Riflessioni Politiche……la Grecia in mano agli assassini della Troika!


Battiato qualche anno fa cantava…

…Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?…

 

Grecia alla fame (foto web)

 

 

La sorella Grecia sta esalando gli ultimi respiri prima di cedere il proprio orgoglio e la vita dei suoi cittadini, a quegli assassini della Comunità Europea capeggiata dall’amico degli evasori fiscali Juncker, dal  protezionista tedesco Schäuble e dalla puritana inchiavabile frau Merkel, il tutto tramite due personaggi in cui il popolo Greco aveva riposto tutte le sue speranze, due traditori che rispondono al nome di Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras.

Dopo aver tagliato pensioni e stipendi del 50%, licenziato oltre 40.000 dipendenti pubblici, aver ceduto 14 aeroporti regionali ( Salonicco, Kavala, Corfù, Zante, Canea, Cefalonia, Aktion, Rodi, Kos, Samos, Mitilene, Mykonos, Santorini e Sciato) al gestore tedesco Fraport per 1,23 miliardi di euro, tagliato il 60% delle spese sanitarie, ora arriva anche la vendita dei porti mercantili, il primo di questa lista è quello di Salonicco che è stato aggiudicato ad una cordata guidata da un fondo tedesco. Ma ancora non è finita, la Grecia per poter ottenere prestiti dalla BCE, deve procedere con nuove privatizzazioni e si prepara a porre sul mercato nei prossimi mesi una quota del 35,5% della compagnia energetica Hellenic Petroleum e una del 5% della maggiore azienda di telefonia del paese, la OTE.

Il bello in tutto questo sta nel fatto che a fronte di queste cessioni strategiche come porti mercantili, aereoporti, società energetiche e petrolifere e società di telecomunicazioni, la Grecia potrà ottenere un finanziamento di 83 MLD di euro che subito ne dovrà girare 60 alla Germania degli strozzini Schauble e Merkel, un bel progetto quello della BCE, prima fa indebitare un Paese e poi lo costringe a pagare accendendo altro debito, una sorta di gioco del gatto che si morde la coda che durerà sino a quando la Grecia non avrà più sovranità sul proprio territorio con la conseguente abdicazione del potere legislativo, esecutivo e giudiziario ad organismi internazionali come FMI, BCE.

In tutto questo gioca un ruolo fondamentale lo strumento dell’euro, la moneta da cui tutti hanno paura di uscire, in quanto convinti possa farci fallire, non tutti riescono però a capire che l’euro è servito e serve, quale strumento per mantenere in vita la Servitù del debito, e una volta dentro questo perfido meccanismo di riduzione in schiavitù, sarà impossibile per tutti continuare a vivere, eppure, nonostante sia palese la stortura di questa moneta, sia palese il fatto che riduca alla fame interi popoli come quello GRECO,$ sia palese la costante perdità di sovranità, nonostante questo, noi Italiani siamo intimoriti dall’uscita da questa maledetta moneta, lo so, i media fanno la loro parte convincendoci che l’euro sia l’unica salvezza, ma non dicono che la nostra vita sarà una lenta agonia che finirà soltanto quando non avranno più nulla da toglierci, e non sto parlando a vanvera, la Grecia resta un esempio concreto di quello che dico ed è SOTTO I VOSTRI OCCHI, guardate e non giratevi per paura di fare la stessa fine dei Greci, dall’altra parte.

Nico (max weber)

Riflessioni Politiche……L’Euro sta facendo bene la sua parte!


 

Ci risiamo, ancora una volta viene elogiato il trattato che diede inizio alla creazione della moneta unica europea, in più di un’occasione Mario Draghi (ex Goldman Sachs) presidente della BCE, ha nuovamente reiterato la convinzione dei Poteri forti, affermando che il trattato  dell’euro è irreversibile.

Quindi, dovremo tenerci per sempre l’euro? ..oramai sono molti i paesi che pensano di uscire dalla moneta unica, Italia, Francia, Spagna e Grecia,  sono milioni i cittadini europei che dicono sia stato un grandissimo errore aderire a questa moneta e soprattutto che la stessa non abbia raggiunto gli scopi per chi è stata creata.

