Riflessioni Politiche…..l’eliminazione del contante!


 

 

Cosi scrissi in questo articolo del 7 Giugno 2015: questo il link

“Un futuro senza contanti non è poi così lontano. Le fondamenta per una società in cui il cash venga totalmente estinto stanno diventando, di fatto, sempre più solide. Tanto che esiste una vera e propria alleanza che promuove l’iniziativa “Better Than Cash”, ovvero, “Meglio dei contanti”. Si chiama Better Than Cash Alliance. L’iniziativa sembra di primo acchito avere una funzione umanitaria, ma sarà cosi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio bancomat mi permette di ritirare 1.500 al giorno, ma dal 15 novembre mi converrà non ritirare più di 1000 euro per non rischiare di essere additato come EVASORE, eh si, pian piano ci stanno abituando ad accettare i numeri al posto del contante, niente più soldi quindi, ma solo carte di credito e bancomat, già, il POTERE MONDIALE (politico e finanziario) che regola e decide la vita di ognuno di noi, sta riuscendo nell’impressa di farci accettare questo scambio, molti di noi pensaranno che sarà bello non circolare con il contante, sarà anche più sicuro, molti penseranno che sia una cosa giusta perché in questi modo tutti pagheranno le tasse e non esisterà più l’evasione fiscale, sarà anche più facile tenere sotto controllo le nostre finanze.

Eh si, messa in opera quest’ultima mossa, l’operazione controllo della MASSA sarà finalmente terminato, tutti i cittadini del mondo sasranno sotto il totale controllo politico, economico e mentale di questa entità chiamata POTERE che moltissimi faticano ad immaginarne la spaventosa forza per rendere schiavi tutti i citttadini del mondo.

Da questa operazione ci guadagnerà soltanto il sistema bancario, quello politico e quello finanziario, mentre a noi resterà solo una misera scheda per prelevare contante all’occorrenza, ma in tutto questo direte, dov’è il problema? ...il problema è insito nel fatto che potranno attingere direttamente al nostro C/C senza nessuna autorizzazione da parte nostra per pagare Multe, Bolli scaduti, Cartelle Esattoriali, Tari non pagata, Irpef non versata e molto altro….

In parole povere il POTERE ha fatto suo un nostro vecchio slogan degli anni settanta che urlavamo nelle piazze, ed era….PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO, e quando lo promette il Governo, c’è sicuramente da credergli.

Nico (max weber)

Bancomat, cambiano le regole sui prelievi. Oltre questa somma sono “dolori”

Chi preleva dal conto corrente una somma che superi mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrà essere oggetto di indagini da parte dell’Agenzia delle Entrate. A partire dal 15 novembre, verrà fissato un limite numerico delle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di banconote in nero qualora il contribuente non riesca a avvalorare l’opposto.

È questa variante appena approvata al decreto fiscale e che rischia di far impaurire i contribuenti e risparmiatori. Benché la direttiva sulla tracciabilità dei pagamenti ordina che l’uso dei contanti è vietato solo a partire da tremila euro in su, e nonostante i chiarimenti ministeriali secondo cui tale limite non si applica a prelievi e versamenti sul c/c (per i quali non vi è alcun tetto massimo), la nuova norma vorrebbe collocare un vincolo particolarmente forte ai correntisti.

Se fosse vero che nel conto corrente ci sono i propri soldi, in linea teorica, si dovrebbe essere liberi di usarli come meglio si crede nei limiti consenti dalla legge, IVA compreso prelevarli nella misura e nei tempi che si preferisce, di fatto non è così: salvo per i professionisti (per i quali sussiste una sentenza della Corte Costituzionale che li protegge da questo regime), tutte le volte in cui le cause del prelievo o del versamento in banca non possono essere dimostrate all’Agenzia delle Entrate, quest’ultimo può supporre che, dietro l’operazione, si nasconda un’attività in “nero”.

In automatico scatta il recupero a tassazione di quel reddito. Insomma una vera e propria multa per chi non sa dimostrare da dove provengono o dove vanno i suoi soldi sul conto corrente. Un principio che la legge stabilisce, in modo netto e limpido per gli imprenditori, ma che spesso è stato applicato anche ai dipendenti di un azienda.

