Riflessioni Personali…..la bellezza e la crudeltà del mare!!


 

Proprio l’altro giorno, in un post che trattava della crisi economica, ho scritto della bellezza del mare e dell’incanto del navigarlo in barca a vela, emozioni intense e talmente meravigliose che è quasi impossibile descrivere, occorre solo provarle.

Cioran scrisse che il mare profuma le strade dell’isola, oggi: il maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi.

n.b. Il video sotto da l’idea di cosa significa affrontare il mare forza 7, video che mi è stato recapitato dall’amico Franco, ospite di alcuni suoi amici skipper professionisti.

 

Il mare è anche un ottimo ricostituente per il fisico ma soprattutto per la nostra mente così come descritto con le meravigliose parole di questo studio scientifico,

“Se almeno una volta si è vissuta l’esperienza di andare ad ammirare l’orizzonte, a qualsiasi ora del giorno, è impossibile negare la sensazione di pace interiore che si prova di fronte a uno scenario tanto perfetto. L’odore di salsedine, il senso di immensità e il rumore delle onde creano un’armonia perfetta che, oltretutto, fa bene al cervello. Uno dei motivi scientifici che spiegano questo fenomeno è davvero molto semplice. Ogni colore ha una sua caratteristica e quella del blu è di emettere onde elettromagnetiche che regolano il nostro stato emozionale, un altro effetto terapeutico lo fornisce il rumore delle onde. Esso influisce a regolare la dopamina e la serotonina, entrambi neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale che controllano gli impulsi nervosi. ” (cit.)

Ma, il mare va rispettato e non sfidato, se poi ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato non devi avere paura, non devi lasciar andare il tuo coraggio ma usare il cervello e il tuo bagaglio di esperienza, e se non hai nemmeno questo, beh! hai fatto male a prendere il largo!

La tragedia del naufragio di ieri presso il porto di Rimini di un Bavaria 49, una spettacolare barca a vela di 15 metri governata da “medici, cardiologi e notai” prestati alla professione di velisti, è la testimonianza dell’incauta leggerezza con cui si affronta il mare in tempesta, il risultato è di 4 persone decedute e 2 ferite in gravi condizioni.

Su questa vicenda, oggi qualcuno ha scritto…..”Se sono partiti uscendo in mare senza sentire il meteomar e senza aver parlato con la Capitaneria di Porto di Ravenna, allora il comandante della barca è stato un incosciente…anche ad essere un espertissimo velista, non si puo’ giustificare di aver messo a rischio della vita se stesso e le persone ospitate a bordo della propria barca. E forse, senza aver verificato, prima di partire, la perfetta efficienza del motore ausiliario…del resto, per i velisti, il motore viene considerato quasi una zavorra inutile… moltissimi neanche lo fanno periodicamente funzionare per essere certi che quando gli serve non si blocchi… purtroppo, quando il mare si e’ ingrossato ed il vento ha cominciato a spingere vrso terra la barca, si sono combinati tutti gli ingredienti per un disastro che poteva essere evitato utilizzando la prudenza, il buon senso e l’ esperienza.”

Questa è la dura legge del mare, non sfidarlo se non hai competenza, cuore e coraggio per farlo!

Barca a vela capovolta -Porto di Rimini-
Tragedia in barca a vela 18/04/2017
Rimini -tragedia in barca a vela-

 

 

 

 

Grethe Garbus…… il Tempo prima del Tempo!


 

Non sempre questo periodo festivo è fonte di allegria e gioia per tutti, per alcuni di essi, quelli “condannati” dal sistema al freddo della notte, rappresenta invece un momento di grande sofferenza interiore, propongo quindi a tutti voi di scaldare con tanto amore e con un gesto di solidarietà, anche piccolo, l’ultimo anelito di dignità loro rimasta; la Vita.  Ridare dignità e valore ad ogni vita umana che si sta spegnendo, rappresenta il più bel dono che mai mi fu concesso alla nascita insieme alla bellezza della Vita stessa!

Buone Feste a tutti Voi!

