Riflessioni Politiche…..siamo dei polli da spennare!!!


 

Sappiamo tutto?..davvero pensiamo di conoscere ogni trucco, tranello, inganno o imbroglio che la politica promuove ai danni di noi cittadini?  Penso di no, voglio darvene prova con questo ultimo post che dedico alle mie riflessioni personali, perché dal prossimo sarà tutta un’altra storia, niente più articoli che possano deprimervi o angosciarvi, farò questo per me stesso e per  la mia onestà intellettuale, perché in fin dei conti come disse George Orwell, è molto meglio il lupo solitario del cane servile, scriverò quindi articoli di natura politica ed economica che terrò per me stesso per saziare comunque la mia fame di conoscenza, a voi rimarrano soltanto le splendide poesie frutto delle mie ricerche e qualche brano di musica vintage.

Bon voyage mes amie!

Nico (max weber)

immagine presa dal web

 

 

Finora le vittime del salva-banche che azzerò nel 2015 420 milioni di euro di risparmi in obbligazioni Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca delle Marche, avevano provato davvero di tutto. Non ancora però il furto dell’ eredità. Eppure è quel che è avvenuto a una famiglia emiliana, vecchia correntista di Carife. La nonna della famiglia – Lucia – aveva investito 15 mila euro in obbligazioni subordinate che sono diventate carta straccia nel novembre 2015 grazie al decreto del governo di Matteo Renzi (quello sulla famosa Banca Etruria).

Dopo lunghe contestazioni e polemiche politiche, si è deciso con un decreto mesi dopo di rimborsare quei titoli azzerati all’ 80% del loro valore. La nonna fiduciosa ha fatto la prova: una mattina ha preso una obbligazione ogni 4 che aveva e ha provato a farsela rimborsare (3.750 euro). Le hanno detto sì, che poteva avere i soldi, e lei è tornata felicissima a casa.
La buona novella era così clamorosa che la poveretta non ha retto all’ emozione: è morta il mattino successivo. Lasciando in eredità a due figli (Massimo e Raffaele) e una nipotina (Valentina, restata orfana di papà Giancarlo) tutto quel che aveva, e lì dentro anche il 75% di quelle obbligazioni Carife che le erano restate a casa. Gli eredi allora hanno fatto come la nonna: prese le obbligazioni, sono andati da chi le doveva loro rimborsare. E con gran sorpresa si sono sentiti rispondere: «No, mi spiace, ora che le avete voi il rimborso non si può più fare». Perché? Perché quel gran furbacchione del ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, cercando di risparmiare qualcosina anche in mezzo a questa brutta e tragica vicenda dei risparmiatori truffati, ha scritto tutta una serie di norme e cavilli dove i poveretti potessero restare impigliati perdendo ogni speranza di essere rimborsati. Fra questi cavilli c’era scritto che ai risparmiatori sarebbero stati rimborsati anche titoli comprati da uno ma poi trasferiti a un familiare stretto, al coniuge e perfino al «convivente more uxorio», sia che fossero stati regalati o venduti a titolo oneroso negli anni. Ma a una condizione: che quei passaggi fossero avvenuti fra vivi «inter vivos».

.

Non c’ è dubbio che nonna Lucia quei titoli li avesse lasciati a figli e nipotina perché era morta. Così quando Massimo, Raffaele e Valentina fidandosi di promesse e annunci del governo, vanno a chiedere il rimborso sia pure parziale all’ 80% di quei titoli lasciati si sentono rispondere dal funzionario del fondo interbancario di garanzia che dovrebbe pagare il dovuto: «Nel caso rappresentato, gli eredi della Sig.ra Lucia Brancaleoni non possono accedere alla procedura di indennizzo forfettario per le quote trasferite per atto tra vivi a quest’ ultima, in quanto gli stessi sono successori mortis causa di un nuovo soggetto legittimato e, quindi, non rientrano tra le categorie di soggetti legittimati dalla legge 15/2017 alla presentazione dell’ istanza di indennizzo».

Capito? Quelle obbligazioni dovrebbero valere ancora 336 milioni di euro, avendo deciso di rimborsarle all’ 80%. Ma guai a riceverle in eredità, perché diventano subito carta straccia: non valgono più nulla, e di fatto quella eredità se la porta via il governo.
La famiglia di nonna Lucia può ancora consolarsi con il più classico dei «mal comune mezzo gaudio», perché se in caso di morte del titolare gli eredi restano senza nulla in mano, non è che per chi ha la fortuna di avere tutti in salute e vivi il risultato sia poi tanto diverso.
In 18 mesi di grandi promesse, proclami, speranze e delusioni ricevute dai risparmiatori truffati di Banca Etruria & C non è che sia accaduto un granché.