La possibilità di effettuare un accertamento fiscale per prelievi o versamenti consistenti di denaro sul conto non verrà memorizzato, infatti, in passato, neanche il lavoratore con reddito fisso, come il normale lavoratore dipendente, es. operaio in fabbrica, di norma veniva tenuto sempre al riparo dai sospetti dell’Agenzia delle Entrate.

La giurisprudenza ammette – sebbene non in via sistematica, ma solo laddove le evidenze di una possibile evasione fiscale siano conclamate – gli accertamenti bancari anche sui risparmiatori. Per questo è sempre bene, anche in tali ipotesi, conservare traccia dell’impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento.

Si tratta, ovviamente, solo di “congetture contrarie al contribuente, che si attiva per di più in automatico, ma che permette sempre di provare il contrario. Una prova, tuttavia, non sempre facile da realizzare dato che, spesso, dopo molto tempo, si perdono le tracce e memoria dei propri spostamenti monetari.

Ecco perché, oltre a una corretta causale, è sempre meglio conservare un archivio con le giustificazioni dell’impiego di grandi somme di denaro. La nuova norma vuole imporre un limite numerico sui grandi prelievi: la possibilità che il prelievo divenga ricavo sussisterà al superamento dei limiti giornalieri e mensili fissati.

Così, viene interamente riscritta la normativa di base, alla quale i prelievi possono costituire dei “compensi“. La legislatura interviene solo se la norma in questione potrà svolgere il requisito numerico“. La congettura contraria al contribuente, per i prelievi non giustificati, scatterà solo se viene superato il limite di mille euro giornaliero o, quello di cinque mila euro mensili. Entro invece tale limite siamo dinanzi a una sorta di “esonero entro la quale il problema non dovrebbe sussistere.

 

Da: Quotidianissimo.it

 

Riflessioni Personali….capire l’Economia conviene!!


 

Si conoscevano già da tempo tutte le scelte scellerate di coloro che sono passati alla Direzione del Tesoro, Draghi, Siniscalco, Grilli, La Via e la Cannata. Direttori del Tesoro che hanno firmato negli anni passati i famosi “derivati” o per dirla in modo semplice, cambiali a nostro nome, il bello è che ora sappiamo l’importo di quelle cambiali firmate per nostro conto da questi signori, persone che nonostante tutto sono alcuni ancora al loro posto, altri invece sono passati dalla parte delle grandi banche d’investimento che guarda caso, sono proprio quelle a cui abbiamo dovuto onorare il pagamento di quei famosi derivati. Sorrido quando qualcuno dice che non vuol sentire parlare di economia e finanza, sorrido perchè mentre noi ce ne freghiamo della finanza, la finanza stessa tramite questi personaggi ci impoverisce sempre più.  Ma ditemi, cosa cazzo aspettiamo nel mandarli tutti, ma proprio tutti a FANCULO!!!

p.s.  ah, dimenticavo: nel quinquennio 2011-2016 abbiamo pagato la bellezza di 29 MILIARDI di EURO, non soldi di pinco pallino ma soldi nostri CAZZOOOO!!  Ma vogliamo ribellarci a questo sistema di schiavitù del debito o no?

Nico (max weber)

Immagine presa dal web

I contratti dei “derivati” firmati dal Tesoro ci hanno già mangiato 29 miliardi di euro: l’importo di una manovra economica.

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Per i giudici contabili, Morgan Stanley sfruttò la sua posizione sul debito pubblico incassando 3,1 miliardi di euro dallo Stato. E’ responsabile del 70% dei 4,1 miliardi di danni, il 30% colpa del ministero. Nel mirino c’è Cannata responsabile di Bot e Btp con i predecessori La Via, Siniscalco e Grilli.

