Riflessioni personali…….la prepotenza invisibile degli egoisti arricchiti!!


 

Torno sul blog solo per qualche giorno e con una tempesta interiore molto simile al mare in burrasca, mi sono reso conto (finalmente era ora, direte voi) che la mia è una partita persa in partenza per il semplice motivo che è impossibile far capire certe dinamiche politiche a chi comunque possiede la ragione, ma ne fa un cattivo uso o addirittura non la usa affatto.

Vogliamo liberarci dalla schiavitù dei poteri forti che sta massacrando il ceto medio dopo aver ridotto sul lastrico il quarto stato, quello del proletariato, ma nonostante questo, non facciamo nulla per cambiare il sistema perchè prima di liberare l’Italia dalla tirannia europea, dall’euro e da ogni condizionamento esterno dovremmo prima liberarci di una parte di italiani arricchiti e pieni di soldi, rozzi, arretrati, psicopatici, superficiali, ignoranti, razzisti, sadici, sessisti, sbruffoni impotenti, qualunquisti, inaffidabili, violenti, corrotti, e anche un po’ fascisti.
Siamo falsi e ipocriti, ci lamentiamo spesso di questo e di quello, ma sempre e solo a parole, altro non vogliamo fare perchè è difficile assumersi le proprie responsabilità, come allo stesso modo invece è molto facile curare il proprio orticello.

Io non sono nessuno, sono soltanto un uomo che dice quello che pensa e agisce quel pensiero, non a caso, ieri sera mi sono fatto cacciare da una di quelle associazioni ( Yacht Club Marina….) create da gente annoiata e con un sacco di soldi, il cui l’unico problema consiste nello scegliere la lunghezza della propria futura barca, 12, 18 o 24 metri.

Li ho mandati a cagare ( nel bel mezzo di un rendez-vous a base di ostriche, aragoste e astici, il tutto accompagnato dal meraviglioso bouquet di un freschissimo e pregiato vino locale, il Verdicchio di Matelica ) perchè non mi sono mai piaciuti gli uomini che sfruttano altri uomini, come non mi sono mai piaciuti coloro che fanno soldi con le difficoltà economiche delle persone, vi chiedete cosa io abbia detto?

“Io non sono come voi, mi avete tutti rotto i coglioni, andate a fare in culo “fascisti” ed egoisti di merda”! questo ho detto, e me sono andato.

Nico (max weber)

 

 

 

Piccola consolazione in questa mia ribellione al sistema, è il fatto di non essere solo, sotto uno sfogo di un mio carissimo amico…….

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FASCISTI E AFFINI AMANO IL POPOLO E LA SACRA PATRIA!

Ho conosciuto da nord a sud diversi imprenditori, commercianti, professionisti, e quindi datori di lavoro che si dichiarano patrioti, apertamente e orgogliosamente di destra, se non proprio fascisti, e fanno bei discorsi sulla patria, contro l’invasione degli immigrati, contro la UE, e difendono, a parole, le ragioni di un popolo oppresso e umiliato che essi vorrebbero riscattato dalla odiosa sottomissione.
Gli stessi personaggi però amano la patria e il loro popolo italiano a tal punto da praticare il lavoro nero, sottopagando i propri schiavi e posso testimoniare di paghe giornaliere in nero di venti euro per otto e passa ore di lavoro duro, senza nessuna garanzia.
Si aggiunga il disprezzo e la supponenza tipica dei padroni che esercitano tutta la loro arroganza su persone costrette dalla necessità a chinare il capo e prendersi questi due spiccioli, oltre che una serie di umiliazioni.
Questi ipocriti sfruttatori sono i padroni di sempre.
Gli stessi che facevano le collette per finanziare il fascismo storico e procedere all’acquisto di manganelli, olio di ricino e divise nere per poi picchiare, uccidere, incendiare sedi di cooperative, case del popolo e sindacati, seminare il terrore tra quel popolo di italiani che rivendicava condizioni di vita e di lavoro più eque ed umane.
Oggi sono venuti allo scoperto, grazie anche allo sfaldamento della sinistra storica e al suo tradimento.
Ma quando li sento parlare con retorica di popolo italiano, di patria da riscattare e cazzate simili per poi sfruttare per pochi euro e umiliare gli stessi italiani (oltre gli immigrati, s’intende) mi monta una rabbia che mi viene voglia di puntargli una 38 special alla testa e farli cagare addosso.
Purtroppo non posso farlo e devo astenermi, ingoiare amaro e andare avanti, sognando di vederli penzolare ancora un giorno, a testa in giù, così come meritano.

(Franz A.)

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Riflessioni personali…..le riforme (tagli) che ci chiede l’Europa!


 

Tito Boeri (INPS) dichiara guerra ai pensionati.

 

In un’italia continuamente distratta su temi completamenti secondari, priva di politici in grado di tenere testa al regime violento della finanza internazionale, non desta stupore il silenzio assordante sulle ultime vergognose dichiarazioni di Tito Boeri.

Questo è il liberismo, questa è l’UE, questo è l’euro… ed attenzione perché l’attacco alla spesa pubblica oggi è globale, dalle pensioni alla sanità, passando per la giustizia, la sicurezza e l’istruzione, dove ad esempio i tagli di personale sono stati mascherati in questi giorni inserendoli attraverso la riduzione della durata delle scuole superiori che passerà da cinque a soli quattro anni.

P.S. ma il Giappone con il suo debito/pil al 250% non doveva fallire a breve? Capre!