SE PENSATE QUESTO, STATE SBAGLIANDO ALLA GRANDE, LA MONETA UNICA STA FACENDO ESATTAMENTE QUELLO PER CUI E’ STATA CREATA, INDEBITARE I PAESI PIU’ VIRTUOSI, METTERE IN POVERTA’ MILIONI DI EUROPEI PER TOGLIERE LA SOVRANITA’ ECONOMICO-FINANZIARIA AD OGNI PAESE ADERENTE, INFATTI E’ PROPRIO QUELLO CHE QUESTA MONETA PERMETTE DI FARE A COLORO CHE L’HANNO INVENTATA, QUESTO  DA OLTRE QUINDICI ANNI.

PER FAVORE NON DITE CHE L’EURO NON HA FUNZIONATO!!!

Nico (max weber)

European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament
European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament

 

 

LA SOVRANITA’ POPOLARE USURPATA DALL’EURO…..

Euro, la rapina del secolo: non è irrevocabile, come ha deciso Mario Draghi. Rompere la gabbia, riappropriarsi della sovranità svenduta a cleptocrati, tecnocrati, oligarchi. Ricostruire dalle macerie l’Europa dei popoli. Chiamando i cittadini ad esprimersi col referendum.

L’euro è irrevocabile, ha sentenziato Mario Draghi. Trump e Le Pen sono una minaccia, incalza Romano Prodi (ex consulente di Goldman Sachs). L’Europa a doppia velocità -già proposta, ma bocciata e sbeffeggiata dall’oligarchia europea- può finalmente dare una risposta. Mario Draghi, il presidente di quel mostro giuridico denominato BCE, che firmò da Governatore di Bankitalia il 17.3.2008 la famigerata delibera n.154 che autorizzava MPS ad acquistare Banca Antonveneta ad un prezzo folle di 9 mld di euro (costato alla fine 17 mld di euro), fonte di tutti i guai e del crac della più antica banca addossato a correntisti, risparmiatori, lavoratori, contribuenti (con 20 mld di aumento di debito pubblico), da esperto banchiere di Goldman Sachs, vada a raccontare che: “l’euro è irrevocabile’, al popolo greco massacrato dai “programmi di salvataggio” del Fondo Monetario e della Troika, costretti a mangiare cibo scaduto ed a rinunciare alle cure mediche minimali; alle decine di migliaia di sfrattati e pignorati iberici; ai portoghesi senza tetto emarginati e relegati oltre la soglia di povertà; al 40,1 % dei giovani disoccupati italiani, ai quali la “cleptocrazia europea a trazione tedesca” ha scippato perfino la speranza del futuro, oppure a quelle masse di invisibili disperati, che nel 2001 appartenevano al ceto medio e 15 anni dopo sono costretti ad affollare le mense della Caritas, solo per sfamarsi con un pasto caldo.

L’euro introdotto in Italia da sedicenti statisti, in realtà modesti maggiordomi della dottrina totalitaria del neo-liberismo mercatista di Milton Friedman, propagandato come la nuova Eldorado per gli italiani, ratificato forzatamente (senza referendum), dal 1 gennaio 2002 (1.000 lire= 1 euro), con lo sciagurato tasso di cambio fissato a 1.936,27 lire per 1 euro, ha svuotato le tasche delle famiglie italiane, al ritmo di 997 euro l’anno di rincari speculativi per un conto finale di 14.955 euro pro-capite nell’ultimo quindicennio, con un trasferimento di ricchezza stimato in 358,9 miliardi di euro, dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, al riparo dai doverosi controlli delle inutili, forse contigue autorità di settore.

La stessa cifra di 358 mld richiesta da Mario Draghi, nel caso in cui il paese lasciasse l’euro, come saldo dei debiti accumulati nei confronti della BCE mediante il sistema di pagamenti interbancario Target2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali UE.

