Emily Dickinson


 

Edgar Degas -Davanti allo specchio- (olio su tela)
Edgar Degas -Davanti allo specchio- (olio su tela)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per te io curo questi fiori

 
Per te io curo questi fiori,
fulgido assente!
Si fendono le vene di corallo
della mia fucsia – ed io semino e sogno
I gerani si tingono di chiazze
umili margherite si frastagliano
dirada il cactus le spinose punte
per mostrare la gola
Stilla aromi il garofano
presto colti dall’ape
un giacinto nascosto
sporge il capo arruffato
esalano profumi
del fiale così tenui
che ti domandi come li serbassero
Fiocchi di raso spargono le rose
sferiche sulla ghiaia del giardino
pure – tu non sei qui
e vorrei che i miei fiori
non avessero piu’ rossi colori
Che sia felice il fiore
e il suo signore – assente
mi dà solo dolore –
in un calice grigio mi rinchiudono
umilmente – per esser d’ora in poi
la tua margherita
in lutto di te!

Emily Dickinson

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Emily Dickinson


 

 

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Restai insaziata tutti i miei anni.
Arrivato il pomeriggio, tremante
avvicinai il tavolo per mangiare
e assaggiai un vino strano,
quello che avevo visto sulle tavole
quando affamata – tornando a casa –
guardavo attraverso i vetri la ricchezza
che non speravo di possedere mai.

Non conobbi l’abbondanza del pane
era diversa la briciola
che avevo divisa con gli uccelli
nella sala da pranzo della natura.
Il troppo mi urta – è così insolito.
Mi sentivo a disagio, spaesata
come una bacca ai fratta montana
trapiantata sulla strada.
E non avevo fame. Allora capii
che la fame è un istinto
di chi guarda le vetrine dal di fuori.
L’entrare, la disperde.

 

 
Emily Dickinson

 

Emily Dickinson


 

 

vetro

 

 

 

 

Se tu dovessi venire

 

 

Se tu dovessi venire in autunno
mi leverei di torno l’estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.

Se entro un anno potessi rivederti,
avvolgerei in gomitoli i mesi,
per poi metterli in cassetti separati –
per paura che i numeri si mescolino.

Se mancassero ancora alcuni secoli,
li conterei ad uno ad uno sulla mano –
sottraendo, finché non mi cadessero
le dita nella terra della Tasmania.

Se fossi certa che, finita questa vita,
io e te vivremo ancora –
come una buccia la butterei lontano –
e accetterei l’eternità all’istante.

Ma ora, incerta della dimensione
di questa che sta in mezzo,
la soffro come l’ape-spiritello
che non preannuncia quando pungerà.

 

 

Emily Dickinson

 

 

Emily Dickinson


 

 

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Quant’è felice il sassolino

 
Quant’è felice il sassolino
che vaga sulla strada solo solino
e non si preoccupa di carriere
e non ha paura di esigenze
la cui giacca di bruno elementare
un universo passeggero indossa,
e indipendente come il sole
si accompagna o brilla solo,
compiendo un’assoluta volontà
con spontanea semplicità.

 

Emily Dickinson