La vittoria di Macron ci porterà fuori dall’€uro… ma non ora!


 

Non siamo soli nell’UNIVERSO a pensarla allo stesso modo sulla moneta unica europea, e questo è per me fonte di soddisfazione, oltre a famosi Economisti di cui alcuni premiati con il Nobel, oltre ad alcune parti politiche che nel tempo hanno capito la truffa dell’Euro, ora anche Avvocati e Costituzionalisti stanno cambiando idea….

Un bellissimo articolo tratto dal blog:  lacostituzioneblog.com

foto tratta dal web

 

 

considerazioni già svolte in questo mio articolo di domenica mattina (http://lacostituzioneblog.com/2017/05/07/macron-vs-le-pen-se-non-capite-questo-meritate-di-essere-schiavi-di-giuseppe-palma/), occorre certamente svolgere alcune ulteriori osservazioni:

  • Il programma elettorale di Macron prevede – per i prossimi cinque anni – una riduzione del rapporto deficit/PIL della Francia fin sotto il 2% e verso il pareggio di bilancio. Considerato che i francesi sono rimasti per anni intorno al 5%, non hanno ancora conosciuto la cura lacrime e sangue imposta ad Italia e Grecia;
  • Le intenzioni del banchiere neo eletto presidente della Repubblica francese sono quelle di favorire maggiori cessioni di sovranità nazionale in favore della sovrastruttura europea, e ciò determinerà una forte opposizione sia in Francia che nel resto d’Europa, infatti, se si leggono i dati elettorali del primo turno francese, i candidati Le Pen, Nicolas Dupont-Aignan, Mélenchon, Nathalie Arthaud, Philippe Poutou – tutti euroscettici – hanno ottenuto circa il 50% delle preferenze. E il mese prossimo in Francia vi saranno le elezioni legislative, dove sicuramente il centro-destra e il Front National otterranno complessivamente più seggi dei socialisti e del nuovo movimento di Macron. Ad ogni buon conto, le politiche neo-liberiste del banchiere-presidente creeranno un tale malcontento in Francia che ne vedremo delle belle;
  • L’Italia, come sempre, è presto salita sul carro del vincitore (che è quello di un banchiere dei Rothschild), auspicando una riforma dell’Europa. Tuttavia, qualora a settembre a vincere in Germania sarà ancora una volta Angela Merkel (non v’è possibilità alcuna per l’insipido e pericoloso Martin Schulz di contendere la Cancelleria del Quarto Reich alla signora), si creerà un nuovo asse franco-tedesco di austerità e rigore! E indovinate a chi chiederanno ancora lacrime e sangue?
  • L’Italia, a partire dal 2019, si è impegnata a fare pareggio di bilancio (addirittura per Costituzione)! Considerato che sono più di vent’anni che già facciamo avanzo primario, e che il deficit annuale è determinato esclusivamente dall’ammontare degli interessi passivi sul debito, immaginate cosa accadrà ora che dovremo fare addirittura pareggio di bilancio. Il tutto contornato, a partire dal 2018, dall’aumento dell’IVA e dall’inasprimento dei sistemi di accertamento fiscale ai danni dei pesci piccoli;
  • In questa situazione di stupida esultanza da parte degli euro-fanatici, la Francia ha comunque una disoccupazione al 10% (nonostante per anni il suo rapporto deficit/PIL sia stato ben sopra il 3%), l’Italia quasi al 12%, Grecia, Spagna e Portogallo da bollettino di guerra;
  • Nel frattempo in Grecia è ormai occupazione straniera con sospensione della democrazia e dei diritti fondamentali;
  • In Gran Bretagna, l’8 giugno, si terranno le elezioni politiche. Il partito conservatore della signora May (cioè brexit a gonfie vele) potrebbe ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, determinando – attraverso un voto popolare che la legittimi pienamente – la strada di uscita dall’UE senza imposizioni e ricatti da parte di Bruxelles;
  • Gli italiani, ormai certamente più maturi dei francesi, alle prossime elezioni politiche (fine 2017 o inizi 2018) potrebbero non consegnare la maggioranza parlamentare al PD e ai vari cespuglietti filo-europeisti, determinando un cambio di strategia del nuovo asse franco-tedesco, che si vedrebbe certamente privo del supporto servile di Renzi, Bersani e compagnia bella;
  • Ma andiamo al pezzo forte: la fine del Quantitative Easing della BCE (se Angela Merkel vincesse le elezioni politiche in Germania potete stare certi che il QE non godrà di alcuna proroga) porterà alla fine di quello scudo che ha sinora mantenuto in piedi l’intera Eurozona (altro che l’elezione di Macron!). Ciò determinerà, in assenza di quelle riforme criminali da macelleria sociale necessarie al mantenimento del cambio fisso, il ripristino delle situazioni di drammaticità che si sono verificate dal 2011 in avanti, portandoci di nuovo verso l’ipotesi di un’uscita dall’euro;
  • Come annunciato ieri dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, “L’Italia dovrà preparasi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria”. Sapete cosa vuol dire? Finito il Quantitative Easing, mancando quelle riforme criminali necessarie al mantenimento dell’euro, si profileranno tutte le problematiche cui ha fatto sinora scudo la BCE con il QE!
  • Macron attuerà in Francia delle politiche del lavoro che, oltre alla già vigente Loi travail (che porta la sua firma quand’era ministro dell’economia di Hollande), consisteranno nell’ulteriore contrazione dei salari e dei diritti fondamentali. Quindi Italia, Germania, Spagna e Grecia, per mantenere le proprie posizioni di competitività, non potendo più far leva sul cambio dovranno attuare a loro volta misure ancor più incisive di quelle che hanno già adottato (vedesi jobs act in Italia e mini-jobs in Germania) che smantellino maggiormente diritti, garanzie e retribuzioni dei lavoratori.