La moneta unica, la più grande rapina di tutti i tempi a danno delle famiglie, un vero inferno per lavoratori e ceto medio impoverito, un paradiso per speculatori, banchieri, assicuratori, monopolisti dei pedaggi, capitalisti delle bollette e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, ha determinato il crollo dei consumi e sofferenze economiche degli italiani, perfino del ceto medio e dei redditi definiti dei “benestanti” nel 2001. Come dimostrato inconfutabilmente dallo studio Adusbef sulla capacità di spesa (Cds), pari in Italia a 119 nel 2001,tra le più elevate dei paesi europei superata da Inghilterra (120); Svezia (123); Belgio (124); Austria (126); Danimarca (128); Olanda ed Irlanda (134); Lussemburgo (235); ma più elevata di Francia; Germania e Finlandia. Dieci anni dopo, l’Italia (-16,8%) guida la classifica negativa della capacità di spesa (Cds) ridotta di 20 punti ed attestata a 99; al secondo posto la Grecia (-13,8% la Cds che passa da 87 a 75); al terzo il Regno Unito (-8,3% con la Cds a 110; al quarto il Portogallo – 7,4% che si attesta a 75; al quinto la Francia -6,9% con la Cds a 108; al sesto il Belgio a 119; mentre Austria (131); Germania (122); Svezia (129) e Lussemburgo (272) aumentano la capacità di spesa.

Insoddisfatta dal disastro che ha messo sul lastrico grandi masse di lavoratori e pensionati, artigiani, piccoli imprenditori, partite Iva, per arricchire banchieri, eurocrati, manutengoli del potere economico, cleptocrati, pronti ad addossare i costi delle crisi ai più poveri, l’Eurocrazia ha sferrato il colpo finale, con il bail-in , un esproprio criminale del risparmio intimato dall’ideologia tedesca ai ‘paesi periferici’ che l’hanno accettata supinamente, per far pagare agli incolpevoli utenti dei servizi bancari i lauti pasti dei banchieri e l’omessa vigilanza di sedicenti autorità, controllate in Italia dalle banche socie, beneficate di 1,060 miliardi di euro dopo la rivalutazione delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, con i sicari prediletti di FMI e BCE, che dopo aver espropriato i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, sorvolato sul crac MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, vorrebbero proseguire il disegno per demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio” garantito dall’art.47 della Costituzione, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio di troika, finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer ed il denaro dal nulla, innescando un circolo vizioso per alimentare i loro profitti sulla pelle di intere generazioni, intossicate dalle carte di debito.

Il Presidente Bce Mario Draghi, invece di affermare che l’euro è “irreversibile” continuando a foraggiare le banche con migliaia di miliardi di euro, regalati ai banchieri ‘amici’ per taglieggiare le imprese e drogare i mercati, farebbe meglio a proporre una revisione dei Trattati europei “capestro”, che oltre a produrre miseria e rovine economiche, sta alimentando la rivolta degli oppressi e degli onesti in tutto il mondo, soprattutto masse di disperati che hanno rifiutato il ricatto dell’establishment e della finanza criminale, come accaduto in Gran Bretagna con Brexit, negli USA con la vittoria di Donald Trump, in Italia col secco NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Le vere minacce ai diritti ed alle libertà non sono quelle dei “populisti”, ossia di coloro che tutelano il popolo taglieggiato, difendono la legalità costituzionale, i diritti negati, il bene comune, gli interessi generali, i consumatori ed i risparmiatori oppressi e taglieggiati da banche, banchieri centrali e dalla finanza criminale, ma sono quelle di Goldman Sachs, JPMorgan, Agenzie Rating, banchieri di affari, che hanno corrotto ideologicamente (e non solo), servili governanti alla dottrina del liberalismo totalitario e del primato della finanza, per rendere schiavi i popoli.

Dopo che l’ideologia tedesca applicata ai trattati, ha depauperato risorse, espropriato i risparmi, privatizzato i beni comuni, è troppo comodo proporre l’Europa a due velocità. I danni di quei trattati sciagurati, che hanno messo al primo posto la supremazia di tecnocrati, cleptocrati, e di un mostro giuridico BCE con le guarentigie dell’immunità se compiono crimini, come quelli sul popolo greco affamato e disperato dai programmi di austerità della Troika, coi bimbi ed anziani malnutriti privati dei beni primari di sussistenza e perfino delle cure mediche minimali, dovrebbero essere calcolati e risarciti. Troppo comodo, dopo aver truffato i risparmiatori, approvato il Mes ed il bail-in, per salvare banche franco-tedesche e banchieri centrali, assecondare i diktat di Frau Merkel, per rafforzare l’egemonia tedesca ed aver provocato, con ossessive politiche di austerità la più grande recessione della storia. La sovranità appartiene al popolo, l’unica strada per l’Italia e la dignità degli italiani, già tracciata nella Carta Costituzionale, che un disegno delle mafio massonerie internazionali, voleva cancellare e governi servili avevano già indebolito, approvando supinamente trattati scellerati come Fiscal Compact, Mes, pareggio di bilancio, bail-in.

