Paul Eluard


 

 

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Sulle labbra degli uomini

 

Sulle labbra degli uomini, la parola non è mai venuta meno; le parole, i canti, le grida si succedono senza fine, s’incrociano, si urtano, si confondono. L’impulso della funzione linguaggio è stato condotto fino all’esagerazione, fino all’esuberanza, fino all’innocenza. Le parole dicono il mondo e… le parole dicono l’uomo, quel che l’uomo vede e sente, quel che esiste, quel che è esistito, l’antichità del tempo, il passato e il futuro dell’antichità e dell’attimo, la volontà, l’involontario, il timore e il desiderio di quel che non esiste, di quel che sta per esistere.
Le parole distruggono, le parole predicono, connesse o sconnesse; inutile negarle. Partecipano tutte all’elaborazione della verità. Gli oggetti, i fatti, le idee che descrivono possono venir meno per mancanza di vigore, ma si può esser certi che saranno subito sostituite da altre che avranno suscitato accidentalmente e che compiranno intera la propria evoluzione.
Abbiamo bisogno di poche parole per esprimere l’essenziale, abbiamo bisogno di tutte le parole per renderlo reale. Contraddizioni e difficoltà contribuiscono al cammino del nostro universo. Gli uomini hanno divorato un dizionario e ciò che nominano esiste.

 

Paul Eluard

 

 

Paul Eluard


 

 

Immagine presa dal web
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Nel mio dolore nulla è in movimento

Nel mio dolore nulla è in movimento
Di quello che io stesso sono stato
Attendo nessuno verrà
Né di giorno né di notte né mai più
I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi
Perdono fiducia perdono la luce
La mia bocca si è separata dalla tua bocca
La mia bocca si è separata dal piacere
E dal senso dell’amore e dal senso della vita
Le mie mani si sono separate della tue mani
Le mie mani lasciano sfuggire tutto
I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi
Non avanzeranno più non ci sono più strade
Non conosceranno più né il peso né il riposo
Mi è concesso di veder finire la mia vita
Con la tua
La mia vita è in tuo potere
che ho creduto infinita
E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro
Identico al tuo circondato da un mondo indifferente
Ero così vicino a te che ho freddo vicino agli altri.

 

Paul Eluard

 

Paul Eluard


 

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Je t’aime

 

Je t’aime pour toutes les femmes que je n’ai pas connues
Je t’aime pour tous les temps où je n’ai pas vécu
Pour l’odeur du grand large et l’odeur du pain chaud
Pour la neige qui fond pour les premières fleurs
Pour les animaux purs que l’homme n’effraie pas
Je t’aime pour aimer
Je t’aime pour toutes les femmes que je n’aime pas

Qui me reflète sinon toi-même je me vois si peu
Sans toi je ne vois rien qu’une étendue déserte
Entre autrefois et aujourd’hui
Il y a eu toutes ces morts que j’ai franchies sur de la paille
Je n’ai pas pu percer le mur de mon miroir
Il m’a fallu apprendre mot par mot la vie
Comme on oublie

Je t’aime pour ta sagesse qui n’est pas la mienne
Pour la santé
Je t’aime contre tout ce qui n’est qu’illusion
Pour ce cœur immortel que je ne détiens pas
Tu crois être le doute et tu n’es que raison
Tu es le grand soleil qui me monte à la tête
Quand je suis sûr de moi.

 

 

T’amo per tutte le donne che non ho conosciuto
T’amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
Per l’odore d’altomare e l’odore del pane fresco
Per la neve che si scioglie per i primi fiori
Per gli animali puri che l’uomo non spaventa
T’amo per parlare
T’amo per tutte le donne che non amo
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica
T’amo per la tua saggezza che non è la mia
Per la salute
T’amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.

 

Paul Eluard

 

Paul Eluard


 

mani mobili

 

 

 

 

 

 

 

 

La notte

Abbiamo passato la notte ti tengo la mano io veglio
Ti sostengo con tutte le mie forze
Incido su una pietra la stella delle tue forze
Solchi profondi dove scaturirà la bontà del tuo corpo
Ascolto in me la tua intima voce la tua voce per gli altri
E rido ancora di quell’orgogliosa che tratti
Come una mendicante
Dei folli che rispetti degli ingenui in cui credi
E nella mia testa che a notte
Dolcemente s’accorda con la tua
Mi meraviglio della sconosciuta che diventi
Una sconosciuta che ti assomiglia e assomiglia
A tutto ciò che amo
Che sempre si rinnova.

Paul Eluard