Ha riavuto in mano l’ 80% di quello che gli aveva portato via maldestramente il governo in quello sciagurato novembre 2015 solo un risparmiatore su 4. All’ 8 maggio scorso sono state rimborsati 99,6 milioni di euro sui 336 milioni che teoricamente dovranno essere restituiti (l’ 80% di 420 milioni realmente investiti dai poveretti). Ma secondo le scelte fatte sul rimborso forfettario diretto fin qui dal Fondo interbancario al massimo in questa fase si arriverà alla fine a 185 milioni di euro circa. Gli altri 153 milioni di euro secondo le norme del governo non saranno né perduti né riconquistati: devono essere vagliati dai collegi arbitrali previsti dalla legge di bilancio.

Due mesi fa abbiamo raccontato il testo dei decreti di regolamento che secondo Renzi sarebbero arrivati massimo a marzo 2016. Sono stati approvati in via definitiva del Parlamento, ma il governo si è dimenticato poi di fare pubblicare tutto in Gazzetta ufficiale. Così gli arbitrati non possono partire. E il calvario dei risparmiatori truffati continua.

 

Franco Bechis

da: direttanews.it

La Solidarietà attraverso il microcredito di Muhammad Yunus.


 

Se esiste un modo per combattere la povertà lo dobbiamo unicamente ad una persona, un economista per la precisione, che mise insieme solidarietà ed etica con un’idea per nulla scontata, dare credito in assenza di garanzie, il microcredito. L’idea del micro-credito, l’accesso ai servizi finanziari a soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, nasce alla fine degli anni Settanta in Bangladesh, dall’intuizione di un giovane professore di economia, Muhammad Yunus, conosciuto anche come il banchiere dei poveri cui è stato attribuito nel 2006, il premio Nobel per la Pace, ebbi il prilegio di stringere la mano di questa meravigliosa persona nel 2004 a Bologna in occasione del conferimento della laurea ad honorem in Scienze della Formazione, città che nel 2015 gli ha conferito anche la cittadinanza onoraria.

Sconfiggere la povertà è possibile, basterebbe non emarginare ma dare opportunità a chi è povero!!

Nico (max weber)

Muhammad Yunus

 

Muhammad Yunus nasce a Chittagong, il più importante centro economico del Bengala Orientale, in Bangladesh. Terzo di 14 figli, di una famiglia benestante, si laurea in Economia nella sua città e in seguito consegue il dottorato, sempre in Economia, all’Università Vandebirlt di Nashville.

Dopo gli studi negli Stati Uniti, e una breve esperienza come docente universitario, Yunus decide di tornare in patria dove diventa capo del Dipartimento economico dell’università di Chittagong.

Nel 1974 il Bangladesh è colpito da una grave inondazione e da una conseguente carestia che causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Il paese è periodicamente devastato da calamità naturali e presenta una povertà strutturale in cui quasi la metà della popolazione non arriva a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri. Il professore ogni mattina varca la porta del dipartimento universitario, lasciandosi alle spalle una miriade di poveri e mendicanti. Yunus comincia a sentirsi a disagio nel suo ruolo di professore di economia, e capisce che le teorie acquisite in anni di studio sono distanti ed estranee al mondo che lo circonda. Di fronte a tanta miseria verrebbe spontaneo fare l’elemosina, ma secondo Yunus non solo non è utile, ma è persino dannosa.

Il professor Yunus, insieme ai suoi studenti, comincia a visitare le case del vicino villaggio di Jobra per calarsi nella realtà che lo circonda e per capire la vita delle persone più povere. Interrogando gli abitanti del villaggio, scopre la loro condizione di schiavitù: acquistano a credito la materia prima da un commerciante al quale sono costretti a rivendere i prodotti per un guadagno di pochi centesimi; oppure, dato che il credito ordinario è loro inaccessibile, si rivolgono agli usurai. Le banche infatti non sono disposte a dare prestiti per cifre molto piccole, perché il costo dell’apertura della pratica è sproporzionato rispetto all’entità del credito stesso e non sono disposte a fare prestiti ai poveri perché non hanno garanzie patrimoniali da offrire per la loro solvibilità.

