Fernando Pessoa


 

« Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia,
non c’è niente di più semplice.
Ci sono solo due date – quella della mia nascita e quella della mia morte.
Tutti i giorni fra l’una e l’altra sono miei. »  (F. Pessoa)

 

Stele dedicata a Fernando Pessoa -Lisbona- (foto personale, agosto 2017)

 

 

 

 

 

 

« Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
Che arriva a fingere che è dolore
Il dolore che davvero sente. »

 

 

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Fernando Pessoa


 

 

…vieni da me, sarò nel blu tra cielo e mare dove il tempo si ferma, insieme saremo l’eternità che scorre come un fiume.  ( S.Abulhawa )

 

Isola delle Cicladi (tipica casa greca)
Isola delle Cicladi (tipica casa greca)

 

 

Debbono esserci isole verso il sud delle cose
dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi
e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare.

 

Fernando Pessoa

Riflessioni Personali…..l’Inquietudine!


 

“Detesto, provandone nausea e stupore, i sinceri di ogni sincerità e i mistici di ogni misticismo o, piuttosto e ancor di più, le sincerità di tutti i sinceri e i misticismi di tutti i mistici. Questa nausea diventa fisica quando tali misticismi sono attivi, quando pretendono di convincere l’intelligenza altrui, o di scuotere la volontà degli altri, di trovare la verità o di riformare il mondo”. (Fernando Pessoa)

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

“A volte, senza che me lo aspetti o che me lo debba aspettare, mi attanaglia la gola il soffocamento della banalità e ho la nausea fisica della voce e dei gesti del cosiddetto mio simile. La nausea fisica diretta, sentita direttamente nello stomaco e nella testa, stupida meraviglia della sensibilità vigile… Ogni individuo che mi parla, ogni viso i cui occhi mi fissano, mi offende come un insulto o come un’oscenità. Trabocco di orrore per ogni cosa. Mi sento stordito dal sentire che li sento. E succede quasi sempre che, in questi momenti di malessere di stomaco, vi sia un uomo, una donna, persino un bambino, che si staglia davanti a me come un rappresentante reale della banalità che mi affligge. Non un rappresentante dovuto a una mia emozione, soggettiva e pensata, ma costituito da una realtà oggettiva, realmente conforme, all’esterno, a quello che io sento dentro, che nasce per magia analogica e mi fornisce l’esempio della regola che penso.

(..) Ci sono giorni in cui ogni persona che incontro e, ancor più, le persone abituali della mia convivenza forzata e quotidiana, assumono l’aspetto di simbolo e, isolate o in relazione fra loro, formano una scrittura profetica o occulta, che descrive in ombre la mia vita.

(…)

Mi irrita la felicità di tutti questi uomini che non sanno di essere infelici. La loro vita umana è piena di tutto ciò che costituirebbe una serie di angosce per una sensibilità vera. Ma poiché la loro vera vita è vegetativa, quello che subiscono passa loro accanto senza toccarli intimamente e vivono una vita che si può paragonare soltanto a quella di un uomo con il mal di denti che abbia ricevuto una fortuna: la fortuna autentica di vivere senza accorgersene, il dono più grande che gli dèi concedono, perché è il dono di farlo simile a loro, superiore come loro (seppure in modo diverso) all’allegria e al dolore. Per questo, comunque, vi amo tutti. Miei cari vegetali! “

 Fernando Pessoa

Fernando Pessoa


 

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Jamoree

Alicia Jamboree  (Foto personale)

 

 

 

 

 

Al di là

 

 

Al di là del porto

c’è solo l’ampio mare…

Mare eterno assorto

nel suo mormorare…

 

Come è amaro stare

qui, amore mio…

Guardo il mare ondeggiare

e un leggero timore

 

prende in me il colore

di voler avere

una cosa migliore

di quanto sia vivere…

 

 

 

Para além do porto

Ha só o ampio mar…

Mar eterno absorto

No seu murmurar…

 

Que amargo o estar

Aqui, meu amor…

Olho o mar a ondear

E um ligeiro pavor

 

Toma em mim a cor

De desejar ter

Qualquer cousa melhor

Que quanto è viver…

 

Fernando Pessoa