Ma gli euro-fanatici esultano e sbandierano ugualmente il vessillo neo-nazista. Tra cinque anni, o poco più, dell’Eurozona resterà solo la zona.

Sono tuttavia felice sia per l’elezione di Macron che della quasi certa rielezione di Angela Merkel. Sono i migliori alleati della libertà! Dopo la Brexit qualcuno a Bruxelles si stava riorganizzando. Dopo Macron esultano come dei cretini e parlano di “più Europa”. Bene. Avanti così! Banchieri ed euro-fanatici sono i nostri migliori alleati! Peccato che, prima che il crimine abbia fine, ci rimetteremo le penne anche noi.

Io, speriamo che me la cavo!

Avv. Giuseppe PALMA

 

 

Riflessioni Politiche……la Grecia in mano agli assassini della Troika!


Battiato qualche anno fa cantava…

…Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?…

 

Grecia alla fame (foto web)

 

 

La sorella Grecia sta esalando gli ultimi respiri prima di cedere il proprio orgoglio e la vita dei suoi cittadini, a quegli assassini della Comunità Europea capeggiata dall’amico degli evasori fiscali Juncker, dal  protezionista tedesco Schäuble e dalla puritana inchiavabile frau Merkel, il tutto tramite due personaggi in cui il popolo Greco aveva riposto tutte le sue speranze, due traditori che rispondono al nome di Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras.

Dopo aver tagliato pensioni e stipendi del 50%, licenziato oltre 40.000 dipendenti pubblici, aver ceduto 14 aeroporti regionali ( Salonicco, Kavala, Corfù, Zante, Canea, Cefalonia, Aktion, Rodi, Kos, Samos, Mitilene, Mykonos, Santorini e Sciato) al gestore tedesco Fraport per 1,23 miliardi di euro, tagliato il 60% delle spese sanitarie, ora arriva anche la vendita dei porti mercantili, il primo di questa lista è quello di Salonicco che è stato aggiudicato ad una cordata guidata da un fondo tedesco. Ma ancora non è finita, la Grecia per poter ottenere prestiti dalla BCE, deve procedere con nuove privatizzazioni e si prepara a porre sul mercato nei prossimi mesi una quota del 35,5% della compagnia energetica Hellenic Petroleum e una del 5% della maggiore azienda di telefonia del paese, la OTE.