Agli studenti del dipartimento affida il compito di compilare un elenco di tutte gli abitanti di Jobra che ricorrono ai prestiti: l’elenco contiene i nomi di 42 persone per un prestito totale di 856 taka, vale a dire meno di 27 dollari, per ripagare i quali 42 famiglie sono ridotte alla fame. Yunus decide di rivolgersi alla banca di Jobra per farsi concedere un prestito di circa 300 dollari destinato ai poveri del villaggio e garantito personalmente dal professore.

Fino a questo momento il progetto è solo sperimentale, limitato al villaggio di Jobra e si avvale del lavoro volontario degli studenti. Nel 1977 grazie all’aiuto dell’amministratore delegato, Yunus riesce ad ottenere dalla Krishi Bank, la gestione sperimentale di una filiale della banca che chiama Grameen Bank cioè banca rurale o del villaggio. Yunus illustra la sua iniziativa a un seminario organizzato dalla Banca centrale dal titolo “Finanziare i poveri in ambiente rurale” in cui sostiene come si debbano impostare le procedure del prestito così da facilitare la modalità di rimborso. Le dimensioni del progetto sono però ancora poco significative, i clienti sono meno di 500 e l’esperimento è effettuato in scala troppo ridotta per poter destare l’interesse delle banche governative. Yunus deve quindi dimostrare che il microcredito può funzionare anche su scala nazionale. Ad accogliere la sua sfida è il vicegovernatore della Banca Centrale, e nel 1979 Yunus assume ufficialmente l’incarico di avviare il progetto Grameen nella regione del Tangail. La regione è sull’orlo di una guerra civile, ma nonostante ciò, nel 1982 solo dopo tre anni dall’insediamento i risultati sono stupefacenti: i clienti Grameen sono 28.000.

L’impostazione data dalla Grameen Bank nel fornire i propri servizi rappresenta un modo totalmente nuovo di agire e di porsi nei confronti del cliente rispetto all’approccio tradizionale delle banche. Mentre gli istituti di credito tradizionali prevedono che siano i potenziali clienti a recarsi presso i propri uffici a richiedere un prestito, nel modello Grameen sono gli operatori della banca a raggiungere le persone nei villaggi. L’intento è quello di riuscire a creare un rapporto paritario tra funzionario di banca e cliente, in modo da evitare ai poveri di trovarsi a disagio in un luogo a loro non abituale. Altro aspetto assai rilevante è che il 94% dei beneficiari dei prestiti Grameen sono destinati a donne, risulta, infatti, che se il denaro è affidato ad una donna, il prestito risulta più sicuro.

Dopo il successo riscontrato nonostante le difficoltà, nel 1982 il progetto viene esteso ad altri tre distretti: Dhaka, Rangpur e Ptuakhali. Alla fine del settembre del 1983 il consiglio dei ministri approva la proposta che rende la Grameen Bank un’istituzione finanziaria indipendente a tutti gli effetti. Il “sistema Yunus” ha provocato un cambiamento di mentalità anche all’interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito, a partire dagli anni Ottanta, è diventato così uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all’Uganda, per promuovere lo sviluppo economico e sociale.

Nel 2006 Muhammad Yunus viene insignito del Nobel per la pace, così motivato: “per l’impegno nel creare sviluppo sociale ed economico partendo dal basso. La pace duratura non può essere realizzata se ampi gruppi di popolazione non trovano il modo per uscire dalla povertà. Il micro-credito è uno dei modi. Lo sviluppo dal basso serve anche a promuovere la democrazia e i diritti umani. Il micro-credito si è dimostrato una forza liberatrice in società dove le donne in particolare devono lottare contro condizioni economiche e sociali repressive”.

 

E.Marchini

Riflessioni Politiche……L’Euro sta facendo bene la sua parte!


 

Ci risiamo, ancora una volta viene elogiato il trattato che diede inizio alla creazione della moneta unica europea, in più di un’occasione Mario Draghi (ex Goldman Sachs) presidente della BCE, ha nuovamente reiterato la convinzione dei Poteri forti, affermando che il trattato  dell’euro è irreversibile.

Quindi, dovremo tenerci per sempre l’euro? ..oramai sono molti i paesi che pensano di uscire dalla moneta unica, Italia, Francia, Spagna e Grecia,  sono milioni i cittadini europei che dicono sia stato un grandissimo errore aderire a questa moneta e soprattutto che la stessa non abbia raggiunto gli scopi per chi è stata creata.