 

Nico (max weber)

 

Gustave Klimt -The Girlfriends - (olio su tela) 1916-17
Gustave Klimt -The Girlfriends – (olio su tela) 1916-17

 

 

 

…. il Tempo prima del Tempo!

 

Soltanto un’ora ed il cielo piangeva Sabbia rovente.
Il bel Blu intenso,arrosava di sangue, quanto l’animo del Principe.
Mush El Razim, era ormai un Cencio sudario velato che nulla rammentava della Regale eleganza del Tagelmust.
Lentamente s’approssimava la fine della Leggenda Tuareg, pari ai passi sempre piu’ Incerti della nave dromedaria nell’incedere fatalmente ad inabissarsi nel Deserto.
L’ultimo villaggio, fumava entro le rovine di mattoni e Pietre, ardenti quanto la Febbre in capo ed il Bruciore entro il Cuore.
L’ultima Resistenza ai barbari invasori dalla strana lingua Arrotata, si diceva Francese, un linguaggio che nel resto del mondo, si riteneva nata dalle Labbra di Aphrodite, ora connotata d’Amaro, finiva con il suo respiro, sempre piu’ Debole.

“Oh! erano dunque Vere le Profezie della mia Nutrice: tu sei Noor del Mattino, la Stella che volle farsi Donna per amore di un Bambino…
Davvero sei le Dune del deserto di Sahara, che commosse si mutarono in Seni per Ella.
Così la Sorgente che scorreva nel Profondo, entro’ affiorando in essi, mutandosi in Latte per Nutrirlo!”.

Un velo di Lacrime, fluiva ormai dai suoi occhi spenti: risolveva d’esser giunto nell’Apogeo dei morti, quello che generalmente s’intende Paradiso o quantunque luogo di Beatitudini.
“Perchè piango allora?”; un tremito dubbio, affacciandosi alla mente, soggiungente: ” dove sono?…”.

” Non ti affaticare, Principe Mush: sei al Sicuro, entro la mia umile tenda Nomade, non Temere, avro’ Cura di Te.
Riposa, hai Vinto.
Il tuo rifiuto di Tergere con il Sangue degli Innocenti, l’onta dell’Areva, quella compagine di Predoni giunta con Milizie Armate a vuotare, priva di Misura e Discrezione, le Viscere della nostra Riserva delle Pietre di Fuoco, donateci la notte dei Tempi, dalla nostra ava Urania, si è rivelata la scelta Onorevole, saggia, giusta.
Tutti i giornali, le Emittenti del Mondo, narrano le tue gesta, quelle dei giovani Compagni.
Hai posto in Salvo, il Nostro Tesoro: i Bimbi, le Bimbe.
Per Noi, hai piegato il Futuro, incatenato le Ombre dell’Abisso.
Non io, ma è davvero Noor a Splendere, a sorriderti.

Riposa, Sposo Eterno, entro la Nostra Luce: l’Infinita Creazione…
Lasciati andare all’Amore che tutto genera, muove.
Lascia al tuo passato, le bende che ti Avvolsero: 33 anni basteranno a lasciarti in Volto, uno Splendore Blu…

Tu, tu solo potevi Congiungere la Terra al Cielo…

 

Grethe Garbus

Riflessioni Personali….salute e malattia, cos’è la normalità?


 

 

Frida Kahlo -Magnolie- ( olio su tela)
Frida Kahlo -Magnolie- ( olio su tela)

 

 

Salute e malattia secondo la visione Olistica

 

La salute è una condizione di cui si ha un’esperienza quasi inconsapevole: sembra coincidere con il fluire stesso della vita. La malattia, come agente che interferisce con questo fluire, sembra svelarla come condizione perduta.
Proprio per questa ragione dare una definizione di salute non risulta semplice.
Ci si può accontentare di dire, seguendo il senso comune, che la salute è la condizione di assenza di malattia: malattia che si disvela nel negare la salute.
In campo psichico, allora, la salute mentale dovrebbe corrispondere all’assenza di sofferenza e di comportamenti anomali. Sappiamo però che questo non basta: ad esempio lo psicopatico, il maniacale non grave possono non lamentare alcun malessere, avere un comportamento non dissimile da quello degli altri e non per questo possono essere considerati soggetti normali: la loro anormalità risulterebbe evidente ad un attento esame psicologico o psichiatrico.
Ma introducendo il termine di anormalità e l’idea di confronto stiamo in realtà cambiando la domanda: non più cos’è la salute, ma cos’è la normalità.