Il bello in tutto questo sta nel fatto che a fronte di queste cessioni strategiche come porti mercantili, aereoporti, società energetiche e petrolifere e società di telecomunicazioni, la Grecia potrà ottenere un finanziamento di 83 MLD di euro che subito ne dovrà girare 60 alla Germania degli strozzini Schauble e Merkel, un bel progetto quello della BCE, prima fa indebitare un Paese e poi lo costringe a pagare accendendo altro debito, una sorta di gioco del gatto che si morde la coda che durerà sino a quando la Grecia non avrà più sovranità sul proprio territorio con la conseguente abdicazione del potere legislativo, esecutivo e giudiziario ad organismi internazionali come FMI, BCE.

In tutto questo gioca un ruolo fondamentale lo strumento dell’euro, la moneta da cui tutti hanno paura di uscire, in quanto convinti possa farci fallire, non tutti riescono però a capire che l’euro è servito e serve, quale strumento per mantenere in vita la Servitù del debito, e una volta dentro questo perfido meccanismo di riduzione in schiavitù, sarà impossibile per tutti continuare a vivere, eppure, nonostante sia palese la stortura di questa moneta, sia palese il fatto che riduca alla fame interi popoli come quello GRECO,$ sia palese la costante perdità di sovranità, nonostante questo, noi Italiani siamo intimoriti dall’uscita da questa maledetta moneta, lo so, i media fanno la loro parte convincendoci che l’euro sia l’unica salvezza, ma non dicono che la nostra vita sarà una lenta agonia che finirà soltanto quando non avranno più nulla da toglierci, e non sto parlando a vanvera, la Grecia resta un esempio concreto di quello che dico ed è SOTTO I VOSTRI OCCHI, guardate e non giratevi per paura di fare la stessa fine dei Greci, dall’altra parte.

Nico (max weber)

Riflessioni Politiche……L’Euro sta facendo bene la sua parte!


 

Ci risiamo, ancora una volta viene elogiato il trattato che diede inizio alla creazione della moneta unica europea, in più di un’occasione Mario Draghi (ex Goldman Sachs) presidente della BCE, ha nuovamente reiterato la convinzione dei Poteri forti, affermando che il trattato  dell’euro è irreversibile.

Quindi, dovremo tenerci per sempre l’euro? ..oramai sono molti i paesi che pensano di uscire dalla moneta unica, Italia, Francia, Spagna e Grecia,  sono milioni i cittadini europei che dicono sia stato un grandissimo errore aderire a questa moneta e soprattutto che la stessa non abbia raggiunto gli scopi per chi è stata creata.

SE PENSATE QUESTO, STATE SBAGLIANDO ALLA GRANDE, LA MONETA UNICA STA FACENDO ESATTAMENTE QUELLO PER CUI E’ STATA CREATA, INDEBITARE I PAESI PIU’ VIRTUOSI, METTERE IN POVERTA’ MILIONI DI EUROPEI PER TOGLIERE LA SOVRANITA’ ECONOMICO-FINANZIARIA AD OGNI PAESE ADERENTE, INFATTI E’ PROPRIO QUELLO CHE QUESTA MONETA PERMETTE DI FARE A COLORO CHE L’HANNO INVENTATA, QUESTO  DA OLTRE QUINDICI ANNI.

PER FAVORE NON DITE CHE L’EURO NON HA FUNZIONATO!!!

Nico (max weber)

European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament
European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament

 

 

LA SOVRANITA’ POPOLARE USURPATA DALL’EURO…..

Euro, la rapina del secolo: non è irrevocabile, come ha deciso Mario Draghi. Rompere la gabbia, riappropriarsi della sovranità svenduta a cleptocrati, tecnocrati, oligarchi. Ricostruire dalle macerie l’Europa dei popoli. Chiamando i cittadini ad esprimersi col referendum.