“Sconcertante”. E’ la parola che descrive meglio la vicenda che tra il 2011 e il 2012 ha portato lo Stato italiano a versare nelle casse della banca d’affari, Morgan Stanley, 3,1 miliardi di euro pubblici per chiudere quattro contratti derivati e rinegoziare due coperture sulle valute. A scriverla nell’inedito atto di citazione è la Corte dei Conti che ha contestato ai presunti colpevoli un danno allo Stato di 4,1 miliardi e che il mese scorso ha spedito la Guardia di finanza al Ministero dell’Economia a raccogliere altri documenti.

Vittorio Grilli, direttore del Tesoro dopo Siniscalco, sino al 2011

 

Eppure, dopo cinque anni, Morgan Stanley continua a far parte dell’elenco degli specialisti che insieme con il Tesoro gestiscono il debito pubblico e il direttore del dipartimento è ancora Maria Cannata. L’elenco delle banche è stato rivisto nel 2016, ne sono uscite Credit Suisse e Commerzbank, mentre Morgan Stanley è rimasta tra gli specialisti. Cannata, invece, nella veste di direttore del debito pubblico, continua, ininterrottamente dal 2000, a trattare emissioni e derivati con le principali banche del mondo. Anche dopo aver fatto sottoscrivere al Tesoro contratti che la Corte dei conti ha definito speculativi, perché lasciavano non allo Stato, ma alle banche, la scelta di attivarli. E li attivavano solo se favorevoli a loro: per una commissione di 47 milioni nel 2004, Morgan Stanley nel 2012 ha incassato un miliardo su un solo derivato.

Domenico Siniscalco, direttore del Tesoro dal 2001 al 2005

 

 

Secondo la Corte dei conti, la banca sarebbe responsabile del 70% dei danni causati, mentre il restante 30% se lo suddividono Cannata, con un ruolo preponderante (un miliardo di euro), il suo predecessore Vincenzo La Via e gli ex direttori del Tesoro, Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli.

La colpa di Morgan Stanley è di essersi approfittata del suo ruolo di specialista, un compito che viene regolato dalla legge. Tra i vantaggi di esserlo, c’è quello di poter stipulare contratti derivati con lo Stato italiano. Ma esistono anche degli obblighi che la banca Usa avrebbe tranquillamente disatteso. Gli specialisti non sono semplici collocatori di Buoni del Tesoro, devono contribuire alla gestione del debito pubblico, alle scelte di emissione “anche mediante attività di consulenza e ricerca” (Dm 13 maggio 1999, n.219). Morgan Stanley doveva aiutare il Tesoro a gestire il debito nel tempo, trovando di volta in volta le soluzioni migliori per ridurlo. Nel 2011 la banca Usa aveva 19 contratti derivati aperti con lo Stato italiano, in diverse valute pari a oltre 10 miliardi di euro, 2,2 miliardi di sterline, 1,1 miliardi di franchi svizzeri e 2 miliardi di dollari, con durate dai 10 ai 40 anni. Prima, nel 1994, quando al Tesoro c’era ancora Mario Draghi, Morgan Stanley aveva ottenuto la possibilità di uscire da tutti i contratti derivati qualora il valore della sua esposizione creditizia nei confronti della Repubblica avesse superato una soglia che variava dai 50 ai 150 milioni a seconda del rating dello Stato italiano.

Vincenzo la Via

Diciassette anni dopo la banca decide di azionare la clausola e chiuderli tutti, contravvenendo al suo ruolo di “gestore del debito ” di lungo periodo: “ha commesso – scrive la Corte – palesi violazioni dei principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione contrattuale”. La banca ha cercato di giustificare la sua scelta con il repentino aumento dello spread, quello che portò alla caduta di Berlusconi e all’arrivo di Monti; ma per l’accusa la motivazione non regge, perché la clausola di risoluzione non era per nulla legata allo spread, ma all’aumento dell’esposizione della banca, la cui soglia era stata già superata da almeno dieci anni, e al cambiamento di rating dell’Italia, che però avvenne a opera di S&P e Moody’s ben dopo la risoluzione dei contratti.

Alla fine di tutto, i direttori del Tesoro che hanno firmato queste genialate sono tutti destinati a luminose carriere, e tutti presso banche emittenti di derivati: Mario Draghi in Goldman Sachs, Domenico Siniscalco in Morgan Stanley e Vittorio Grilli in Jp Morgan. Il loro curriculum è stato apprezzato.

