Riflessioni personali……ma chi erano gli Hippie?


 

 

 

“Gli anni ’60 sono svaniti, la droga non potrà mai più essere così a buon mercato, il sesso mai così libero e il rock and roll mai così grande”

La cultura hippie coinvolse una serie di problemi sociali e credenze. Essi avevano respinto i valori della classe media, si opponevano ad armi nucleari e alla guerra del Vietnam e abbracciarono gli aspetti della filosofia orientale e cercarono di trovare un nuovo significato nella vita.

Gli Hippies erano spesso vegetariani e hanno creduto nelle eco pratiche rispettose per l’ambiente. Hanno sostenuto l’amore libero e la liberazione sessuale, in particolare per le donne. Essi hanno anche promosso l’uso di droghe psichedeliche perché credevano ampliasse la loro coscienza  .

Gli Hippies parteciparono nelle arti alternative e di teatro di strada e ascoltavano musica folk e rock psichedelico, si opponevano alla violenza politica e sociale per poi promuovere una ideologia leggera incentrata sulla pace, amore e libertà personale. Alcuni hippy vivevano in comuni o comunità di hippies, altri aggregati. Alcuni  hanno descritto il movimento hippy anni 1960 come un movimento religioso. Crearono la propria cultura fondata sulla rock psichedelico e sulla rivoluzione sessuale. Farmaci come la marijuana e LSD erano strettamente integrati nella loro cultura come mezzo per esplorare gli stati alterati di coscienza. Contrariamente a quanto molti credono, gli hippy tendevano ad evitare droghe più pesanti come l’eroina e le anfetamine, perché le consideravano nocive o droghe di dipendenza.

L’abbigliamento degli Hippie era molto particolare, essi credevano fosse parte integrante del loro stato d’essere, colori vivaci, i vestiti stracciati, t-shirt, perline, sandali (o piedi nudi), e gioielli, i quali servivano a differenziarli dal “dritti” o “quadrato” che erano i segmenti principali della società. La loro avversione al mercantilismo ha anche influenzato il loro modo di vestire. Gran parte del loro abbigliamento è stato spesso acquistato nei mercatini delle pulci o negozi di seconda mano.

Il simbolo della pace divenne il logo ufficiale hippie e il bus VW fu il mezzo ufficiale di trasporto di gruppo, guidavano spesso autobus VW dipinte con una grafica colorata. Le loro abitudini di viaggio zingaro come anche lo scopo molti autostop per andare e tornare da eventi hippie grandi.

 

 

Storia di hippies e il movimento contro-cultura

L’origine della parola “hippy” deriva da “vita bassa”, che è stato coniato da Harry Gibson nel 1940 in una canzone dal titolo “Harry l’Hipster” (come Harry riferiva a se stesso). Hipsters erano beatnik che si erano trasferiti nel Greenwich Village di New York City. Beatniks erano seguaci del movimento Beat Generation letteraria che attraverso i loro scritti, promosso anticonformisti atteggiamenti e ideali. La prima istanza chiaramente usato il termine “hippie” si è verificato il 5 settembre 1965 a l’articolo “A New Haven per Beatniks” dal giornalista di San Francisco Michael Fallon (che stava scrivendo per il caffè blu Unicorn).

Simili movimenti di contro-cultura era avvenuto in Germania tra il 1896 e il 1908.Conosciuto come Wandervogel (che si traduce approssimativamente “uccelli migratori”), il movimento giovanile sorto come reazione controculturale per l’urbanizzazione che stava avvenendo in Germania al momento. Wandervogel giovani contro i valori tradizionali tedeschi e forme di intrattenimento e invece sottolineato musica amatoriale e il canto, abito creativo, e le uscite comuni che coinvolgono trekking e campeggio, era un ritorno alla generazione della terra che desiderava una vita immersa nella natura, semplice, e di rado, cantando canzoni spirituali dei loro antenati.

Negli anni successivi, i tedeschi di Wandervogel emigrano negli Stati Uniti, dove aprirono nella West Coastmolti negozi di alimenti naturali. Molti si trasferirono nel sud della California. Nel corso del tempo altri americani adottarono le credenze e le pratiche dei giovani Wandervogel. Il cantante Eden Ahbez scrisse una canzone di successo chiamata Nature Boy ispirata ai seguaci di Wandervogel, Robert Bootzin. La canzone popolare ha aiutato la coscienza di salute, yoga, e gli alimenti biologici in tutti gli Stati Uniti.

 

 

Woodstock : si conclude l’era hippie

Il divario che esisteva tra gli hippies e la società tradizionale era molto ampliato. Nell’agosto del 1969, 500.000 persone parteciparono alla Woodstock Music e Art Fair a Bethel, New York. All’evento parteciparono Joan Baez, Janis Joplin, Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, Crosby, Stills, Nash and Young, Carlos Santana, The Who, Jefferson Airplane, e Jimi Hendrix. Il Wavy Gravy Hog Farm garanti la sicurezza per quello che è stato un evento storico e per lo più pacifico.