L’euro è irrevocabile, ha sentenziato Mario Draghi. Trump e Le Pen sono una minaccia, incalza Romano Prodi (ex consulente di Goldman Sachs). L’Europa a doppia velocità -già proposta, ma bocciata e sbeffeggiata dall’oligarchia europea- può finalmente dare una risposta. Mario Draghi, il presidente di quel mostro giuridico denominato BCE, che firmò da Governatore di Bankitalia il 17.3.2008 la famigerata delibera n.154 che autorizzava MPS ad acquistare Banca Antonveneta ad un prezzo folle di 9 mld di euro (costato alla fine 17 mld di euro), fonte di tutti i guai e del crac della più antica banca addossato a correntisti, risparmiatori, lavoratori, contribuenti (con 20 mld di aumento di debito pubblico), da esperto banchiere di Goldman Sachs, vada a raccontare che: “l’euro è irrevocabile’, al popolo greco massacrato dai “programmi di salvataggio” del Fondo Monetario e della Troika, costretti a mangiare cibo scaduto ed a rinunciare alle cure mediche minimali; alle decine di migliaia di sfrattati e pignorati iberici; ai portoghesi senza tetto emarginati e relegati oltre la soglia di povertà; al 40,1 % dei giovani disoccupati italiani, ai quali la “cleptocrazia europea a trazione tedesca” ha scippato perfino la speranza del futuro, oppure a quelle masse di invisibili disperati, che nel 2001 appartenevano al ceto medio e 15 anni dopo sono costretti ad affollare le mense della Caritas, solo per sfamarsi con un pasto caldo.

L’euro introdotto in Italia da sedicenti statisti, in realtà modesti maggiordomi della dottrina totalitaria del neo-liberismo mercatista di Milton Friedman, propagandato come la nuova Eldorado per gli italiani, ratificato forzatamente (senza referendum), dal 1 gennaio 2002 (1.000 lire= 1 euro), con lo sciagurato tasso di cambio fissato a 1.936,27 lire per 1 euro, ha svuotato le tasche delle famiglie italiane, al ritmo di 997 euro l’anno di rincari speculativi per un conto finale di 14.955 euro pro-capite nell’ultimo quindicennio, con un trasferimento di ricchezza stimato in 358,9 miliardi di euro, dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, al riparo dai doverosi controlli delle inutili, forse contigue autorità di settore.

La stessa cifra di 358 mld richiesta da Mario Draghi, nel caso in cui il paese lasciasse l’euro, come saldo dei debiti accumulati nei confronti della BCE mediante il sistema di pagamenti interbancario Target2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali UE.

La moneta unica, la più grande rapina di tutti i tempi a danno delle famiglie, un vero inferno per lavoratori e ceto medio impoverito, un paradiso per speculatori, banchieri, assicuratori, monopolisti dei pedaggi, capitalisti delle bollette e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, ha determinato il crollo dei consumi e sofferenze economiche degli italiani, perfino del ceto medio e dei redditi definiti dei “benestanti” nel 2001. Come dimostrato inconfutabilmente dallo studio Adusbef sulla capacità di spesa (Cds), pari in Italia a 119 nel 2001,tra le più elevate dei paesi europei superata da Inghilterra (120); Svezia (123); Belgio (124); Austria (126); Danimarca (128); Olanda ed Irlanda (134); Lussemburgo (235); ma più elevata di Francia; Germania e Finlandia. Dieci anni dopo, l’Italia (-16,8%) guida la classifica negativa della capacità di spesa (Cds) ridotta di 20 punti ed attestata a 99; al secondo posto la Grecia (-13,8% la Cds che passa da 87 a 75); al terzo il Regno Unito (-8,3% con la Cds a 110; al quarto il Portogallo – 7,4% che si attesta a 75; al quinto la Francia -6,9% con la Cds a 108; al sesto il Belgio a 119; mentre Austria (131); Germania (122); Svezia (129) e Lussemburgo (272) aumentano la capacità di spesa.

