Alejo Urdaneta


 

CARACAS – Il Centro Culturale Tina Modotti è oggi una delle realtà più interessanti, in Sud America, fra le tante che si occupano di cultura e che, soprattutto, hanno un riferimento più o meno diretto con l’Italia. Il Centro nasce su iniziativa di Antonio Nazzaro, poliedrica figura di intellettuale, da quasi vent’anni trasferitori nei paesi del Sud America e dell’America Centrale, dove, fra Messico e Venezuela, ha dato vita a numerosissime iniziative diventando un punto di riferimento per chi ama la poesia. (Monica Vistali)

 

Francesco Toraldo -Audi Cup – (olio su tela)  C.P.

 

 

Mi penetri come ago addolcito di miele…

 

Tu dici:

“Mi penetri come ago addolcito di miele

Entri senza cautela con delirio”

E rispondo:

“Ero assetato delle tue acque, dei tuoi umori

ansioso di trovare la cadenza della tua riva

Raggiungere il porto ed entrare nella quieta darsena

impregnarti di catrame, nave impaziente

e lasciarti il gemito che non cessa”

 

tacendo ascolto il mare del tuo rumore, quando dici:

“Sentirai il polso della sabbia

vibrante pelle dorata, sfuggente forma bianca

Percepirai l’eco che lasci come onda

tra i sentieri segreti della mia spiaggia

 

Gli spasmi attrarranno la tua forza

E sarò prigione del veliero che arriva

Sarai schiavo del mio aroma

in umido baule di dolci lucentezze

e mi berrò il tuo muschio profumato

di fertile erba

 

Perditi nelle mie viscere e non ti trattenga

lo straripare dei colori

che è dipingere una tela di aurore

Il fiume che mi offri

cresce e cresce senza soffocamento

e orna di una dolce ambra

il cespuglio aperto del mio spazio”

E dopo un lungo silenzio,

ascolterai dalla mia ansietà:

“Rinasci al mio arrivo

col tremore della marea che ti sommerge.

So continua, ciclo che si ripete

tempo di schiuma viaggiatrice verso il sole

 

Nient’altro

Mi avvicino al tuo centro

di geometrica armonia

e spruzzo col mio impeto

i petali granulosi della tua profonda dimora.”

Sazietà:

Troveranno la medaglia di bianco fuoco

Intrisa della linfa marina

che un vascello fantasma abbandonò

Alejo Urdaneta

 

Dices tú:
“Me penetras como aguja
dulcificada de mieles
Entras sin recato
con delirio”

Y respondo:
“Estaba sediento de tus aguas, tus humores
ansioso de hallar la cadencia de tu ribera
Alcanzar el puerto y entrar en la quieta dársena
Impregnarte de brea, buque impaciente
y dejarte el quejido que no cesa”

al callar escucho el mar de tu rumor, cuando dices:
“Sentirás el pulso de la arena
vibrante piel dorada, huidiza forma blanca
Percibirás el eco que dejas como ola
entre las sendas secretas de mi playa
Los espasmos atraerán tu fuerza
Y seré prisión del velero que llega
Serás esclavo de mi aroma
en húmedo cofre de dulces brillos
y yo beberé tu almizcle perfumado
de fértil yerba
Perderte en mi entraña no te ata
desbordarse de colores
es pintar un lienzo de auroras
El río que me brindas
crece y crece sin ahogo
y adorna de dulce ámbar
el almiar abierto de mi espacio”.

Y después de un largo silencio,
escucharás de mi ansiedad:
“¡Renace en mi llegada
con el temblor de la marea que te cubre
Sé continua, ciclo repetido
tiempo de espuma viajera hacia el sol
Me acerco a tu centro
de geométrica armonía
y salpico con mi embate
los pétalos granulosos
de tu profunda morada”.

Saciedad:
Hallarán la medalla de blanca lumbre
Impregnada de la savia marina
que un bajel fantasma abandonó.
Nada más.

 

 

 

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Riflessioni Personali….cos’è l’Amore tantrico e come si impara?


 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scopriamo insieme in cosa consiste l’amore tantrico, come si pratica e quali sono i vantaggi rispetto alle pratiche occidentali.

