Vita da Skipper….. mare, sole e libertà!


Qualcuno ha scritto che  non si nasce liberi ma lo si diventa, e un po’ sono d’accordo anche se  oltre al coraggio per fare questo tipo di scelta, ci vuole sicuramente anche una piccola dose di fortuna.  (cit)

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Credo che andare per mare in barca a vela, sia la massima espressione della libertà. Il fatto di non aver davanti strade, incroci, file o semafori; abituati dalla vita che tutto sommato ci condiziona per qualunque spostamento, siamo sempre stressati dal traffico o dalle restrizioni che le città ci impongono volenti o nolenti, credo sia una di quelle sensazioni di libertà paragonabili a poche altre. Certo anche i mercanti o i beduini, con i loro cammelli o con le loro carovane quando attraversano il deserto, probabilmente penseranno la stessa cosa riguardo il fatto di avere davanti agli occhi l’orizzonte infinito, senza dover incrociare qualcosa per poter guardare più lontano di qualche centinaio di metri, ma a me piace il mare e non il deserto. Il fatto di mollare gli ormeggi, uscire da un porto, e avere la possibilità quasi infinita di rotte o mete da poter scegliere, credo siano  condizioni di privilegio e di libertà piuttosto rare. La barca a vela ti offre la possibilità di passare la notte in una rada o in una baia tranquilla, oppure ti permette di ormeggiare in un porto di una delle tante isole che si incrociano navigando nel mediterraneo.

Tramonto sul mare

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Si può scegliere di navigare la notte dopo aver tracciato una rotta sicura e aver organizzato i turni di navigazione, per poter magari arrivare in un’altra isola all’alba, la notte non è buia come si potrebbe immaginare, mi è capitato di navigare di notte e riuscire a vedere vicino alla barca, qualche delfino curioso, segno evidente che poi anche loro non sempre dormono di notte come si crede. In barca vela si può navigare tutto l’anno, durante l’inverno mi è capitato di trovarmi in mare per spostare la barca in un altro porto, sotto la neve; è una bella esperienza, ma preferisco la primavera e l’estate quando posso stare con un bermuda o poco di più addosso per sentire il  friscio del vento e il calore del sole sulla pelle. Considerare la vela uno sport impegnativo, difficile, e solo per persone fisicamente preparate e allenate non sia vero, soprattutto nel caso di barche a vela da diporto di questo tipo; una cosa diversa sono invece le derive da regata, ovvero i 470 o  barche  simili da regata dello stesso genere, che invece necessitano di una notevole preparazione e di tanta reattività, in quel caso il margine di errore è davvero minimo.

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immagine presa dalla rete

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Tornando alla vela da diporto di questo genere, ho visto barche a vela anche sotto i 10 metri condotte da coppie di olandesi o inglesi che con uno o due bambini erano entrati nel mediterraneo passando da Gibilterra dopo qualche mese di navigazione, e non sembravano molto provati dal viaggio, anzi, i bambini appena i genitori mollavano l’ancora, erano già in acqua a sguazzare come pesciolini, e in quei momenti mi immaginavo come crescere in un determinato ambiente ti formi in modo tanto diverso in base ad alcune scelte di vita; immaginavo la stessa coppia, in un sabato qualunque, in un centro commerciale coi genitori che non fanno altro che ripetere: non correre, non fare, vieni qui, non andar là, ti fai male, prendi freddo e così via. Anni fa un amico mi portò in barca con lui e la sua famiglia, aveva tre bambini, la domanda più frequente era: perchè non restiamo a vivere in barca?

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interno ninive

.Ma non è proprio tutto possibile nella vita. Credo che in una barca a vela un equipaggio affiatato e unito sia un’ottima cosa, non solo per il fatto che gli spazi sono ristretti e spesso le persone non si conoscono tra loro, ma il mare dal mio punto di vista è un’ottima scuola di vita, ti fa capire i tuoi limiti, ma ti lascia giocare con lui come un padre con un figlio, ti avvisa che stai andando oltre i tuoi limiti, ma nello stesso tempo ti dà sempre una possibilità di recuperare il tuo errore, a patto di riuscire sempre ad imparare dai tuoi errori. Parlare del mare sarebbe una bella cosa, ma in casa e in barca ho decine di libri, quindi rischierei di riempire pagine su pagine, mentre credo che il mare vada vissuto di persona, sopra e sotto, perché non sempre ciò che non si vede e magari ci spaventa, alla fine non possa diventate un compagno di vita e di libertà.

Vinicio Vasta (skipper)

Luigi Pirandello


 

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

Ai Lontani…

Ancora forse sul turbato mare

scendon le nubi a sera, entran per gli ampî

veroni a illuminar le stanze i lampi,

e si vede la notte sussultare.

 

Forse fra le cataste alte del solfo,

ancora, al mite lume siderale,

su l ’arso lido strillan le cicale

ne la calma purissima del golfo.