Insoddisfatta dal disastro che ha messo sul lastrico grandi masse di lavoratori e pensionati, artigiani, piccoli imprenditori, partite Iva, per arricchire banchieri, eurocrati, manutengoli del potere economico, cleptocrati, pronti ad addossare i costi delle crisi ai più poveri, l’Eurocrazia ha sferrato il colpo finale, con il bail-in , un esproprio criminale del risparmio intimato dall’ideologia tedesca ai ‘paesi periferici’ che l’hanno accettata supinamente, per far pagare agli incolpevoli utenti dei servizi bancari i lauti pasti dei banchieri e l’omessa vigilanza di sedicenti autorità, controllate in Italia dalle banche socie, beneficate di 1,060 miliardi di euro dopo la rivalutazione delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, con i sicari prediletti di FMI e BCE, che dopo aver espropriato i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, sorvolato sul crac MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, vorrebbero proseguire il disegno per demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio” garantito dall’art.47 della Costituzione, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio di troika, finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer ed il denaro dal nulla, innescando un circolo vizioso per alimentare i loro profitti sulla pelle di intere generazioni, intossicate dalle carte di debito.

Il Presidente Bce Mario Draghi, invece di affermare che l’euro è “irreversibile” continuando a foraggiare le banche con migliaia di miliardi di euro, regalati ai banchieri ‘amici’ per taglieggiare le imprese e drogare i mercati, farebbe meglio a proporre una revisione dei Trattati europei “capestro”, che oltre a produrre miseria e rovine economiche, sta alimentando la rivolta degli oppressi e degli onesti in tutto il mondo, soprattutto masse di disperati che hanno rifiutato il ricatto dell’establishment e della finanza criminale, come accaduto in Gran Bretagna con Brexit, negli USA con la vittoria di Donald Trump, in Italia col secco NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Le vere minacce ai diritti ed alle libertà non sono quelle dei “populisti”, ossia di coloro che tutelano il popolo taglieggiato, difendono la legalità costituzionale, i diritti negati, il bene comune, gli interessi generali, i consumatori ed i risparmiatori oppressi e taglieggiati da banche, banchieri centrali e dalla finanza criminale, ma sono quelle di Goldman Sachs, JPMorgan, Agenzie Rating, banchieri di affari, che hanno corrotto ideologicamente (e non solo), servili governanti alla dottrina del liberalismo totalitario e del primato della finanza, per rendere schiavi i popoli.

Dopo che l’ideologia tedesca applicata ai trattati, ha depauperato risorse, espropriato i risparmi, privatizzato i beni comuni, è troppo comodo proporre l’Europa a due velocità. I danni di quei trattati sciagurati, che hanno messo al primo posto la supremazia di tecnocrati, cleptocrati, e di un mostro giuridico BCE con le guarentigie dell’immunità se compiono crimini, come quelli sul popolo greco affamato e disperato dai programmi di austerità della Troika, coi bimbi ed anziani malnutriti privati dei beni primari di sussistenza e perfino delle cure mediche minimali, dovrebbero essere calcolati e risarciti. Troppo comodo, dopo aver truffato i risparmiatori, approvato il Mes ed il bail-in, per salvare banche franco-tedesche e banchieri centrali, assecondare i diktat di Frau Merkel, per rafforzare l’egemonia tedesca ed aver provocato, con ossessive politiche di austerità la più grande recessione della storia. La sovranità appartiene al popolo, l’unica strada per l’Italia e la dignità degli italiani, già tracciata nella Carta Costituzionale, che un disegno delle mafio massonerie internazionali, voleva cancellare e governi servili avevano già indebolito, approvando supinamente trattati scellerati come Fiscal Compact, Mes, pareggio di bilancio, bail-in.

L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio europeo ad egemonia tedesca (non certo dall’Europa), che ha imposto il primato di una moneta ‘l’Euro’ a misura del ‘marco’, il dominio di banche e finanza sulla politica ‘bene comune’ e sulla sovranità popolare, che si esercita mediante libere elezioni, negoziandone le condizioni, senza aspettare che sia la cleptocrazia europea e della Bce, asservita alla finanza criminale a buttarci fuori dall’Euro imponendo al popolo italiano ulteriori sofferenze e le sue condizioni capestro, ricattatorie, come sta attuando con la Grecia.