“ I cattivi pensieri sono causa di cattiva salute” si sente spesso dire. In effetti una salute cagionevole dipende anche da ragioni psicologiche e spesso una malattia è causata più dalla malnutrizione della mente che del corpo: Il corpo fisico assorbe fin che può poi gli stati d’animo si scaricano sugli organi creando vari disturbi:  l’ansia, per esempio, ricade sul sistema digerente, soprattutto sullo stomaco creando gastrite, spasmi, colite, bruciori , ulcera duodenale. La paura, per esempio, si riversa sui reni, la rabbia scarica sul fegato e cistifellea, creando tensioni alle vie biliari fino alla formazione di calcoli ; lo stress si manifesta principalmente    sul cuore e sulla pressione arteriosa. La depressione è altrettanto deleteria  perché trasferisce messaggi di bassa autostima devastando il sistema immunitario.

 

Fernando Botero -Sala da pranzo- (olio su tela) 2002
Fernando Botero -Sala da pranzo- (olio su tela) 2002

 

 

L’aggressività repressa crea forti conflitti interiori quasi a simboleggiare una battaglia interiore contro noi stessi  generando alcune tipiche malattie dette “autoimmuni” ( dalla psoriasi alla vitiligine, artrite reumatoide, lupus, tiroidite, etc)  . Anche traumi e fratture  non sono casuali ma spesso rappresentano la conseguenza di periodi particolarmente pesanti dal punto di vista della stanchezza fisica  e ci obbligano così a rallentare e riposare, permettendoci di prendere una pausa riflessiva dalla folle corse del nostro quotidiano e poter portare dei cambiamenti nella nostra vita, che diversamente  faremo. Se poi c’è grande disperazione si aprono le porte alle malattie più gravi e mortali.

Potremmo continuare a lungo con molti esempi  ma  è chiaro come la malattia giunge in realtà per segnalarci uno stato di alterazione della nostra serenità con noi stessi e con il mondo , per segnalarci che qualcosa non va  nella nostra vita, di  un disequilibrio tra mente, corpo  e spirito secondo la visione olistica. E se qualcuno si sta chiedendo “ se tutto dipende da noi , allora che dire delle malattie ereditarie?  Ecco che qui , in una visione olistica e non della medicina allopatica, potremmo semplicemente citare la legge Karmica di causa e di effetto che non ha limiti di tempo….. ma qui entriamo in un campo “minato” che spesso va contro ogni ragionevole insegnamento  religioso e  culturale del nostro mondo occidentale ! Alla luce di quanto detto fin’ora è importante comunque sottolineare quanto la malattia intesa come “vissuto del malato “è caratterizzata dalla sensazione, dall’esperienza totalmente personale e soggettiva della perdita della salute di ogni singolo individuo, di come vive, metabolizza e trasforma le proprie emozioni  e dello stile di vita che conduce,  e dove ,come abbiamo detto, l’alimentazione assume un ruolo determinante.

Si tratta, a questo punto, di stabilire dei parametri di riferimento e verificarne il rispetto: il criterio di fondo con il quale sceglieremo i parametri stabilirà quale normalità stiamo cercando (vedremo più avanti che possiamo considerare più tipi di normalità o, meglio, di norma). Ma definire cos’è la normalità non coincide con il dire cos’è la salute, proprio perché la necessità di stabilire dei parametri ci allontana dalla possibilità di avere un approccio concettuale.
I criteri di normalità sono utili ai fini operativi della clinica: è inevitabile avere una precisa idea di normalità quando si prospetta un lavoro terapeutico .

 

da: olisticasalute.it

Edward Estlin Cummings.


plath

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo cuore lo porto con me



Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

 

Edward Estlin Cummings.