siamo controllati, catagolati, limitati e soprattutto sottomessi, alcuni fra i più giovani, penseranno che sia tutto normale il fatto di vedere in giro sempre più forze di polizia, e che in un modo o nell’altro, questa presenza massiccia di FF.OO sia dovuta per nostra sicurezza, ma è tutta apparenza a cui non dobbiamo CREDERE perché le forse di polizia servono soltanto a proteggere il POTERE.

Siamo oramai condizionati da tutto un sistema oligarchico che fa in modo di farci pensare di essere in Democrazia e quindi in regime di totale libertà, ma non è così, ci lasciano il DIRITTO di votare e scegliere, ma in fin dei conti sono dieci anni che abbiamo al governo persone che nessuno ha scelto, ci lasciano il DIRITTO di muoverci in libertà, ma quando siamo insieme a quattro o cinque amici creando un piccolo gruppo, subiamo subito un controllo delle generalità,  ci lasciano il DIRITTO di informarci, ma come già sappiamo, l’informazione libera non esiste, tutti i media sono sotto controllo del POTERE.

Controllo, controllo e ancora controllo, siamo chiusi in una “gabbia” invisibile da cui possiamo solo ammirare la nostra LIBERTA’ senza poterla agire, siamo condannati ad obbedire, ad abbasare la testa, a non poter dissentire, siamo orami un gregge che si è abituato a questo SISTEMA, e forse come gli agnelli, verremo “sacrificati” sull’altare del NEOLIBERISMO che tutto chiede senza dare nulla in cambio.

Vi lascio con una frase di Stefano Rodotà scomparso la settimana scorsa, uno dei pochissimi Uomini Liberi ancor prima di essere un politico, spero serva a farvi pensare.

(…) un innegabile bisogno di diritti, e di diritto, si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione e innerva la stessa politica (…)

Nico (max weber)

immagine presa dal web

 

 

 

 

I diritti da sapere nello Stato di polizia. Un vademecum da conoscere!

 

di Federico Rucco – associazione Antigone
Sembrerebbe roba di altri tempi o da altri paesi, ma è l’Italia del 2017, uno Stato di polizia sempre più intrusivo, invadente, coercitivo.

L’Associazione Antigone ha realizzato un opuscolo, una sorta di vademecum, che ogni cittadino o abitante di questo paese è bene che conosca a memoria. Non pare,  ma finire nelle grinfie degli apparati coercitivi sta diventando sempre più frequente e sempre più facile, anche per quelli che pensano  “io non ho nulla da temere”. Qualche volta la cronaca ci restituisce anche conseguenze gravi, anzi letali, come rivelano i casi Cucchi, Alodrovandi ed altri. Ragione per cui suggeriamo ai nostri lettori di scaricare, leggere e imparare il vademecum.

E’ sempre meglio “viaggiare informati” nelle nostre strade. Non è più l’Italia della Costituzione nata dalla Resistenza, è l’Italia dello Stato penale di Minniti e &.

 

Lo Stato di Polizia.

Nel 2015 in Italia quasi 1 milione di persone sono state arrestate o fermate dalle forze di polizia. Un numero piuttosto impressionante di individui è stato insomma oggetto di provvedimenti temporanei restrittivi della libertà personale ad opera delle forze dell’ordine e si è quindi trovata a transitare in caserme e stazioni di polizia.

Per questo, in collaborazione con Associazione Antigone, abbiamo voluto mettere insieme una guida essenziale che illustri in maniera chiara ed accessibile a tutti i diritti di cui si è titolari davanti alle forze di polizia e durante l’intera durata dello stato di arresto o fermo.

96 ore di vulnerabilità

Quella del trattenimento da parte della polizia è infatti una situazione, che si può prolungare fino a 96 ore, durante la quale l’arrestato/fermato si trova evidentemente in una condizione di particolare vulnerabilità. In questa fase – e soprattutto nelle prime 24 ore, in attesa di essere messo a disposizione del PM e della successiva udienza di convalida con il giudice – il soggetto si trova infatti in uno stato di profonda incertezza per quello che concerne la propria situazione giuridica, gli elementi e le accuse a proprio carico, e soprattutto i propri diritti.

La questione dell’informativa sui diritti

Per lungo tempo in Italia la questione dell’informativa dei diritti per le persone in stato di arresto o fermo ha galleggiato in un vuoto normativo.