Tertium non datur, per il riscatto del popolo e la riconquista del primato della politica, su tecnocrati, cleptocrati e parassiti, che si nutrono del sudore e del sangue dei popoli.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

Riflessioni Personali……l’Arma della paura!!


 

Attenzione!!

La Troika (BCE, FMI, Commisione Europea) ha paura che l’Italia non obbedisca agli ordini imposti, ha molta paura che il nostro Paese e la Francia possano uscire dalla moneta unica decretando cosi la fine di quell’ingegnosa macchinazione della Servitù del debito che tramite l’Euro ha schiavizzato 500 milioni di cittadini dei 28 membri dell’Unione europea. E’ molto importante non lasciarsi intimidire da questi esattori/ cravattari che inizieranno presto a dipingere una eventuale uscita dall’unione, come la peggiore delle disgrazie, molto simile alle sette piaghe d’Egitto, NON OCCORRE CEDERE ALLA PAURA, NON DOBBIAMO CEDERE ALLA PAURA, occorre un gesto di coraggio da parte di tutti, il NO al referendum non rappresenta la scelta giusta per noi, ma in questo momento rappresenta quella più opportuna  se non altro per iniziare un nuovo percorso di liberazione dalla SCHIAVITU’ DEL DEBITO, occorre tenere ben presente questa occasione perché non ne avremo altre per sbarazzarci di questa classe politica e iniziare un nuovo percorso di rinascita, lo dobbiamo a noi e anche alle nuove generazioni, occorre un grande gesto di Solidarietà.

 

Fuori dall'euro quanto prima! Immagine presa dal web
Fuori dall’euro quanto prima!
Immagine presa dal web

 

 

Referendum: con vittoria del NO “game over per l’euro”

Dopo quanto successo con la Brexit e con l’elezione di Donald Trump tutto è possibile in politica e l’ondata dei nuovi populismi potrebbe portare a un cambiamento radicale anche nell’Italia post referendum costituzionale e nella Francia, che è chiamata all’appuntamento cruciale delle elezioni presidenziali dell’anno prossimo.

Se al referendum del 4 dicembre il governo dovesse uscire sconfitto, l’intera Eurozona potrebbe pagarne le conseguenze e la moneta unica diventare un lontano ricordo. È il parere di Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times, secondo il quale dovremo rassegnarci a un “ritorno di una crisi dell’Eurozona“. Se il fronte dei No dovesse spuntarla tra due domeniche, l’illustre commentatore prevede una “sequenza di eventi che metterebbe in dubbio la partecipazione dell’Italia all’Eurozona”.

 

Il direttore associato del quotidiano finanziario della City scrive che le vere cause di questa possibilità non sono legate al referendum in quanto tale. Le tensioni sui mercati sono palpabili, con le banche prese d’assalto dai ribassisti alla fine della settimana scorsa e lo Spread tra Btp e Bund che si avvicina alla soglia di pericolo dei 200 punti base (attualmente si aggira sui 185 punti base). Il termometro del rischio italiano, così come viene percepito dai mercati, viene anche dato dal differenziale dei titoli di Stato italiani con i Bonos spagnoli, i cui livelli sono ormai sulla stessa rotta di quanto visto nel 2011.

Munchau è convinto che il vero problema non sia tanto di natura politica, quanto piuttosto economica. La performance dell’Italia da questo punto di vista è a dir poco deludente: a partire dal 1999, anno di entrata in vigore dell’euro, la produttività complessiva è scesa del 5% mentre in Francia e Germania è aumentata del 10%. Secondo i promotori della moneta unica non è colpa dell’euro se alcuni paesi sono rimasti indietro, ma di fattori esterni come la crisi finanziaria americana e la crisi del debito sovrano e della lentezza nel riformare l’unione monetaria e rafforzarla trasformandola in un’unione economica e politica piena.