 

Salpa da l ’intricato porto a sera

con flosce vele qualche nave, a lento,

mentre il faro s ’accende e nessun vento

spira su l ’acque e sale una preghiera.

 

Ancora queste cose io sento, io vedo,

come se m ’accogliesse non mutato

la vecchia casa ne l ’antico stato,

e tra la madre e la sorella io siedo.

 

Da questa casa tu, dolce sorella,

a nozze uscisti, ed or ne sei pur lunge…

Ora anche te forse un rimpianto punge!

Oh se insieme vi fossimo! Di quella

 

vecchia musica mesta ho tanta sete!

Tu suoneresti ne l ’attigua stanza,

io comporrei con l ’estro che m ’avanza

un canto smanïoso di quiete.

 

Secche son le mie labbra e gli occhi stanchi

di questa fiamma ond ’arsa, io temo, è già

tutta l ’anima mia, se piú non sa

quel che giovar le possa, o che le manchi.

 

Pianse la madre nel veder da fieri

desii condotto fuor del fido tetto

paterno il figlio; attese che l ’affetto

lo ritornasse a lei… Madre, e pur jeri

 

m ’animasti a fidar ne l ’avvenire…

“Resta lungi da me, figlio; non darti

alcun pensier di noi. Ben vorrei farti

contento, o figlio, a costo di morire!”

 

Io resterò cosí sempre lontano.

Troppo è il cor mio disajutato ormai.

Son caduto, son vinto. E non vedrai

che il sacrificio tuo, madre, fu invano.

 

Luigi Pirandello

Monte Cavo, 13 agosto l893.

Riflessioni personali…..le terre della tenuta “Belmonte”.


 

Una sensazione magnifica farsi cullare dal silenzio delle onde del mare,  allo stesso modo è altrettanto magnifico il silenzio che nasce nello spazio infinito delle terre di Belmonte, a diretto contatto con la natura!

Nico (max weber)

 

La natura ha voluto che non avessimo necessità di un gran bagaglio per vivere felicemente. Ciascuno di noi è in grado di costruirsi là propria felicità. Le cose esterne sono di scarsa importanza… Tutto ciò che è il meglio per un uomo, si colloca al di la del potere di altri uomini.

(Seneca)

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Gioconda Belli


 

 

immagine presa dal  web
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Addormentati naufrago..

 

Percorrere un corpo in tutta la sua ampia vela
È come girare il mondo
Attraversare senza bussola la rosa dei venti
Isole golfi penisole insenature d’acque insidiose
Non è compito facile – se piacevole –
Non credere di farlo in un giorno o una notte di lenzuola distese
Ci sono segreti nei pori per riempire molte lune.

Il corpo è lettera astrale in linguaggio cifrato
Trovi un astro e può darsi tu debba incominciare
Correggere la rotta quando nuvola d’uragano o ululato profondo
Ti provocano tremiti
Cavità della mano che non potevi sospettare.

Ripassa molte volte una superficie
Trova il lago delle ninfee
Accarezza con la tua ancora il centro dell’iris
Sommergi annegati distenditi
Non ti negare l’odore il salato e il dolce
I soffi profondi cumuli nembi dei polmoni
Nebbia nel cervello
Tremore delle gambe
Maremoto assopito dai baci.

Stabilisciti nel humus senza paura consumando senza fretta
Non voler raggiungere la cima
Ritarda la porta del paradiso
Culla il tuo angelo caduto rimescolagli la folta chioma
Con la Spada di fuoco usurpata
Mordi la mela.

Annusa
Fa’ male
Scambia sguardi di saliva impregnati
Dà rovesciate imprimi singhiozzi pelle che scivola
Piede ritrovato alla fine della gamba
Tormentalo cerca il segreto del passo
Forma del tallone
Arco dell’andatura baiana che foggia ancheggiante camminare
Amali.

Ascolta conchiglia dell’udito
Come geme l’umidità
Lobo che si avvicina al labbro
Suono della respirazione
Pori che si sollevano formando piccole montagne
Sensazione di scossa della pelle che reagisce al tatto
Soave ponte nuca discendente al mare petto
Marea del cuore sussurrale
Trova la grotta dell’acqua.

Oltrepassa la terra del fuoco la buona speranza
Naviga pazzo nella giuntura degli oceani
Attraversa le alghe armati di coralli ulula gemi
Emergi col ramo d’ulivo
Piangi scavando tenerezze nascoste
Nudi sguardi di stupore
Precipita il sestante dall’alto delle ciglia
Incurva le sopracciglia apri le finestre del naso.

Aspira
Sospira
Muori un poco
Dolce lentamente muori
Agonizza contro la pupilla
Estendi il piacere
Piega l’albero gonfia le vele
Naviga volgi verso Venere
stella del mattino
– il mare come un vasto cristallo argentato –
addormentati naufrago.

 

Gioconda Belli