SE PENSATE QUESTO, STATE SBAGLIANDO ALLA GRANDE, LA MONETA UNICA STA FACENDO ESATTAMENTE QUELLO PER CUI E’ STATA CREATA, INDEBITARE I PAESI PIU’ VIRTUOSI, METTERE IN POVERTA’ MILIONI DI EUROPEI PER TOGLIERE LA SOVRANITA’ ECONOMICO-FINANZIARIA AD OGNI PAESE ADERENTE, INFATTI E’ PROPRIO QUELLO CHE QUESTA MONETA PERMETTE DI FARE A COLORO CHE L’HANNO INVENTATA, QUESTO  DA OLTRE QUINDICI ANNI.

PER FAVORE NON DITE CHE L’EURO NON HA FUNZIONATO!!!

Nico (max weber)

European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament
European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament

 

 

LA SOVRANITA’ POPOLARE USURPATA DALL’EURO…..

Euro, la rapina del secolo: non è irrevocabile, come ha deciso Mario Draghi. Rompere la gabbia, riappropriarsi della sovranità svenduta a cleptocrati, tecnocrati, oligarchi. Ricostruire dalle macerie l’Europa dei popoli. Chiamando i cittadini ad esprimersi col referendum.

L’euro è irrevocabile, ha sentenziato Mario Draghi. Trump e Le Pen sono una minaccia, incalza Romano Prodi (ex consulente di Goldman Sachs). L’Europa a doppia velocità -già proposta, ma bocciata e sbeffeggiata dall’oligarchia europea- può finalmente dare una risposta. Mario Draghi, il presidente di quel mostro giuridico denominato BCE, che firmò da Governatore di Bankitalia il 17.3.2008 la famigerata delibera n.154 che autorizzava MPS ad acquistare Banca Antonveneta ad un prezzo folle di 9 mld di euro (costato alla fine 17 mld di euro), fonte di tutti i guai e del crac della più antica banca addossato a correntisti, risparmiatori, lavoratori, contribuenti (con 20 mld di aumento di debito pubblico), da esperto banchiere di Goldman Sachs, vada a raccontare che: “l’euro è irrevocabile’, al popolo greco massacrato dai “programmi di salvataggio” del Fondo Monetario e della Troika, costretti a mangiare cibo scaduto ed a rinunciare alle cure mediche minimali; alle decine di migliaia di sfrattati e pignorati iberici; ai portoghesi senza tetto emarginati e relegati oltre la soglia di povertà; al 40,1 % dei giovani disoccupati italiani, ai quali la “cleptocrazia europea a trazione tedesca” ha scippato perfino la speranza del futuro, oppure a quelle masse di invisibili disperati, che nel 2001 appartenevano al ceto medio e 15 anni dopo sono costretti ad affollare le mense della Caritas, solo per sfamarsi con un pasto caldo.

L’euro introdotto in Italia da sedicenti statisti, in realtà modesti maggiordomi della dottrina totalitaria del neo-liberismo mercatista di Milton Friedman, propagandato come la nuova Eldorado per gli italiani, ratificato forzatamente (senza referendum), dal 1 gennaio 2002 (1.000 lire= 1 euro), con lo sciagurato tasso di cambio fissato a 1.936,27 lire per 1 euro, ha svuotato le tasche delle famiglie italiane, al ritmo di 997 euro l’anno di rincari speculativi per un conto finale di 14.955 euro pro-capite nell’ultimo quindicennio, con un trasferimento di ricchezza stimato in 358,9 miliardi di euro, dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, al riparo dai doverosi controlli delle inutili, forse contigue autorità di settore.

La stessa cifra di 358 mld richiesta da Mario Draghi, nel caso in cui il paese lasciasse l’euro, come saldo dei debiti accumulati nei confronti della BCE mediante il sistema di pagamenti interbancario Target2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali UE.