L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio europeo ad egemonia tedesca (non certo dall’Europa), che ha imposto il primato di una moneta ‘l’Euro’ a misura del ‘marco’, il dominio di banche e finanza sulla politica ‘bene comune’ e sulla sovranità popolare, che si esercita mediante libere elezioni, negoziandone le condizioni, senza aspettare che sia la cleptocrazia europea e della Bce, asservita alla finanza criminale a buttarci fuori dall’Euro imponendo al popolo italiano ulteriori sofferenze e le sue condizioni capestro, ricattatorie, come sta attuando con la Grecia.

Tertium non datur, per il riscatto del popolo e la riconquista del primato della politica, su tecnocrati, cleptocrati e parassiti, che si nutrono del sudore e del sangue dei popoli.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

Riflessioni Personali…….TTIP a che punto siamo arrivati?


 

Sappiamo che tutto ciò riguarda noi cittadini deve essere sempre segreto, segrete le date degli incontri di coloro che decidono per noi, segreti gli accordi, segrete le postille a salvaguardia degli Yankees qualora non si stipulasse il TTIP, segreti i nomi dei firmatari di questo contratto capestro tranne quello di Mario Draghi (presidente delle BCE e primo sostenitore del TTIP), segreta anche la data dell’entrata in vigore di questo Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, l’unica cosa di cui siamo sicuri (almeno lo spero) sarà la totale privatizzazione dei servizi pubblici essenziali per i cittadini, come sanità, scuola, elettricità, acqua, trasporti e assicurazioni.

Diventeremo come il paese degli Yankees, ogni lavoratore in base alla busta paga avrà una assicurazione sanitaria che gli permetterà di usufruire dei servizi sanitari, più alta sarà la retribuzione, più saranno i servizi a cui poter accedere, meno retribuzione, meno servizi sanitari, e per chi non lavora niente assicurazione sanitaria, a meno che i disoccupati non la paghino di tasca loro,  visto che non sembra reale una situazione del genere, niente assistenza sanitaria per i disoccupati.

Pagheremo il servizio di energia elettrica e quello idrico in anticipo, con la formula prepagata come si fa con le ricariche telefoniche, tot di ricarica tot di luce e acqua, finito il credito arriva lo stop ai servizi, in Grecia funziona già cosi da più di un anno.

Anche la scuola avrà vari gradi di qualità in base a quanto potremo permetterci di pagare, più disponibilità economica, più i nostri figli avranno la possibilità di studiare.

E questo sarà solo l’inizio……della fine!!

 

Nico (max weber)

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

 

La manipolazione valutaria per indebitare gli Stati e impoverire i cittadini!!

 

Le possibilità di manipolazione valutaria giunsero solo negli anni ’70, dopo la fine del sistema monetario e finanziario Bretton Woods (lo standard del dollaro aureo), e dopo l’abolizione dei tassi di cambio fissi delle banche centrali. Furono poi conclusi in ambito GATT/WTO degli accordi che limitarono ulteriormente l’uso di questi tradizionali strumenti di concorrenza economica e commerciale.

.

Un tasso di cambio tenuto basso in modo artificiale allo stesso tempo dà maggiori vantaggi agli esportatori e rende le importazioni più costose (il valore delle importazioni è determinato in valuta nazionale). In ultimo, la bilancia commerciale nazionale verrà livellata, o per lo meno diminuirà il bilancio negativo del commercio estero.
Se un gran numero di paesi fa ricorso alla manipolazione valutaria (con alcuni che tentano di penetrare i mercati globali ed altri di proteggersi dai dumping valutari), allora è “guerra valutaria”.

.

Questa politica di impoverimento dei paesi, spesso si cela dietro un formale obbiettivo di politica monetaria, come ad esempio la ‘lotta alla deflazione’. Mentre con l’inflazione il denaro si deprezza, con la deflazione invece cresce il suo potere d’acquisto. Le banche temono la deflazione, le manda nel panico, poiché con essa scompaiono gli incentivi ai prestiti e crolla così tutto il castello millenario usuraio del sistema bancario. La lotta alla deflazione e la politica di svalutazione del tasso di cambio di una valuta prevedono gli stessi metodipompaggio di liquidità aggiuntiva nell’economia del paese e riduzione dei tassi d’interesse, anche arrivando ad applicare in alcuni casi tassi di valore negativo. Queste misure a volte sono corredate anche da interventi valutari.