Nel nostro paese le cose non andavano insomma come in America. Qui, già negli anni ‘60 una famosa pronuncia della Corte Suprema riconobbe la violazione dei diritti a danno di Ernesto Arturo Miranda, 25enne americano di origini messicane che era stato arrestato e condannato tre anni prima per lo stupro e il rapimento di una ragazza di 17 anni, in quanto questi non era stato informato del suo diritto di avvalersi di un avvocato e di rimanere in silenzio. Da allora quando un poliziotto esegue una misura restrittiva della libertà personale non può esimersi dal recitare la formula di rito con la quale si comunicano allo stesso i suoi diritti fondamentali: “Ha il diritto di rimanere in silenzio. Tutto quello che dirà potrà essere usato e sarà usato contro di lei in tribunale. Ha il diritto a un avvocato. Se non se ne può permettere uno, gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ha capito i diritti che le ho appena letto?”

immagine presa dal web

 

Il foglio dei diritti non basta

Poi, finalmente, in materia è intervenuto il diritto comunitario che – attraverso una serie di importanti direttive – ha imposto a tutti i paesi della UE omologhi obblighi di informativa sui diritti per soggetti coinvolti in procedimenti penali e/o sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà. A seguito di questa regolamentazione, anche in Italia le persone che vengono arrestate o fermate vengono ritualmente informate dei propri diritti, attraverso la cosiddetta “Letter of Rights” (che è peraltro significativamente più dettagliata della summenzionata formula del “Miranda Warning”).

Quel foglio di carta, però, da solo non basta, ed in pratica le persone in stato di arresto/fermo continuano a trovarsi spesso in una situazione di precarietà, incapaci – per mancata conoscenza – di far valere i propri diritti. Motivo per cui ci pare tanto importante provare a fornire a tutti gli strumenti necessari a tutelarsi attraverso un vademecum.

Il vademecum

da: contropiano.org

Riflessioni Personali…..questa è la vera violenza!!


 

Quello che vedrete nel video ha qualcosa di incredibile, un tranquillo giovedi sera nel rione Vanchiglia a Torino, luogo dove un tempo c’era il maggior spaccio di droga, ora riqualificato con localini di intrattenimento, bar e pizzerie.

L’altra sera, mentre giovani e meno giovani erano intenti a fare quattro chiacchiere tra amici godendosi il fresco del Po, all’improvviso accade questo…..

La cocaina è fonte di grandissima autostima, senza la coca, sono solo delle merde!!

Nico (max weber)

Riflessioni Personali……facciamo chiarezza su chi usa violenza!


 

Questo è un articolo anomalo per due motivi, il primo dei quali è la mancanza di un mio commento, sarete voi a lasciarli dopo aver guardato le immagini, il secondo è collegato al primo ed è il fatto che questo un articolo è composto di sole immagini.

Io non ho mai creduto nella violenza gratuita, però credo alla violenza in risposta ad altra violenza, e quella dei “cani da guardia del potere” è VIOLENZA PURA checchè ne dicano coloro che simpatizzano per i partiti di destra compresi i fascisti di Casa Pound!!

Le immagini sotto rappresentano le violenze subite da persone NORMALI che manifestano  per difendere i loro diritti, nessun black bloc, nessuno dei centri sociali, nessun antagonista, solo persone come me, come voi, che hanno avuto solo il fegato di manifestare, persone che io DIFENDO A SPADA TRATTA, altrochè difendere chi è già armato di scudo protettivo, manganelli, gas lacrimogeni e quant’altro.

Ci sono immagini molto crude che possono ferire la vostra sensibilità, me ne scuso in anticipo, ma è doveroso che tutti sappiano cosa accade quando si finisce nelle mani di questi “CANI DA GUARDIA”, anche solo per reclamare i propri diritti!!

Nico (max weber)

 

Manifestazione in Puglia per il TAP
Componenti del comitato no Tap durante un’azione di protesta contro le operazioni di eradicazione degli oltre 200 ulivi che si trovano in località San Basilio, a San Foca, marina di Melendugno, lungo il tracciato dove dovrebbe sorgere il microtunnel del gasdotto Tap, 20 marzo 2017. ANSA
Manifestazione anti TAP a S. Foca Puglia
S.Foca Puglia anti TAP
Manifesatazione anti TAP Puglia
Manifestazione per il diritto al lavoro a Massa Carrara
Uccisione di Federico Aldovrandi per mano di 5 poliziotti, Ferrara
L’Uccisione di Stefano Cucchi, Roma.
Irruzione delle FF.OO. alla scuola Diaz a Genova
Scuola Diaz Genova
Scuola Diaz Genova
Scuola Diaz Genova
Genova G8
Genova G8
Genova G8
L’Uccisione di Giuseppe Uva
Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante il corteo del primo maggio in via Roma, Torino,
Agenti della polizia pichiano uno studente a Torino nel corso della manifestazione contro i tagli allo stato sociale.