La moneta unica, la più grande rapina di tutti i tempi a danno delle famiglie, un vero inferno per lavoratori e ceto medio impoverito, un paradiso per speculatori, banchieri, assicuratori, monopolisti dei pedaggi, capitalisti delle bollette e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, ha determinato il crollo dei consumi e sofferenze economiche degli italiani, perfino del ceto medio e dei redditi definiti dei “benestanti” nel 2001. Come dimostrato inconfutabilmente dallo studio Adusbef sulla capacità di spesa (Cds), pari in Italia a 119 nel 2001,tra le più elevate dei paesi europei superata da Inghilterra (120); Svezia (123); Belgio (124); Austria (126); Danimarca (128); Olanda ed Irlanda (134); Lussemburgo (235); ma più elevata di Francia; Germania e Finlandia. Dieci anni dopo, l’Italia (-16,8%) guida la classifica negativa della capacità di spesa (Cds) ridotta di 20 punti ed attestata a 99; al secondo posto la Grecia (-13,8% la Cds che passa da 87 a 75); al terzo il Regno Unito (-8,3% con la Cds a 110; al quarto il Portogallo – 7,4% che si attesta a 75; al quinto la Francia -6,9% con la Cds a 108; al sesto il Belgio a 119; mentre Austria (131); Germania (122); Svezia (129) e Lussemburgo (272) aumentano la capacità di spesa.

Insoddisfatta dal disastro che ha messo sul lastrico grandi masse di lavoratori e pensionati, artigiani, piccoli imprenditori, partite Iva, per arricchire banchieri, eurocrati, manutengoli del potere economico, cleptocrati, pronti ad addossare i costi delle crisi ai più poveri, l’Eurocrazia ha sferrato il colpo finale, con il bail-in , un esproprio criminale del risparmio intimato dall’ideologia tedesca ai ‘paesi periferici’ che l’hanno accettata supinamente, per far pagare agli incolpevoli utenti dei servizi bancari i lauti pasti dei banchieri e l’omessa vigilanza di sedicenti autorità, controllate in Italia dalle banche socie, beneficate di 1,060 miliardi di euro dopo la rivalutazione delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, con i sicari prediletti di FMI e BCE, che dopo aver espropriato i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, sorvolato sul crac MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, vorrebbero proseguire il disegno per demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio” garantito dall’art.47 della Costituzione, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio di troika, finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer ed il denaro dal nulla, innescando un circolo vizioso per alimentare i loro profitti sulla pelle di intere generazioni, intossicate dalle carte di debito.

Il Presidente Bce Mario Draghi, invece di affermare che l’euro è “irreversibile” continuando a foraggiare le banche con migliaia di miliardi di euro, regalati ai banchieri ‘amici’ per taglieggiare le imprese e drogare i mercati, farebbe meglio a proporre una revisione dei Trattati europei “capestro”, che oltre a produrre miseria e rovine economiche, sta alimentando la rivolta degli oppressi e degli onesti in tutto il mondo, soprattutto masse di disperati che hanno rifiutato il ricatto dell’establishment e della finanza criminale, come accaduto in Gran Bretagna con Brexit, negli USA con la vittoria di Donald Trump, in Italia col secco NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Le vere minacce ai diritti ed alle libertà non sono quelle dei “populisti”, ossia di coloro che tutelano il popolo taglieggiato, difendono la legalità costituzionale, i diritti negati, il bene comune, gli interessi generali, i consumatori ed i risparmiatori oppressi e taglieggiati da banche, banchieri centrali e dalla finanza criminale, ma sono quelle di Goldman Sachs, JPMorgan, Agenzie Rating, banchieri di affari, che hanno corrotto ideologicamente (e non solo), servili governanti alla dottrina del liberalismo totalitario e del primato della finanza, per rendere schiavi i popoli.

Dopo che l’ideologia tedesca applicata ai trattati, ha depauperato risorse, espropriato i risparmi, privatizzato i beni comuni, è troppo comodo proporre l’Europa a due velocità. I danni di quei trattati sciagurati, che hanno messo al primo posto la supremazia di tecnocrati, cleptocrati, e di un mostro giuridico BCE con le guarentigie dell’immunità se compiono crimini, come quelli sul popolo greco affamato e disperato dai programmi di austerità della Troika, coi bimbi ed anziani malnutriti privati dei beni primari di sussistenza e perfino delle cure mediche minimali, dovrebbero essere calcolati e risarciti. Troppo comodo, dopo aver truffato i risparmiatori, approvato il Mes ed il bail-in, per salvare banche franco-tedesche e banchieri centrali, assecondare i diktat di Frau Merkel, per rafforzare l’egemonia tedesca ed aver provocato, con ossessive politiche di austerità la più grande recessione della storia. La sovranità appartiene al popolo, l’unica strada per l’Italia e la dignità degli italiani, già tracciata nella Carta Costituzionale, che un disegno delle mafio massonerie internazionali, voleva cancellare e governi servili avevano già indebolito, approvando supinamente trattati scellerati come Fiscal Compact, Mes, pareggio di bilancio, bail-in.