.

Tuttavia, le guerre valutarie vanno discusse anche a livello ufficiale. Altrimenti il mondo potrebbe crollare nel caos valutario totale. Il Giappone, ad esempio, per diversi anni ha contrastato la deflazione facendo ricorso alla propria Zecca e ai tassi d’interesse zero della sua Banca Centrale. E lo ha fatto, e lo fa, in modo ancora più aggressivo di altri paesi. Di conseguenza, nel periodo da Ottobre 2012 a Febbraio 2013 il Giappone è riuscito a ridurre il tasso di cambio Yen/paniere SDR di quasi il 20%. Questo ha fatto molto alterare diversi suoi partner commerciali. Al summit del G20 tenutosi a Mosca nel Febbraio del 2013 (presieduto dalla Russia quell’anno), i ministri delle finanze e i capi delle banche centrali giurarono solennemente di non fare mai ricorso alle tattiche di guerra valutaria.

.

In poco tempo, tuttavia, tutto è tornato alla normalità. Washington ha proseguito nel suo programma di allentamento monetario (Quantitative Easing – QE), che però non ha avuto tutto questo effetto stimolante sull’economia statunitense, ma ha contribuito a far svalutare il dollaro. In questo modo, gli Stati Uniti sono stati di cattivo esempio per altri, compresi i loro partner Europei.

.

In ultimo, nel 2015, gli Stati Uniti hanno deciso di dare un freno al programma di QE. Tuttavia, nello stesso preciso momento la BCE ha dato inizio al suo programma di QE. Oltre a questo, ha iniziato ad introdurre tassi di interesse di segno negativo sui conti di deposito e a concedere prestiti senza interessi. L’altalena valutaria sta pende verso l’euro, il cui tasso di cambio rispetto al dollaro era iniziato a scendere. Nonostante questo, l’Europa ha registrato un notevole surplus di bilancia commerciale con gli Stati Uniti, che potrebbe raggiungere il suo record proprio nel 2015. Cinque o sei anni fa ci sono stati tuttavia dei momenti in cui il tasso di cambio euro/dollaro era più del 1,50. A fine 2014, era poco più del 1,20 e ad Aprile 2015 era sceso a 1,06. Gli esperti ritengono che entro il 2016 si raggiungerà la parità tra le due valute.

.

Washington la sta prendendo molto seriamente. Nel 2014, il deficit della bilancia commerciale statunitense era di 505 miliardi di dollari, ovvero maggiore del 6% di quello dell’anno precedente. In anni recenti, i paesi dell’Unione Europea hanno rappresentato il 20% del totale deficit di bilancia commerciale degli Stati Uniti. Nel 2015, tale deficit potrebbe raggiungere il suo record assoluto. Washington non può impedire alla BCE di dare il via al suo programma di QE, ma se si concluderà l’Accordo della Partnership Transatlantica, gli Stati Uniti saranno in grado di interferire nella politica monetaria Europea su basi giuridiche. E’ mia opinione che questa è una delle ragioni principali per cui si è resa necessaria una nona tornata di trattative per la TTIP: il procedimento si sta rivelando molto più complesso di quanto si credeva all’inizio.

.

In realtà l’abolizione delle barriere doganali nei rapporti commerciali non è un grave problema, poiché queste barriere erano già basse anche prima che iniziassero le trattative per l’accordo. Ma se Washington acquisirà il controllo della politica monetaria e valutaria dei paesi dell’Unione Europea, significherà la totale e definitiva perdita della sovranità da parte di questi ultimi. Questo lo sanno molto bene i politici e le maggiori personalità dei paesi Europei. Molti sono sorpresi del fatto che uno dei principali fautori del raggiungimento dell’accordo TTIP sia proprio il presidente della BCE Mario Draghi: dopo tutto, se l’accordo sarà firmato, la BCE diventerà una filiale della FED.

Ma forse è proprio questo a cui mira Mario Draghi, che non ha mai nascosto la sua propensione verso gli Stati Uniti. Non per niente è stato per diversi anni Direttore Esecutivo e Vice Presidente della banca americana Goldman Sachs.

