Bertrand Russel…….cosa occorre per essere felici?


 

immagine tratta dal web
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“Le cose indispensabili alla felicità umana sono semplici, così semplici che le persone complicate non sanno costringersi a riconoscere quali sono le cose delle quali sentono realmente la mancanza.”

Bertrand Russell

 

Arte……..Amedeo Modigliani


 

Amedeo Modigliani -Donna con rosso corallo -(olio su tela)
Amedeo Modigliani -Donna con rosso corallo -(olio su tela)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Illusi d’esser perle, solo al tuo collo perfetta ninfa, ci accorgemmo d’esser coralli, e di aver bisogno del tuo calor d’amore per sopravvivere” (cit.)

Jeanette Winterson


 

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Niente di più crudele dell’amore….

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Il mio cercarti, il tuo cercarmi, è la ricerca di ciò che non può essere trovato. Solo l’impossibile vale lo sforzo. Quel che perseguiamo è l’amore in sé, che talora si rende manifesto in forma umana, ma solo per spingerci oltre la nostra umanità, verso l’istinto animale o la gloria divina. L’amore che perseguiamo è più forte della natura umana: ha in sé una sfrenatezza e una magnificenza a cui aneliamo più che alla vita stessa. L’amore non calcola il rischio, né per sé, né per gli altri. Niente è crudele come l’amore. Non esiste amore che non trafigga mani e piedi. Il semplice amore umano non ci appaga, anche se ce lo facciamo bastare. E’ come se ci accampassimo ai margini di un campo di grano: accendiamo fuoco e lume fino a notte alta e raccontiamo le storie di questi amanti perduti e vinti. I campi di grano non si addomesticano. Attende, bello e terribile, in agguato dove il fuoco del bivacco non può arrivare. Qualcuno, spinto dall’assillo di leggere la mappa di se stesso, di quando in quando si alza e se ne va, sperando che il tesoro sia nascosto veramente più oltre, in attesa. Per amore vale la pena vivere. Il mio cercarti, il tuo cercarmi, vanno oltre per trasformarsi in un alto grido nel campo di grano. Non so se quello che sento è una risposta o un’eco: forse non sentirò nulla. Ma non importa.

Questo viaggio si deve fare.

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Jeanette Winterson

Zygmunt Bauman


 

 

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La Tentazione..

 

Emmanuel Lévinas parlò della “tentazione della tentazione“. È lo stato dell’essere “tentato” ciò che in realtà desideriamo, non l’oggetto che la tentazione promette di consegnarci. Desideriamo quello stato, perché è un’apertura nella routine. Nel momento in cui siamo tentati ci sembra di essere liberi: stiamo già guardando oltre la routine, ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione, non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno. Un attimo più tardi, se cediamo, la libertà svanisce e viene sostituita da una nuova routine. La tentazione è un’imboscata nella quale tendiamo a cadere gioiosamente e volontariamente.
E’ la prospettiva dell’invecchiare ad essere ormai fuori moda, identificata con una diminuzione delle possibilità di scelta e con l’assenza di”novità”. Quella”novità” che in una società di consumatori è stata elevata al più alto grado della gerarchia dei valori e considerata la chiave della felicità. Tendiamo a non tollerare la routine, perché fin dall’infanzia siamo stati abituati a rincorrere oggetti “usa e getta”, da rimpiazzare velocemente. Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto dello sforzo e di un lavoro scrupoloso. Ecco perché tutto quello che ci circonda diventa incerto, l`illusione di avere tante “seconde scelte”, che ci ricompensino dalla sofferenza della precarietà, è invitante. Muoversi da un luogo all`altro (più promettente perché non ancora sperimentato) sembra più facile e allettante che impegnarsi in un lungo sforzo di riparazione delle imperfezioni della dimora attuale, per trasformarla in una vera e propria casa e non solo in un posto in cui vivere

Zygmunt Bauman