Maria Cannata è stata ininterrottamente dal 2000 ad oggi , direttore del debito pubblico, e ha messo la sua firma su tutti i contratti derivati (cambiali)

 

a: R.it

Alberto Custodero e Walter Galbiati

Riflessioni Politiche……L’Euro sta facendo bene la sua parte!


 

Ci risiamo, ancora una volta viene elogiato il trattato che diede inizio alla creazione della moneta unica europea, in più di un’occasione Mario Draghi (ex Goldman Sachs) presidente della BCE, ha nuovamente reiterato la convinzione dei Poteri forti, affermando che il trattato  dell’euro è irreversibile.

Quindi, dovremo tenerci per sempre l’euro? ..oramai sono molti i paesi che pensano di uscire dalla moneta unica, Italia, Francia, Spagna e Grecia,  sono milioni i cittadini europei che dicono sia stato un grandissimo errore aderire a questa moneta e soprattutto che la stessa non abbia raggiunto gli scopi per chi è stata creata.

SE PENSATE QUESTO, STATE SBAGLIANDO ALLA GRANDE, LA MONETA UNICA STA FACENDO ESATTAMENTE QUELLO PER CUI E’ STATA CREATA, INDEBITARE I PAESI PIU’ VIRTUOSI, METTERE IN POVERTA’ MILIONI DI EUROPEI PER TOGLIERE LA SOVRANITA’ ECONOMICO-FINANZIARIA AD OGNI PAESE ADERENTE, INFATTI E’ PROPRIO QUELLO CHE QUESTA MONETA PERMETTE DI FARE A COLORO CHE L’HANNO INVENTATA, QUESTO  DA OLTRE QUINDICI ANNI.

PER FAVORE NON DITE CHE L’EURO NON HA FUNZIONATO!!!

Nico (max weber)

European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament
European Central Bank President Mario Draghi introductory remarks in front of the Economic and Monetary Affairs Committee at the European Parliament

 

 

LA SOVRANITA’ POPOLARE USURPATA DALL’EURO…..

Euro, la rapina del secolo: non è irrevocabile, come ha deciso Mario Draghi. Rompere la gabbia, riappropriarsi della sovranità svenduta a cleptocrati, tecnocrati, oligarchi. Ricostruire dalle macerie l’Europa dei popoli. Chiamando i cittadini ad esprimersi col referendum.

L’euro è irrevocabile, ha sentenziato Mario Draghi. Trump e Le Pen sono una minaccia, incalza Romano Prodi (ex consulente di Goldman Sachs). L’Europa a doppia velocità -già proposta, ma bocciata e sbeffeggiata dall’oligarchia europea- può finalmente dare una risposta. Mario Draghi, il presidente di quel mostro giuridico denominato BCE, che firmò da Governatore di Bankitalia il 17.3.2008 la famigerata delibera n.154 che autorizzava MPS ad acquistare Banca Antonveneta ad un prezzo folle di 9 mld di euro (costato alla fine 17 mld di euro), fonte di tutti i guai e del crac della più antica banca addossato a correntisti, risparmiatori, lavoratori, contribuenti (con 20 mld di aumento di debito pubblico), da esperto banchiere di Goldman Sachs, vada a raccontare che: “l’euro è irrevocabile’, al popolo greco massacrato dai “programmi di salvataggio” del Fondo Monetario e della Troika, costretti a mangiare cibo scaduto ed a rinunciare alle cure mediche minimali; alle decine di migliaia di sfrattati e pignorati iberici; ai portoghesi senza tetto emarginati e relegati oltre la soglia di povertà; al 40,1 % dei giovani disoccupati italiani, ai quali la “cleptocrazia europea a trazione tedesca” ha scippato perfino la speranza del futuro, oppure a quelle masse di invisibili disperati, che nel 2001 appartenevano al ceto medio e 15 anni dopo sono costretti ad affollare le mense della Caritas, solo per sfamarsi con un pasto caldo.