L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio europeo ad egemonia tedesca (non certo dall’Europa), che ha imposto il primato di una moneta ‘l’Euro’ a misura del ‘marco’, il dominio di banche e finanza sulla politica ‘bene comune’ e sulla sovranità popolare, che si esercita mediante libere elezioni, negoziandone le condizioni, senza aspettare che sia la cleptocrazia europea e della Bce, asservita alla finanza criminale a buttarci fuori dall’Euro imponendo al popolo italiano ulteriori sofferenze e le sue condizioni capestro, ricattatorie, come sta attuando con la Grecia.

Tertium non datur, per il riscatto del popolo e la riconquista del primato della politica, su tecnocrati, cleptocrati e parassiti, che si nutrono del sudore e del sangue dei popoli.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

Riflessioni Personali…….basta con il buonismo da pecora, dobbiamo essere lupi!


 

foto segnaletica di un irriducibile (1977)
foto segnaletica di un irriducibile (1977)

 

 

 

Finiamola con il buonismo delle favole, tiriamo fuori la rabbia…….

 

Non ho scritto nulla in questi giorni ma ho letto tutto quello che avete scritto voi, ad essere sincero se tolgo pochissimi ma interessanti articoli di cultura e qualche altro di letteratura, quello che rimane è costituito dai soliti melliflui e sdolcinati auguri di buone feste che mi danno il “mal di pancia”. Tutto questo buonismo secondo me è eccessivo e deleterio, sembra  distogliere la nostra attenzione dalla realtà, annacqua il nostro pensiero critico e devia il nostro interesse  dalla politica che in questi giorni sta “scavando” di nascosto la nostra fossa con una raffica di aumenti.

Ho già speso tanto in questi due anni di blog, ho cercato di far capire che non esiste altra via d’uscita se non quella di far “sentire” subito al Potere politico la nostra rabbia e agirla con termini perentori, ho anche cercato di informare come cittadino sul costante e continuo aumento delle tasse, a dir la verità è notizia di questa mattina,  già avvenuto con aumenti complessivi di circa mille euro all’anno per famiglia (tributi, bollette energetiche, servizi, costi bancari e pedaggi), qui l’articolo .

 

Saranno le Banche ad essere aiutate e non il singolo cittadino in difficoltà!

Sono incazzato con tutti coloro che dicono che è impossibile cambiare questo Paese, per lo stesso motivo non nutro stima nei confronti dei finti rivoluzionari del M5S capeggiati da messer Grillo e dall’Imperatore Casaleggio jr. perchè sono coloro che stanno fermando la rivolta sociale di un popolo sottomesso, deriso e derubato.

La morale di questi individui  è rappresentata da quel “sentimento di sottomissione, coscienza di osservanza e obbligo” e come disse Ortega y Gasset senza questi valori si afferma soltanto una morale negativa che è nient’altro che la forma vuota di quella originaria, il filosofo sostenne anche che la rivolta genericamente si indirizza contro gli abusi e lotta per ridurre o eliminare del tutto gli stessi nell’ambito di un sistema politico e sociale.

Cari amici è arrivato il tempo di far valere i nostri diritti, occorre stanare per poi rieducare i “ruffiani” del Sistema che si annidano in ogni luogo, nel pubblico impiego, nell’informazione, nelle pieghe del capitalismo liberista, occorre cercarli anche dentro quelle autorità che proteggono il Potere con le armi, proprio in questi settori si annidano I VERI NEMICI DEL CAMBIAMENTO, I NOSTRI NEMICI!!

Le Rivoluzioni appartengono alle masse come disse Max Stirner, mentre la Ribellione appartiene al singolo, in una società individualista come la nostra che il Potere ha creato con il dividi et impera, la rivoluzione non potrà mai essere agita, sarà quindi la ribellione del singolo che darà il via alla ribellione di massa.

 

p.s. ultim’ora……mentre ci trastulliamo mangiando pandoro, panettone, torrone e quant’altro, il Governo con una votazione durata dieci minuti, oggi ha alleggerito le nostre tasche di altri venti miliardi di euro per salvare le banche, UN BEL REGALO DI FINE ANNO da parte della “nostra” politica.

 

Nico (max weber)