Nello stesso mese, Sharon Tate (e il suo bambino non ancora nato) e Leno e Rosemary LeBianca sono stati assassinati da Charles Manson, un ex residente di Haight-Ashbury, ed i suoi “seguaci”, che il pubblico identificato come hippies droga impazziti.

Nel dicembre del 1969, 300.000 persone hanno assistito al concerto gratuito di Altamont, dove i Rolling Stones, Crosby Stills Nash & Young, Jefferson Airplane. Gli Hells Angels fornirono la sicurezza per l’evento, la diciottenne afro-americana Meredith Hunter fu accoltellata e uccisa durante l’esecuzione dei Rolling Stones.

Nel 1970, il movimento hippie cominciò a diminuire. Gli eventi del gratuita Alatamont concerto scioccato molte persone tra cui alcuni che avevano sostenuto il movimento hippie. Diversi hippie mega-stelle, tra cui Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, un’overdose di droga. Gli omicidi Manson Charles contribuito anche l’odio pubblico degli hippies. Presto, hippy venivano aggrediti per strada da skinhead, punk, atleti, ingrassatori, e membri di sottoculture giovanili.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’impatto del movimento hippie

L’impatto, buono e cattivo, del movimento hippie del 1960 non può essere negato. Il movimento influenzato la musica popolare, la televisione, il cinema, la letteratura e le arti. L’industria musicale, in particolare il segmento musica rock, vissuto un’esplosione di vendite che ha continuato fino ad oggi. Negli anni successivi, le coppie di fatto non si sentiva più perseguitata per vivere insieme. La franchezza in merito alle questioni sessuali era comune. Diversità religiosa e culturale ha guadagnato una maggiore accettazione. Anche la moda ha risentito come la popolarità della cravatta e abbigliamento altri affari è diminuito ed è stato sostituito da più norme di abbigliamento casual.

Alcune modifiche non erano così positivi però. Alcuni sostengono che il movimento ha inaugurato in corso di stampa più liberale e film che ha portato ad un degrado dei nostri valori culturali e l’etica. Mode giovanili sempre più bizzarro, e sessuale, nel tentativo di ribellarsi contro i valori tradizionali. Alcuni sostengono che l’abbraccio di spontaneità e di culto del “primitivo” ci hanno rivolto inconsapevolezza e la violenza.

 

Tratto da: giovaniselvaggelibere.wordpress.com

 

 

 

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La “Pizzica” nella storia…..dal Salento alla bassa Murgia!


 

Alcuni autori indicano che il mito della taranta/tarantola derivasse dall’antica Grecia. Vi sono più versioni del mito di Aracne. Quella data da Ovidio parla di una giovane donna molto bella e di umili origini, nota in tutta la Lidia per l’arte della tessitura, in cui eccelleva tanto che le Ninfe andavano da lei per osservare la sua esperienza, e, stupite, dicevano che la stessa Pallade le avesse insegnato quell’arte. Arakne a tale paragone reagiva stizzita e dichiarava che era pronta a gareggiare con la dea e ad accettare qualunque condizione in caso di sconfitta. Atena accettò la sfida, la gara vide la produzione di due bellissime tele ricamate. Alla vista del meraviglioso drappo di Arakne, Atena ebbe uno scatto d’ira e d’invidia, strappò il telo della fanciulla e tramutò lei in ragno, destinandola per sempre a tramare le sue ragnatele.

Un’altra leggenda narra invece di una giovane ragazza, Aracne, la quale fu sedotta da un marinaio che partì dopo la prima notte d’amore, e da allora visse in attesa del ritorno del suo amore. Una mattina la ragazza vide una barca avvicinarsi alla costa e fece il segnale convenuto con il suo marinaio. Dalla nave giunse la risposta: era tornato. Ma a pochi metri dal porto la barca fu affondata e coloro che erano a bordo vennero uccisi. Arakne vide morire il suo amore dopo anni di attesa. Così, alla morte della giovane, Zeus la rimandò in terra per restituire il torto ricevuto, non come ragazza ma come tarantola.” (web)

 

 

La pizzica (detta nella sua forma più tradizionale di danza di aggregazione comunitaria pizzica pizzica, nella sua derivazione a fenomeno commerciale taranta) è una danza popolare attribuita particolarmente a Taranto e a tutto il Salento, ma fino a tutt’oggi diffusa anche in un’altra regione della Puglia, la Bassa Murgia. Fino ai primi decenni del XX secolo presente in tutto il territorio pugliese, assumeva nomi differenti rispetto ai vari dialetti della regione confondendola spesso con le tarantelle.

La prima fonte scritta, che oggi si conosca, risale al 20 aprile 1797 e si riferisce alla serata da ballo che la nobiltà tarantina offrì al re Ferdinando IV di Borbone in occasione della sua visita diplomatica nella città. Il testo parla di “pizzica pizzica” come di una “nobbilitata tarantella”. Già dal XIX secolo la pizzica si è legata alle pratiche terapeutiche coreomusicali del tarantismo, ma è accertato che dal XIV secolo in poi musici e tarantolati hanno adoperato per curare e curarsi dal veleno di tarantole e scorpioni le danze locali del periodo, che si sono alternate, succedute, o adattate, lungo il corso dei secoli.