 

Fonte: Strategic Culture Foundation

http://www.strategic-culture.org

Sociologia……Fukuyama: l’austerity è contro la democrazia


 

Riprendiamoci ciò che ci spetta: La Libertà di scegliere!

.

In una recessione economica cosi grave e prolungata, di solito non ci rendiamo conto di un’altra crisi forse più importante di quella economica, la crisi della democrazia, molti di voi forse non se ne sono accorti perché evidentemente presi a risolvere problemi più materiali come quello economico, ma di fatto l’importanza di una democrazia dimezzata resta un fattore importantissimo per poter realizzare quel processo di crescita economica che servirebbe a superare questa crisi.

.

In un paese dove  la fiducia verso le istituzioni scende sempre più, è inevitabile la conseguente metamorfosi della stessa democrazia verso un regime democratico si, ma totalitario. La fiducia sistemica cosi come la chiamava Max Weber , rappresenta una presenza confusa con quella fiducia di legittimità, consenso, cooperazione, solidarietà. Il concetto di fiducia interseca indubbiamente tutte queste dimensioni, ma non si confonde con esse; ha diritto, perciò, a uno statuto specifico, come ben traspare dalle brevi ma dense note di Simmel, l’unico grande classico del pensiero sociale che ha trattato la fiducia come categoria specifica d’analisi. Resta quindi un dovere di tutti controllare che la politica si adegui alla rappresentazione della democrazia come atto di salvaguardia a difesa di ogni classe sociale, iniziando da quelle più indigenti. Vi lascio un saggio di un grande politologo e sociologo moderno, Francis Fukuyama, molto interessante quello che scrive.

Nico (max weber)

 

fukuyama

 

 

 

Ristabilire la democrazia per uscire dalla crisi economica.

.

«In Italia e in Grecia si è già realizzata una recessione della democrazia dovuta all’austerity. Questi paesi devono applicare misure economiche prendendo ordini da… soggetti esterni»

.
Si è trattato probabilmente solo di cortesia. Fukuyama sta seguendo attentamente la situazione europea, ed è convinto che l’origine del problema italiano sia puramente domestica: «la Democrazia Cristiana per anni ha comprato il suo consenso nel Sud con un sistema clientelare di erogazione di denaro pubblico, per battere i comunisti alle elezioni. Silvio Berlusconi ha semplicemente rinnovato il sistema, ma i fondamentali non sono cambiati». In particolare, per la crisi «Grecia e Italia hanno incrementato il proprio debito pubblico, e tutti hanno accusato l’euro. Senza dubbio la moneta unica ha facilitato la possibilità d’indebitarsi, ma la necessità d’indebitarsi dipende dalla mancanza di riforme centrali. Il modello è ancora il clientelismo».

.
Parlando di soluzioni per uscire dall’impasse, Fukuyama sorprende il pubblico con un punto di vista che rompe con la tradizione neoliberale americana: «Non esiste una correlazione diretta tra dimensione dello stato nell’economia, e risultati dell’economia. I paesi con un settore statale ridotto non crescono di più rispetto a quelli nei quali lo stato è molto presente. L’aspetto importante è che il settore statale funzioni. Il vero fattore determinante è la qualità dello stato». Per l’Italia, «l’inefficienza è dovuta al fatto che l’impego pubblico è visto troppo spesso come sistema clientelare per guadagnare consenso elettorale – e ciò impedisce le riforme». Il titolo della lecture parla proprio di questo: “Perché l’amministrazione pubblica non viene rispettata, ma dovrebbe”.

.

Adesso Fukuyama parla dell’importanza della “struttura” nel creare ordine politico, e ripete con maggiore convinzione rispetto al passato l’idea dell’”autoritanianismo modernizzatore” come guida per lo sviluppo economico. Cita come esempio l’esperienza mediorientale, e la necessità di una guida politica per riorganizzare le società. Per Fukuyama il benessere politico e sociale si regge su un equilibrio: la recessione economica provoca un decadimento della democrazia, ma la democrazia può essere difesa – in alcuni casi – dall’autoritarianismo. Se allora la democrazia in Italia è in recessione a causa della crisi, è forse l’austerity la sorta di “autoritarianismo” cui Fukuyama si riferisce?

 

 

da: inkiesta.it