 

L’amore tantrico è la più alta forma di esperienza sessuale. Nell’immaginario collettivo il sesso tantrico è fatto di prestazioni da guinness di primati e posizioni assurde, in realtà non è esattamente così, nel tantra la cosa più importante è non essere schiavi della corsa all’orgasmo, in queste pratiche infatti non è necessario raggiungerlo per come lo intendiamo noi, perché per tutta la durata si raggiunge via via un appagamento totale, come un orgasmo che coinvolge tutto il corpo per lungo tempo.

Il sesso tantrico ovviamente non si può improvvisare, richiede una preparazione fisica ma soprattutto mentale, il non fare niente di quello che abitualmente si è portati a fare desta non poche perplessità nella cultura occidentale. Chi pratica l’amore tantrico definisce questa esperienza “cosmica” o “divina”, è un flusso di energie che scorrono dai corpi, lontano dai pensieri, dalla rincorsa al piacere e dallo stress che ne deriva. Non a caso la società occidentale deve fare i conti con ansie da prestazione di ogni genere e tipo, dai problemi di erezione a quelli femminili del non raggiungere mai l’orgasmo.

Parlando in termini tecnici quello tantrico si definisce “Orgasmo di valle” proprio perché non c’è la necessità di arrivare al culmine del piacere, questa sensazione di “arrivare – non arrivare” è già molto piacevole e profonda, tanto che l’orgasmo è veramente un surplus, un optional.

Come dicevamo la preparazione psicologica è essenziale, non ci si può approcciare al tantra se non si crede profondamente al fare l’amore come qualcosa che va oltre l’orgasmo, la penetrazione, è un qualcosa di spirituale e intenso che spiazza e lascia quasi interdetti.

 

Serena Vasta

 

 

Joyce Mansour


 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

DA “LACERAZIONI”, 1955

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Invitami a trascorrere la notte nella tua bocca
Raccontami la giovinezza dei fiumi
Premi la mia lingua contro il tuo occhio di vetro
Dammi a balia la tua gamba
E poi dormiamo, fratello mio,
Perché i nostri baci muoiono più veloci della notte.

C’è del sangue sul giallo d’uovo
C’è dell’acqua sulla piaga della luna
C’è dello sperma sul pistillo della rosa
C’è un dio in chiesa
Che canta e s’annnoia
Non ci sono parole
Soltanto peli
Nel mondo senza verzura
Dove i miei seni sono re.
E non ci sono gesti
Soltanto la mia pelle
E le formiche che brulicano tra le mie gambe untuose
Portano le maschere del silenzio lavorando.
Viene la notte e la tua estasi
E il mio corpo profondo questo polipo senza pensiero
Ingoia il tuo sesso agitato
Durante la sua nascita.

Un nido di viscere
Sull’albero secco che è il tuo sesso
Un cipresso nero piantato nell’eternità
Fa la veglia ai morti che alimentano le sue radici
Due ladroni crocifissi su costolette d’agnello
Se la ridono del terzo che, a missione compiuta,
mangia la sua croce di carne arrostita.
Il nero mi circonda
Salvatemi
Gli occhi aperti sulla vuota disperazione degli orizzonti marittimi
Mi scoppiano nella testa
Salvatemi
I pipistrelli dai corpi ammuffiti
Che vivono nei cervelli torturati dei monaci
S’attaccano alla mia lingua cremosa
La mia lingua gialla di donna accorta.
Salvatemi, voi che capite
E i vostri giorni saranno moltiplicati
Malgrado i peccati che non vi hanno perdonato
Malgrado lo spessore delle notti nelle vostre bocche
Malgrado i vostri bambini iniziati al male
Malgrado i vostri letti.

( traduzione di Carmine Mangone da “Fiorita come la lussuria”)

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Joyce Mansour

Ana Rossetti


 

 

immagine presa dalla rete
immagine presa dalla rete

 

 

Dei Pubi Angelici

Divagare per il doppio corso delle tue
gambe, percorrere l’ardente miele
pulito, soffermarmi, e nel promiscuo
bordo, dove l’enigma nasconde il
suo portento, contenermi.
Il dito esita, non si azzarda, la cosi fragile
censura trapassando – aderito triangolo
che l’elastico liscia – sapendo cosa lo
aspetta. Comprovando, infine, il
sesso degli angeli.

Ana Rossetti