L’euro introdotto in Italia da sedicenti statisti, in realtà modesti maggiordomi della dottrina totalitaria del neo-liberismo mercatista di Milton Friedman, propagandato come la nuova Eldorado per gli italiani, ratificato forzatamente (senza referendum), dal 1 gennaio 2002 (1.000 lire= 1 euro), con lo sciagurato tasso di cambio fissato a 1.936,27 lire per 1 euro, ha svuotato le tasche delle famiglie italiane, al ritmo di 997 euro l’anno di rincari speculativi per un conto finale di 14.955 euro pro-capite nell’ultimo quindicennio, con un trasferimento di ricchezza stimato in 358,9 miliardi di euro, dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, al riparo dai doverosi controlli delle inutili, forse contigue autorità di settore.

La stessa cifra di 358 mld richiesta da Mario Draghi, nel caso in cui il paese lasciasse l’euro, come saldo dei debiti accumulati nei confronti della BCE mediante il sistema di pagamenti interbancario Target2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali UE.

La moneta unica, la più grande rapina di tutti i tempi a danno delle famiglie, un vero inferno per lavoratori e ceto medio impoverito, un paradiso per speculatori, banchieri, assicuratori, monopolisti dei pedaggi, capitalisti delle bollette e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, ha determinato il crollo dei consumi e sofferenze economiche degli italiani, perfino del ceto medio e dei redditi definiti dei “benestanti” nel 2001. Come dimostrato inconfutabilmente dallo studio Adusbef sulla capacità di spesa (Cds), pari in Italia a 119 nel 2001,tra le più elevate dei paesi europei superata da Inghilterra (120); Svezia (123); Belgio (124); Austria (126); Danimarca (128); Olanda ed Irlanda (134); Lussemburgo (235); ma più elevata di Francia; Germania e Finlandia. Dieci anni dopo, l’Italia (-16,8%) guida la classifica negativa della capacità di spesa (Cds) ridotta di 20 punti ed attestata a 99; al secondo posto la Grecia (-13,8% la Cds che passa da 87 a 75); al terzo il Regno Unito (-8,3% con la Cds a 110; al quarto il Portogallo – 7,4% che si attesta a 75; al quinto la Francia -6,9% con la Cds a 108; al sesto il Belgio a 119; mentre Austria (131); Germania (122); Svezia (129) e Lussemburgo (272) aumentano la capacità di spesa.

Insoddisfatta dal disastro che ha messo sul lastrico grandi masse di lavoratori e pensionati, artigiani, piccoli imprenditori, partite Iva, per arricchire banchieri, eurocrati, manutengoli del potere economico, cleptocrati, pronti ad addossare i costi delle crisi ai più poveri, l’Eurocrazia ha sferrato il colpo finale, con il bail-in , un esproprio criminale del risparmio intimato dall’ideologia tedesca ai ‘paesi periferici’ che l’hanno accettata supinamente, per far pagare agli incolpevoli utenti dei servizi bancari i lauti pasti dei banchieri e l’omessa vigilanza di sedicenti autorità, controllate in Italia dalle banche socie, beneficate di 1,060 miliardi di euro dopo la rivalutazione delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, con i sicari prediletti di FMI e BCE, che dopo aver espropriato i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, sorvolato sul crac MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, vorrebbero proseguire il disegno per demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio” garantito dall’art.47 della Costituzione, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio di troika, finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer ed il denaro dal nulla, innescando un circolo vizioso per alimentare i loro profitti sulla pelle di intere generazioni, intossicate dalle carte di debito.

