06 Agosto 1945….l’Uomo carnefice per altri Uomini.


 

Molto significativa è la testimonianza del poeta turco Nazim Hikmet, autore di una toccante poesia nella quale dà spazio alla voce straziante di una bambina rimasta vittima durante il lancio della bomba atomica su Hiroshima. Per non dimenticare che esportare Democrazia non significa massacrare centinaia di migliaia di vite umane, ma togliere loro la sofferenza della fame.

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La Bambina di Hiroshima


“Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede 
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora: 

anche adesso ne ho sette perché i bambini morti non 
diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.

Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.” 

Nazim Hikmet


 

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Riflessioni Personali…..questa è la vera violenza!!


 

Quello che vedrete nel video ha qualcosa di incredibile, un tranquillo giovedi sera nel rione Vanchiglia a Torino, luogo dove un tempo c’era il maggior spaccio di droga, ora riqualificato con localini di intrattenimento, bar e pizzerie.

L’altra sera, mentre giovani e meno giovani erano intenti a fare quattro chiacchiere tra amici godendosi il fresco del Po, all’improvviso accade questo…..

La cocaina è fonte di grandissima autostima, senza la coca, sono solo delle merde!!

Nico (max weber)

Riflessioni Personali…..la contesa sull’origine della Vita (diatriba tra sessi)!


Arte e Cultura.

 

L’ Origine della guerra

 

L’oggetto del desiderio – secondo le più banali descrizioni c’è questo al centro del quadro di Courbet “l’origine del mondo”, e l’opera che (oltre un secolo dopo) completa il quadro, rappresenta, potremmo dire, il desiderio in sé: il suo titolo è l’ “origine della guerra”.

 

 

L’ atto desiderante è qui  evocato dall’impercettibile tensione dell’inizio di un’erezione; ma – soprattutto – al centro c’è il sesso maschile.

 

 

 

Cioè il soggetto desiderante per eccellenza, che nell’immaginario patriarcale evoca potere e conquista (soggetto). Il sesso femminile, secondo lo stesso vocabolario, evoca invece la terra di conquista (oggetto).
Ma in verità non si può evitare che evochi anche la generazione, dunque il (vero) soggetto agente per eccellenza, a dispetto di tutti volonterosi oggettivizzatori. Qualcosa di tale potenza da far tremare i polsi, qualcosa, appunto, che (da quell’altro che il potere ha avocato interamente a sé) esige costantemente di essere represso e incatenato. Mentre la generazione, a sua volta, dà luogo a nuove infinite battaglie di predazione e ancora di conquista.
Vi proponiamo l’accostamento fra questi due quadri come fonte di ispirazione: per una riflessione quanto mai necessaria e irrimandabile.

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Ognuno/a si abbandoni alle proprie associazioni di idee e tiri – se crede – le sue conclusioni. Da dovunque si parta, è ora di iniziare a parlarne.
Nel 2013 l’origine della guerra è stato incluso nella mostra parigina Masculin/masculin, dedicata alla nudità maschile nell’arte. Ecco come ne parla l’autrice, Orlan:

L’origine del mondo è stato fin dall’inizio fonte di scandalo e dopo oltre un secolo continua ad esserlo; lo stesso capita all’origine della guerra:

Nel 2014 è stato esposto alla 10° Nuit des musés a Besançon, ad esempio; ma l’organizzazione ha ritenuto di non doverne fornire l’immagine alla stampa.

 

Ma – in entrambi i casi – lo “scandalo”, dov’è??
Il quadro di Courbet è del 1866; l’opera di Orlan è del 1989. Del 2014 è una performance


Je suis l’origine
Je suis toutes les femmes
Tu ne m’as pas vue
Je veux que tu me reconnaisses
Vierge comme l’eau
Créatrice du sperme

Debora de Robertis, con lacrime dorate dipinte sul viso, si è messa ai piedi de l’origine du monde e ha aperto le gambe esponendo il sesso; sullo sfondo l’Ave Maria di Schubert e le parole, ripetute ad libitum: Sono io l’origine / io sono tutte le donne / tu non mi hai vista / io voglio che tu mi riconosca / Vergine come l’acqua / creatrice di sperma.
Messa in scena il 29 maggio, nel giorno dell’ascensione del Cristo, l’origine du monde 2.0 (dal titolo  Miroir de l’origine) non aveva certo intenti blasfemi, crediamo: ma – semmai – intenti di verità. Qui, il nesso con il sacro e con la sua distorsione da parte del maschile patriarcale.

 

Da: politica femminile.it

 

 

 

 

 

Sergej A. Esenin


 

 

 

Non ho rimpianti

Non ho rimpianti, non chiedo aiuto, non piango
Tutto passerà come la bruma dai meli bianchi
Appassito in una decadenza dorata
Io non sarò più giovane.
Anche il mio cuore toccato dal gelo
non batte più come una volta
ed il paese della tela di betulla
non mi spingerà più a vagabondare a piedi nudi.
Spirito randagio! Sempre meno
attizzi il fuoco delle mie labbra,
freschezza della giovinezza
ardore degli occhi, fiume di sentimenti dove siete!
Ora sono diventato avaro nel desiderio
forse ti ho sognato vita mia?
Davvero all’alba della mia primavera tuonante
ho cavalcato un destriero rosa?
Noi tutti a questo mondo siamo votati alla fine
Il colore ramato delle foglie d’acero goccia silenziosamente
Siamo dunque felici, siamo stati benedetti
d’essere nati per fiorire e poi morire.

 

Sergej A. Esenin