La pizzica, oltre ad essere suonata nei momenti di festa di singoli gruppi familiari o di intere comunità locali, costituiva anche il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo. Essa, quindi, veniva eseguita da orchestrine composte da vari strumenti – tra i quali emergevano il tamburello ed il violino per le loro caratteristiche ritmiche e melodiche – con lo scopo di “esorcizzare” le donne tarantate e guarirle, attraverso il ballo che questa musica frenetica scatenava, dal loro male.

Nella danza della pizzica i ruoli, i sessi e la loro rappresentazione erano e sono molto marcati. Fermo restando che entrambi i ballerini, sia uomini che donne, tengono durante il ballo una postura eretta e composta, i passi che essi eseguono variano e si alternano tra momenti speculari e momenti “complementari”. Alle donne va naturalmente il compito di esprimere al meglio, anche attraverso gli accessori tipici dell’abbigliamento femminile (gonne, foulard, scialli), la propria bellezza e femminilità, con passi molto più composti di quelli degli uomini, anche se non mancano i momenti di euforia con brevi corse e giri su se stesse. Le mani della donna spesso sono ferme a reggere la lunga gonna, ed in ogni caso le sue braccia restano sempre chiuse, o protese leggermente in avanti. L’uomo invece, naturalmente, ha il dovere di esprimere, durante la danza la propria virilità, la propria forza, la propria atleticità, e questo compito lo svolge con salti più alti e più marcati, con movimenti più secchi e repentini, con le proprie braccia tese e aperte come a voler circondare o abbracciare a distanza la donna. In ogni caso, a rendere più o meno movimentato il ballo è la donna, che attraverso piccole fughe, guizzi, repentini stop e ripartenze, stuzzica l’uomo ad inseguirla, a “braccarla” delicatamente, per poi affrontarlo con giochi di piedi e di sguardi.

 

fonte web

I Nomadi……Contro!


 

(..) Contro chi fa credere la guerra un dovere

contro chi vuole dominio e potere

contro le medaglia all’onore, alla santità

per tutta la gente che grida libertà (…)

 

Un bellissimo ma poco conosciuto brano dei Nomadi, Contro…tutti i tipi di potere, contro la reticenza delle stragi di Stato, contro l’ipocrisia Umana, contro tutti i dogmi religiosi, contro questo genere di Progresso e contro il Capitalismo cinico, causa di tutte le sofferenze Umane.

“Gli uomini, per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno.”
(Sandro Pertini)

 

 

 

Contro

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Contro i fucili, carri armati e bombe

contro le giunte militari, le tombe

contro il cielo che ormai è pieno, di tanti ordigni

nucleari

contro tutti i capi al potere che non sono ignari.

Contro i massacri di Sabra e Chatila

contro i folli martiri dell’Ira

contro inique sanzioni, crociate americane

per tutta la gente che soffre, e che muore di fame.

Contro chi tiene la gente col fuoco

contro chi comanda e ha in mano il gioco

contro chi parla di fratellanza, amore, libertà

e poi finanzia guerre e atrocità.

Contro il razzismo sudafricano

contro la destra del governo israeliano

conto chi ha commesso stragi, pagato ancora non ha

per tutta la gente ormai stanca che vuole verità.

Contro tutte le intolleranze

contro chi soffoca le speranze

contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi

contro la poca memoria della storia.

Contro chi fa credere la guerra un dovere

contro chi vuole dominio e potere

contro le medaglia all’onore, alla santità

per tutta la gente che grida libertà.

 

I Nomadi

 

Riflessioni Personali…..affrontare la crisi, come andar per mare!


 

Buon viaggio a tutti!

 

 

 

In certi periodi, per molti di noi non sempre è facile ottenere il massimo risultato con il minimo disponibile, basterebbe aumentare quel minino direte voi, ma se quel minimo è il massimo che abbiamo a disposizione come potremmo aspirare ad ottenere il meglio?

Beh! Un modo ci sarebbe ed è quello di andare contro corrente aggredendo la crisi, un po’ come si fa quando si è in mare e si vorrebbe andare nella direzione opposta a quella del vento, anche in barca a vela infatti è impossibile navigare contro-vento però è possibile risalirlo bordeggiando, in modo da compiere un percorso costituito da una linea spezzata simile ad uno zig-zag, ciò significa risalirlo con un’ andatura di bolina e per far questo occorre eseguire un angolo di navigazione che sia il più stretto possibile con la direzione del vento stesso, avendo però le vele “cazzate” cioè tirate, è così che in mare si sfrutta  la forte brezza  anche per seguire una rotta contraria, facendo un esempio è  come salire una scala: si fa più fatica e si va (in genere) più lenti che in altre andature (traverso, lasco, poppa), ma comunque si sale.
Molti di voi pensano che il mare sia in piano ma non è così quando c’è vento, esistono le salite quando si naviga di bolina, e le discese quando si discende con il vento in poppa (lasco).

Proviamo ad aggredire la crisi, scopriremo così anche l’infinita bellezza di una veleggiata.
Buon vento a tutti!!

 

Nico (max weber)