Il Presidente Bce Mario Draghi, invece di affermare che l’euro è “irreversibile” continuando a foraggiare le banche con migliaia di miliardi di euro, regalati ai banchieri ‘amici’ per taglieggiare le imprese e drogare i mercati, farebbe meglio a proporre una revisione dei Trattati europei “capestro”, che oltre a produrre miseria e rovine economiche, sta alimentando la rivolta degli oppressi e degli onesti in tutto il mondo, soprattutto masse di disperati che hanno rifiutato il ricatto dell’establishment e della finanza criminale, come accaduto in Gran Bretagna con Brexit, negli USA con la vittoria di Donald Trump, in Italia col secco NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Le vere minacce ai diritti ed alle libertà non sono quelle dei “populisti”, ossia di coloro che tutelano il popolo taglieggiato, difendono la legalità costituzionale, i diritti negati, il bene comune, gli interessi generali, i consumatori ed i risparmiatori oppressi e taglieggiati da banche, banchieri centrali e dalla finanza criminale, ma sono quelle di Goldman Sachs, JPMorgan, Agenzie Rating, banchieri di affari, che hanno corrotto ideologicamente (e non solo), servili governanti alla dottrina del liberalismo totalitario e del primato della finanza, per rendere schiavi i popoli.

Dopo che l’ideologia tedesca applicata ai trattati, ha depauperato risorse, espropriato i risparmi, privatizzato i beni comuni, è troppo comodo proporre l’Europa a due velocità. I danni di quei trattati sciagurati, che hanno messo al primo posto la supremazia di tecnocrati, cleptocrati, e di un mostro giuridico BCE con le guarentigie dell’immunità se compiono crimini, come quelli sul popolo greco affamato e disperato dai programmi di austerità della Troika, coi bimbi ed anziani malnutriti privati dei beni primari di sussistenza e perfino delle cure mediche minimali, dovrebbero essere calcolati e risarciti. Troppo comodo, dopo aver truffato i risparmiatori, approvato il Mes ed il bail-in, per salvare banche franco-tedesche e banchieri centrali, assecondare i diktat di Frau Merkel, per rafforzare l’egemonia tedesca ed aver provocato, con ossessive politiche di austerità la più grande recessione della storia. La sovranità appartiene al popolo, l’unica strada per l’Italia e la dignità degli italiani, già tracciata nella Carta Costituzionale, che un disegno delle mafio massonerie internazionali, voleva cancellare e governi servili avevano già indebolito, approvando supinamente trattati scellerati come Fiscal Compact, Mes, pareggio di bilancio, bail-in.

L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio europeo ad egemonia tedesca (non certo dall’Europa), che ha imposto il primato di una moneta ‘l’Euro’ a misura del ‘marco’, il dominio di banche e finanza sulla politica ‘bene comune’ e sulla sovranità popolare, che si esercita mediante libere elezioni, negoziandone le condizioni, senza aspettare che sia la cleptocrazia europea e della Bce, asservita alla finanza criminale a buttarci fuori dall’Euro imponendo al popolo italiano ulteriori sofferenze e le sue condizioni capestro, ricattatorie, come sta attuando con la Grecia.

Tertium non datur, per il riscatto del popolo e la riconquista del primato della politica, su tecnocrati, cleptocrati e parassiti, che si nutrono del sudore e del sangue dei popoli.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

Riflessioni Personali…..Craxi disse: Via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi!


 

 

Nelle parole di Craxi di qualche anno fa, c’era già il chiaro anticipo del dominio della “Finanza” sulla politica e di conseguenza su tutti noi. Una visione interessante per riflettere sulle nostre condizioni di essere umani sotto il fardello della “schiavitù del debito”.

 

finanza

 

Via noi il regime violento della finanza vi farà a pezzi!!

“Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza”.

di Bettino Craxi

 

 

Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza. Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante. Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione. Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.

A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione. La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale. La “globalizzazione” non viene affrontata dall’Italia con la forza, la consapevolezza, l’autorità di una vera e grande nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza.

I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un’idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale. Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira evidentemente sulla base di informazioni certe, che un’indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare. D’Alema e Prodi, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni. Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla.

D’Alema ha detto che con la caduta del Muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell’anno della caduta del Muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora. La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d’amore e d’accordo, a un vero e proprio colpo di spugna. La caduta del Muro di Berlino aveva posto l’esigenza di un urgente “colpo di spugna”. Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio.

La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa. I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.

Questa è la regola del buon senso, dell’equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà. Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell’Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione. Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro. La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato, e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare.

 

estratto da “Io parlo e continuerò a parlare”

 

da: intellettualedissidente.it