Grethe Garbus (white venus)


 

Francesco Hayez -Il bacio-

 

 

L’Amore, un bacio dentro l’Anima.

 

Anche noi donne siamo stanche, quanto Bimbe dopo un lungo cammino, un Deserto infinito.
Cadute da quella Torre, Principesse dimezzate, rondini appesantite dalle Lacrime di quelle Nuvole.
Eppure, mi hai Acceso, con le Tue dolci Percosse a quanto di piu’ caro la Morte non sia riuscita a Trafugare, pur spogliata, spezzata, le piume zuppe, fradice.
Non è cosi’ dolorosa e cruenta come la descrivono: è piuttosto Paziente, Dialettica a volte.
Un’intera Notte ci divise, col mio Corpo spezzato quanto un’ Ostia di Carne e Sangue, tese ad affermarci.
Tutti ci osservavano: Tu mi Carezzasti, anche le Parti che Preludono a quelle ben piu’ Intime; m’imponesti un Palpito di chiusura alle Pupille, per Godermi tutta.

Si decise a gettar la Spugna, vinta , l’Antagonista, ammettendo la Primizia di quell’Appuntamento.
Non avrebbe potuto imporsi, Farcela, ammise.
“La mia Scaltrezza, non poteva vincere le tue Carte”, disse: “impotenti i miei trucchi”.

E’ vero, un Bacio entro l’Anima, riesce solo ad un Uomo che possiede Amore, Vita da Spargere a piene mani.
Un Buon Seminatore, solamente, per mezzo di Nuvole, Uccelli…affonda ora quell’Impeto entro le mie Resistenze.
Imponiti entro l’Assalto fremente, veemente a togliermi da quell’osservazione distaccata di me, assai meno Partecipe degli sguardi Inteneriti ed interessati degli astanti.
Sciogli quel pugno decorosamente timido, a scompigliarmi il troppo Raccoglimento dei capelli biondi; stringi quegli artigli a ghermire i fianchi, strappami quelle calze troppo Composte.
Fammi ancor sentire Viva, piu’ di quanto non faccia
la constatazione del vibrar il ventilabro al mio Diaframma.
Ponigli Tempesta Calda, quanto il mantice di un fabbro Fuciniere Battere, dar sostanza e Forma ad un ferro rovente; ribattilo in martellante Tempestar di Mazzate, Colpi instancabili e Sudati a sprigionar un’Opra Degna, plasmata entro un turbinio di faville, lapilli, piccole pungenti Scintille…
Dammi ancor la Voglia di provar qualcosa che si possa chiamar Voglia.
Poichè attorno, non ne vedo molta, fra tante perdute Innocenze.
Non dirmi che a questo bacio non potra’ che seguir un amplesso ed un altro ancora, come con mia Madre, la Sua e la di Lei Madre, sino all’Ultimo dei Giorni.
Compi quel Benedetto atto ora, qui, entro questo Istante che volge al Termine.
Domani, potrei non Esser piu’…da tempo Hayez non dipinge piu’, a colori tenui, Acquarello, la nostra Storia.

 

Grethe Garbus

Paul Fleming


 

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

Come voglio essere baciato..

 

Non altrove

che sulla bocca,

allora cade al fondo del cuore.

Non troppo libero, non troppo costretto,

non con lingua troppo pigra.

Non troppo, né troppo poco,

se no entrambe le cose diventan gioco da bambini.

Non troppo forte, né troppo sommesso,

nella moderazione è il modo giusto.

Non troppo vicino, né troppo lontano,

questo dà pena, quello dolore.

Non troppo asciutto, nè troppo umido,

come Adone li porgeva a Venere.

Non troppo duro, non troppo molle,

ora in un tempo, ora non in un tempo,

non troppo lento, non troppo rapido,

non senza differenza di posto.

Un pò a morsi, un pò ad aliti,

un pò a labbra immerse.

Non senza differenza di tempi,

più da soli che presso la gente.

Baci dunque ognuno

come sa, vuole, deve e può.

Io solo e la mia diletta sappiamo

come dobbiamo davvero baciarci.

 

Paul Fleming

Anne Sexton


 

amare1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il bacio

La bocca mi fiorisce come taglio.
Maltrattata tutto l'anno in lunghe
notti fatte soltanto di gomiti callosi
e delicate scatole di Kleenex che dicono piangi,
piangi; stupida bambina!
Prima il mio corpo era inutile.
Ora si strappa ai quattro angoli.
Strappa via gli indumenti della vecchia Maria, nodo dopo nodo
e guarda - Ora è colpito in pieno da questi dardi elettrici.
Zac! Una resurrezione!
Una volta era una barca, piuttosto legnosa
e senza impegno, senza acqua salata
e bisognosa di qualche ritocco. Non era altro
che un mucchio di tavole. Ma tu l'hai attrezzata, l'hai issata.
Tu l'hai scelta.
I miei nervi sono tirati. Come strumenti musicali
li ascolto. Là dove era silenzio
i tamburi e gli archi senza tregua continuano a suonare.
  Il merito è tuo.
Genialità pura all'opera. Caro, il compositore è caduto
nel fuoco.

Anne Sexton

Pedro Salinas


 

 

 Kiss-Alfred Eisenstaedt- web image
Kiss-Alfred Eisenstaedt- web image

 

 

Non trattenerti mai..

 

Non trattenerti mai
quando vorrai cercarmi.
Se vedi mura di acqua,
ampi fossati d’aria,
siepi di pietra o tempo,
guardie di voci, passa.

Ti aspetto con un essere
che non aspetta gli altri:
solo per te c’è spazio
là dove io ti aspetto.

Nessuno può incontrarsi
lì con me eccetto il corpo
che ti conduce, come
un miracolo, in bilico.
Intatto, inalienabile,
un grande spazio bianco,
azzurro, in me non vuole
nient’altro che i tuoi voli,
i passi dei tuoi piedi;
non si vedranno mai
in esso altre orme.

E se a volte mi guardi
come a un prigioniero,
tra cose astruse,
o dietro delle porte,
pensa alle alte torri,
alle tremule cime
dell’albero, ben saldo.
Le anime delle pietre
che sotto sono all’opera
è sulla punta estrema
della torre che aspettano.

E loro, uccelli, nuvole,
non si sbagliano: lasciano
che passino al di sotto
gli uomini ed i giorni,
e vanno in alto,
sulla cima dell’albero,
l’apice della torre,
sicuri che lassù,
sulle frontiere estreme
del loro essere terreni,
è dove si consuma
ogni amore gioioso,
solitari ritrovi
della carne e le ali.

 

Pedro Salinas