Oppure al contrario c’è chi sostiene, soprattutto a sinistra, che una maggiore autonomia dei singoli stati membri in materia fiscale e di bilancio potrebbe scongiurare nuovi pericoli. Ma come ha anche fatto sapere in più occasioni il governo Merkel e il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, la condivisione dei rischi non è una strada percorribile.

Insomma non c’è una linea politica comune su come va risanata l’area euro. Un’eventuale sconfitta al referendum costituzionale del premier Matteo Renzi – un leader pro euro ma anche con posizioni per lo meno di facciata critiche nei confronti dei falchi dell’Eurozona –  potrebbe avere conseguenze distruttive sulla moneta unica.

“Se Renzi dovesse perdere ha detto che si dimetterà, portando al caos politico. Gli investitori potrebbero concludere che il gioco è finito. E il 5 dicembre l’Europa potrebbe svegliarsi con un’immediata minaccia di disintegrazione“.

Dopo Brexit e Trump tutto è possibile

La sconfitta del governo è altamente possibile, visti i sondaggi che danno i No in vantaggio del 5-7%. Così come lo scenario di Italexit non è da escludere, egualmente non lo è quello di una Francia fuori dall’euro (Frexit). Alle elezioni presidenziali francesi di aprile non è da escludere categoricamente – come hanno fatto troppo frettolosamente alcuni sondaggisti – una vittoria di Marine Le Pen, candidata anti europeista e anti euro.

Le Pen e il Front National al governo “non sono più un rischio remoto… Se Le Pen dovesse diventare presidente ha già detto che terrà un referendum sul futuro della Francia nella Ue. E se tale referendum portasse alla ‘Frexit’, la Ue sarebbe finita il mattino successivo e così l’euro”.

Le conseguenze di un’uscita dell’Italia o della Francia dall’euro sarebbero disastrose e “porterebbero alla maggiore insolvenza della storia. I detentori stranieri di titoli italiani o francesi denominati in euro – spiega il direttore associato del Financial Times – sarebbero pagati nell’equivalente di lire o franchi francesi. Entrambi i Paesi svaluterebbero. E dal momento che le banche non devono detenere capitale a fronte delle loro posizioni in titoli di stato, le perdite porterebbero molte banche continentali all’immediato fallimento. La Germania allora comprenderebbe che un massiccio surplus delle partite correnti ha anche i suoi svantaggi. E che c’è molta ricchezza tedesca in attesa del default“.

Lo scenario potrebbe essere scongiurato, secondo Munchau, “ma ci vorrebbero una serie di decisioni prese in tempo e nel giusto ordine. A partire dal fatto che la signora Merkel dovrebbe accettare ciò che rifiutò nel 2012 – un percorso verso un’unione fiscale e politica piena. La Ue inoltre dovrebbe anche rafforzare lo European Stability Mechanism (Esm), l’ombrello di soccorso, che non è stato studiato per salvare Paesi della taglia dell’Italia o della Francia”.

“Mettiamola in questo modo : se dovessimo chiedere alla Cancelliera tedesca se lei vuole titoli dell’Eurozona garantiti in modo comune, direbbe di no. Ma se dovesse scegliere tra gli eurobond e un’uscita italiana dall’euro la sua risposta potrebbe essere diversa. E la risposta dipenderà anche da se la domanda viene posta prima o dopo le elezioni tedesche nel prossimo autunno”.

La mia previsione di Munchau non è per un crollo dell’Unione Europea o dell’euro ma “l’uscita di uno o più paesi, possibilmente l’Italia ma non la Francia. Alla luce degli eventi recenti il mio scenario di base è ora solidamente sulla scala ottimistica delle aspettative ragionevoli”. In confronto all’elezione di Trump, un candidato senza alcuna esperienza politica, alla prima potenza mondiale, l’Italia che abbandona un progetto che finora economicamente non le è convenuto sembra un’ipotesi più realistica.

 

da: wallstreetitalia.com