Grethe Garbus (white venus)


 

immagine tratta dal web
immagine tratta dal web

 

Zampa di Lupo ….

 

Sentivo il Respiro, su di me.
Troppo avevo indugiato, sul Sentiero del Lupo e la Notte mi aveva sorpreso.
Pensavo a Mamma, ormai in Lacrime, sopraffatta dall’agitazione ed i rimbrotti di Papa’: “piantala, nel Bosco è piu’ al sicuro che in Piazza, fra quelle matte di pecore imbastardite”.
Sentivo un morso allo stomaco, ma non era dell’Ospite silenzioso, bensì della Fame.

Mi Leggeva nello Sguardo!
Maestoso, fiero nel folto Pelo Rosso e quell’Iride incredibilmente azzurro grigia della Cera Fusa.
Mi annuso’, lecco’ la mano.
era L’Alfa, COMPRESI.
presto, due , tre, altri lupi si avvicendarono ad esperire quella Fragranza di Cucciola d’umani, dalla Zampa del Re.
Torno’ al mio Fianco, girandosi lesto a Pancia in su.
Titubante, compresi.
lo Accarezzai e lui, mi Adotto’,
Si usa così: non occorrono Parole per Capirlo.
Un piccolo deciso comando, ed una grande Volpe, anch’essa Rufa, si scrollo’ dalle Mammelle tre piccoli esserini Ibridi, come in Natura non ci viene Narrato esistere e, accucciandosi entro un aggrottamento invitante del Musetto, mi si pose a Mezzabocca.
“Ecco, or sei nostra Figlia: il nostro Latte, scorrera’ nei tuoi Seni, così la Giustizia, la Fierezza, l’astuzia.

A casa, raccontai alla Mamma, ormai in preda ai Deliri, ma, stupore, mi scosto’ e chiese: “Presto, un Dottore, la piccina Straparla!”.

Credetemi, non fu un sogno del Bosco del Lupo Bianco, copulato alla piccola Volpe.
Un Re, sa esser Amico delle Volpi, sin da Piccolo, Principe.

Percorrono lo stesso Sentiero, nel Bosco; la Via dei Lupi del Kandahar…

Voi, chi dite ch’io sia?
Una Bugiarda, una Pazza oppure, un piccola Regina del Caucaso..?
Buonanotte,
Lupi, Lupette di una Lupa Diversa, non Nera dai raggi di Stelle Morte…

Voi, Astri Viventi, nei Cuori dei Poeti, Poetesse Cieche, Saffiche…

 

Grethe Garbus

Grethe Garbus (white venus)……..Difficile Amare un Uomo!


 

Egon Schiele -Amanti uomo e donna- (1914)
Egon Schiele -Amanti uomo e donna- (1914)

 

 

Difficile Amare un Uomo..

 

Ottundere o Divaricare? questo il Dilemma.
Un Utero scintillante o una scintilla Uterina? Spesso, stupiscon le note affettive, così costanti e comuni al Femminino: Naturali ma pur spesso viste con Sospetto.
Certo, questa Serra dell’animo, non puo’ far testo, stante le amorevoli cure dei Giardinieri, avvezzi alla Temperanza, amor dell’Altrui, gapico e mai Possessivo.
I tempi, pur Timidamente, ci pongono l’Evidenza delle nostre Ragioni.
Non Ragione, badate, assolutizzante, castrante, come in certe casermette sotto Stelle spente.
Noi Donne, abbiam un Angolo d’Incidenza spesso troppo Allargato, a Ricevere, incavare, impenetrare.
Nella Vita, nella Cultura, nell’Amore…
In testa. portiamo una Cavita’ Invasa da un Imbuto.
Così nelle altre Fessure, orifizi.
E’ la nostra Natura, il modo d’Essere: Inclusivo.
Spesso, la campionatura maschile, mostra treni di Maghi Testa di Morto, dall’Incidenza molto Fine, appuntita, incisiva, Lacerante.
Un grado d’angolo puntiforme, a Stiletto: un sorta capricciosa di Forellino, assai ristretto, dall’Imbuto Rovesciato, come ad Oz, a Proiettare.
Cosa?
False Immagini, Incubi, fantasmi da Spelonca, Primati da Competizione, strilli da Terzo Impero.
Ogni Parola, frammento Simbolico Uscente, è freccia, Pllotola, Selce.
Fa Male, difendersi dal proprio Amante, incapace di Dosare la Virilita’.
Potrebbe Distruggermi, e poi chiedersi, inerme, esangue fra le sue Braccia: “Perchè te ne vai’ così fredda, Pallida..?”
Perchè, è così difficile Amare un Uomo?
Spesso, sembra di dover Lottare con una sorta di Femmina Invertita.

 

Grethe Garbus

Grethe Garbus


 

 

Egon Schiele  -Danae- (olio su tela) 1909 collezione privata
Egon Schiele -Danae- (olio su tela) 1909  -c.p. –

 

Amore, luce e bellezza…

 

A volte la Bellezza delle Creature risplende in tutta la sua magnificenza sol ad occhi Chiusi.
Come i gatti nel miagolar di notte a Richiamo ed onore dell’amata,

la Madre di tutti i Brividi, a pelle.
E tocco ogni Angolo, ogni lembo e ti sento Bello.
Così tu mi sfiori, pazzichi e Mordendo le belle Parti,

mi Elevi oltre ogni sguardo al Sole, al montar delle burrascose Lune.
E’ solo un moto,un bizzarro impulso nel piacerti, irresistibile, prendermi la Mano e… Incapace di Attendere.
Un disco giovane di anni, quanto la Giovinezza scagliata sulle Astronavi,

in viaggio presso lidi Remoti a Percuotere il petto, il Seno.
I Guerrieri della notte, avevan previsto la nascita del Sole e pur la sua Morte,

secondo i Gusti ed i Capricci degli Dei dell’Ordine Mondiale…
Tutto puo’ Essere, dicevi, fumando l’ultima Sigaretta, arsa al par delle tue Labbra.

