Riflessioni Personali….cos’è l’Amore tantrico e come si impara?


 

immagine presa dal web
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Scopriamo insieme in cosa consiste l’amore tantrico, come si pratica e quali sono i vantaggi rispetto alle pratiche occidentali.

 

L’amore tantrico è la più alta forma di esperienza sessuale. Nell’immaginario collettivo il sesso tantrico è fatto di prestazioni da guinness di primati e posizioni assurde, in realtà non è esattamente così, nel tantra la cosa più importante è non essere schiavi della corsa all’orgasmo, in queste pratiche infatti non è necessario raggiungerlo per come lo intendiamo noi, perché per tutta la durata si raggiunge via via un appagamento totale, come un orgasmo che coinvolge tutto il corpo per lungo tempo.

Il sesso tantrico ovviamente non si può improvvisare, richiede una preparazione fisica ma soprattutto mentale, il non fare niente di quello che abitualmente si è portati a fare desta non poche perplessità nella cultura occidentale. Chi pratica l’amore tantrico definisce questa esperienza “cosmica” o “divina”, è un flusso di energie che scorrono dai corpi, lontano dai pensieri, dalla rincorsa al piacere e dallo stress che ne deriva. Non a caso la società occidentale deve fare i conti con ansie da prestazione di ogni genere e tipo, dai problemi di erezione a quelli femminili del non raggiungere mai l’orgasmo.

Parlando in termini tecnici quello tantrico si definisce “Orgasmo di valle” proprio perché non c’è la necessità di arrivare al culmine del piacere, questa sensazione di “arrivare – non arrivare” è già molto piacevole e profonda, tanto che l’orgasmo è veramente un surplus, un optional.

Come dicevamo la preparazione psicologica è essenziale, non ci si può approcciare al tantra se non si crede profondamente al fare l’amore come qualcosa che va oltre l’orgasmo, la penetrazione, è un qualcosa di spirituale e intenso che spiazza e lascia quasi interdetti.

 

Serena Vasta

 

 

Joyce Mansour


 

immagine presa dal web
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DA “LACERAZIONI”, 1955

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Invitami a trascorrere la notte nella tua bocca
Raccontami la giovinezza dei fiumi
Premi la mia lingua contro il tuo occhio di vetro
Dammi a balia la tua gamba
E poi dormiamo, fratello mio,
Perché i nostri baci muoiono più veloci della notte.

C’è del sangue sul giallo d’uovo
C’è dell’acqua sulla piaga della luna
C’è dello sperma sul pistillo della rosa
C’è un dio in chiesa
Che canta e s’annnoia
Non ci sono parole
Soltanto peli
Nel mondo senza verzura
Dove i miei seni sono re.
E non ci sono gesti
Soltanto la mia pelle
E le formiche che brulicano tra le mie gambe untuose
Portano le maschere del silenzio lavorando.
Viene la notte e la tua estasi
E il mio corpo profondo questo polipo senza pensiero
Ingoia il tuo sesso agitato
Durante la sua nascita.

Un nido di viscere
Sull’albero secco che è il tuo sesso
Un cipresso nero piantato nell’eternità
Fa la veglia ai morti che alimentano le sue radici
Due ladroni crocifissi su costolette d’agnello
Se la ridono del terzo che, a missione compiuta,
mangia la sua croce di carne arrostita.
Il nero mi circonda
Salvatemi
Gli occhi aperti sulla vuota disperazione degli orizzonti marittimi
Mi scoppiano nella testa
Salvatemi
I pipistrelli dai corpi ammuffiti
Che vivono nei cervelli torturati dei monaci
S’attaccano alla mia lingua cremosa
La mia lingua gialla di donna accorta.
Salvatemi, voi che capite
E i vostri giorni saranno moltiplicati
Malgrado i peccati che non vi hanno perdonato
Malgrado lo spessore delle notti nelle vostre bocche
Malgrado i vostri bambini iniziati al male
Malgrado i vostri letti.

( traduzione di Carmine Mangone da “Fiorita come la lussuria”)

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Joyce Mansour

Ana Rossetti


 

 

immagine presa dalla rete
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Dei Pubi Angelici

Divagare per il doppio corso delle tue
gambe, percorrere l’ardente miele
pulito, soffermarmi, e nel promiscuo
bordo, dove l’enigma nasconde il
suo portento, contenermi.
Il dito esita, non si azzarda, la cosi fragile
censura trapassando – aderito triangolo
che l’elastico liscia – sapendo cosa lo
aspetta. Comprovando, infine, il
sesso degli angeli.

Ana Rossetti

Ana Rossetti


 

Eros e poesia

 

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Inconfessabile

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È talmente delizioso introdurmi
nel suo letto, mentre la mia mano errante
riposa, abbandonata, tra le sue gambe,
e sguainando la colonna tersa
– il suo cimiero rosso e sugoso
avrà il sapore delle fragole, piccante –
presenziare all’inaspettata espressione
dell’anatomia che ancora non sa usare,
mostrargli l’arrossata incastonatura
all’indeciso dito, mentre in perfide
e precise dosi gli si somministra audacia.
È delizioso iniziare
un ragazzo, estrargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile al rantolo finale
di un agonizzante, che è impossibile
non condurlo a sfinirsi mentre eiacula.

 

 

Es tan adorable introducirme
en su lecho, y que mi mano viajera
descanse, entre sus piernas, descuidada,
y al desenvainar la columna tersa
-su cimera encarnada y jugosa
tendrá el sabor de las fresas, picante-
presenciar la inesperada expresión
de su anatomía que no sabe usar,
mostrarle el sonrosado engarce
al indeciso dedo, mientras en pérfidas
y precisas dosis se le administra audacia.
Es adorable pervertir
a un muchacho, extraerle del vientre
virginal esa rugiente ternura
tan parecida al estertor final
de un agonizante, que es imposible
no irlo matando mientras eyacula.

 

Ana Rossetti