“Forza, finiamola!” lacerandomi le Vele a sballottar lo Scafo da Coscia a Coscia, entro la Tempesta dei mondi, al Sole che s’Inchina, alla Luna sorridente che s’Inclina…
E spingi la Piroga entro il mio Mar della Tranquillita’, fin oltre il golfo Sacro,

a Scavar la Riva colla Chiglia, a pescar a piene Mani, Ricci e Stelle Maris..
E la Grazia tua ondeggiante, al par delle Maree, si Frange e poi Ritrae,

con la Sabbia e la Rena, sol il Corpo mio, si lascia e ripreso, ancor una volta, Trema.
Al tuo muover Eterno ed Immortale la Gioia e ed il sussurro,

mi trovan Femmina entro un perfetto, complice Accordo,

nel naufragar in questo Mare fatto Tomba.
Ed entrare nel Profondo, stretta alle tue Carni, entro il tuo ansimare, mista al tuo,

il mio Respiro, di questo Sottomondo privo di Sensuale Pudore , immorale, è sempre una discesa a Sfida nell’Inferno.
Mi piacera’ donarmi come tu ti doni a me, perchè è bello Amare.
Ripescheremo il Sole, le Stelle morte e gli Usignoli annegati: di nuovo torneran a giocar nell’Arcobaleno e far battere il Cuore pur al Cielo!
A riscaldar gli Amici, risvegliar Primavera, commuover Dio…

Entra, adesso!

 

Grethe Garbus

 

Grethe Garbus…… il Tempo prima del Tempo!


 

Non sempre questo periodo festivo è fonte di allegria e gioia per tutti, per alcuni di essi, quelli “condannati” dal sistema al freddo della notte, rappresenta invece un momento di grande sofferenza interiore, propongo quindi a tutti voi di scaldare con tanto amore e con un gesto di solidarietà, anche piccolo, l’ultimo anelito di dignità loro rimasta; la Vita.  Ridare dignità e valore ad ogni vita umana che si sta spegnendo, rappresenta il più bel dono che mai mi fu concesso alla nascita insieme alla bellezza della Vita stessa!

Buone Feste a tutti Voi!

 

Nico (max weber)

 

Gustave Klimt -The Girlfriends - (olio su tela) 1916-17
Gustave Klimt -The Girlfriends – (olio su tela) 1916-17

 

 

 

…. il Tempo prima del Tempo!

 

Soltanto un’ora ed il cielo piangeva Sabbia rovente.
Il bel Blu intenso,arrosava di sangue, quanto l’animo del Principe.
Mush El Razim, era ormai un Cencio sudario velato che nulla rammentava della Regale eleganza del Tagelmust.
Lentamente s’approssimava la fine della Leggenda Tuareg, pari ai passi sempre piu’ Incerti della nave dromedaria nell’incedere fatalmente ad inabissarsi nel Deserto.
L’ultimo villaggio, fumava entro le rovine di mattoni e Pietre, ardenti quanto la Febbre in capo ed il Bruciore entro il Cuore.
L’ultima Resistenza ai barbari invasori dalla strana lingua Arrotata, si diceva Francese, un linguaggio che nel resto del mondo, si riteneva nata dalle Labbra di Aphrodite, ora connotata d’Amaro, finiva con il suo respiro, sempre piu’ Debole.

“Oh! erano dunque Vere le Profezie della mia Nutrice: tu sei Noor del Mattino, la Stella che volle farsi Donna per amore di un Bambino…
Davvero sei le Dune del deserto di Sahara, che commosse si mutarono in Seni per Ella.
Così la Sorgente che scorreva nel Profondo, entro’ affiorando in essi, mutandosi in Latte per Nutrirlo!”.

Un velo di Lacrime, fluiva ormai dai suoi occhi spenti: risolveva d’esser giunto nell’Apogeo dei morti, quello che generalmente s’intende Paradiso o quantunque luogo di Beatitudini.
“Perchè piango allora?”; un tremito dubbio, affacciandosi alla mente, soggiungente: ” dove sono?…”.

” Non ti affaticare, Principe Mush: sei al Sicuro, entro la mia umile tenda Nomade, non Temere, avro’ Cura di Te.
Riposa, hai Vinto.
Il tuo rifiuto di Tergere con il Sangue degli Innocenti, l’onta dell’Areva, quella compagine di Predoni giunta con Milizie Armate a vuotare, priva di Misura e Discrezione, le Viscere della nostra Riserva delle Pietre di Fuoco, donateci la notte dei Tempi, dalla nostra ava Urania, si è rivelata la scelta Onorevole, saggia, giusta.
Tutti i giornali, le Emittenti del Mondo, narrano le tue gesta, quelle dei giovani Compagni.
Hai posto in Salvo, il Nostro Tesoro: i Bimbi, le Bimbe.
Per Noi, hai piegato il Futuro, incatenato le Ombre dell’Abisso.
Non io, ma è davvero Noor a Splendere, a sorriderti.

Riposa, Sposo Eterno, entro la Nostra Luce: l’Infinita Creazione…
Lasciati andare all’Amore che tutto genera, muove.
Lascia al tuo passato, le bende che ti Avvolsero: 33 anni basteranno a lasciarti in Volto, uno Splendore Blu…

Tu, tu solo potevi Congiungere la Terra al Cielo…

 

Grethe Garbus