 

 

Il Presidente dell’INPS ha nello specifico dichiarato circa lo stop progressivo all’aumento dell’età pensionabile: “E’ pericolosissimo toccare questo meccanismo, perché può avere sia effetti in avanti che all’indietro. Le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l’adeguamento dell’età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perché noi abbiamo dovuto pagare? E poi, guardando ancora più avanti, avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiamo in 141 miliardi di euro”. Ed ancora “questo stop all’aumento progressivo dell’età pensionabile non è neanche nell’interesse dei lavoratori più deboli; perché se possono andare in pensione prima, sappiamo che saranno i datori di lavoro stessi a spingersi a ritirarsi prima, e a quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse, perché col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano” ed infine l’ultima stoccata ai pensionati italiani: “se uno percepisce la pensione più a lungo perché si vive più a lungo è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere”.

Difficile sia mantenere la continenza espositiva difronte a queste affermazioni criminali, sia scegliere da dove partire per confutare le menzogne di Boeri. Ma cominciamo con l’ultima affermazione, quella sul fatto che si vive più a lungo.

Il dato è clamorosamente falso. L’austerità economica che va avanti dal 1995, data in cui l’Italia ha iniziato le politiche di avanzo primario senza soluzione di continuità (ovvero il Paese tassa ogni anno più di quanto spende impoverendoci tutti), oggi impedisce a tanti cittadini di accedere a cure ed esami con la conseguenza che, come certificato dall’ISTAT nel 2015, per la prima volta dopo decenni, la durata media della vita è scesa. Non ci sono prospettive che l’aumento di aspettativa di vita registrato in passato dunque possa proseguire, anzi.

Veniamo poi al tema dell’aggravio di spesa pubblica per maggiori costi pensionistici. Sfatiamo il mito numero uno della propaganda di questa dittatura finanziaria: le pensioni non sono un costo per la collettività ma una delle ricchezze più importanti.

La spesa pubblica è la principale componente positiva del PIL, ogni euro di spesa pubblica, nella peggiore delle ipotesi, è automaticamente un euro di PIL. Ma ovviamente la moneta circola e conseguentemente per ogni euro di spesa pubblica il PIL sale in misura maggiore ad uno. Ovviamente affinché questo effetto moltiplicatore si verifichi occorre che la spesa pubblica non si accantoni nei risparmi di chi la riceve ma venga spesa in consumi di beni o servizi. Non esiste voce di spesa più efficace da questo punto di vista delle pensioni. Infatti avendo il pensionato la certezza di un’entrata fissa la spende senza timori, dunque tenderà ad avere una propensione marginale al consumo talmente elevata da rendere difficile trovare risultati simili con qualsivoglia altra voce di spesa pubblica.

Più pensioni significano automaticamente maggiori consumi, persino con le attuali politiche di avanzo primario, proprio in virtù di criteri di ottimizzazione delle spesa pubblica complessiva in base alla propensione marginale di cui vi dicevo. In sostanza anche a parità di moneta (oggi scarsa) la miglior ridistribuzione con conseguente maggiore circolazione ha effetti benefici a livello macroeconomico.

Ovviamente a monte di tutto c’è poi il fatto che uno Stato “normale”, ovvero nel possesso di quelle sovranità senza le quali neppure può essere considerato Stato, non ha alcun limite precostituito di spesa. In tale contesto le pensioni possono essere pagate, come ovvio e come volutamente dimentica Boeri, senza alcuna copertura. Diventano uno dei modi migliori per immettere moneta fresca nell’economia espandendo la domanda aggregata laddove vi è, come oggi, l’esigenza macroeconomica di farlo. L’Italia sconta una rarefazione monetaria forzata (manca moneta nell’economia reale) imposta dalle norme giuridiche dei noti trattati europei. Dunque non vi è alcuna emergenza atta a comprimere i diritti costituzionali dei pensionati, casomai sussiste l’esigenza opposta ovvero quella di abbassare l’età pensionabile per tutti ed alzare le pensioni stesse consentendo maggiori consumi.

Una simile politica invisa a Boeri consentirebbe sia la ripresa dell’economia italiana, che sconta almeno la mancanza di 200 miliardi nell’economia reale secondo le stime più prudenti e basate sull’andamento dell’aumento della base monetaria ante austerità (ricordate sempre che più cresce un’economia più necessità di maggiore quantità di moneta complessiva per il suo funzionamento), che la riduzione del rapporto complessivo tra debito e pil, ammesso e non concesso ovviamente che questo debba davvero importare a qualcuno. Paradossalmente dunque, anche tenendo per buoni gli assurdi vincoli europei, ci sono maggiori probabilità di rispettarli con politiche espansive che con politiche di austerità.

L’ignoranza o la malafede di Boeri è davvero immensa. Ed in ogni caso andrebbe rimosso dal suo ruolo, essendo impensabile che il Presidente INPS ignori le basi della macroeconomia e spacci per un debito della collettività la spesa pubblica pensionistica, che invece rappresenta una delle più importanti fonti di credito per ogni cittadino italiano.

Anche in questo caso non credo che la popolazione, per colpa di media spesso collusi con i poteri finanziari, abbiano gli strumenti culturali per comprendere l’assurdità di simili forme di becera propaganda. Alla fine, come da desiderio messo nero su bianco nel libro “L’Aver de la Vie” da Jaques Attali (economista e mentore di Macron), si arriverà a spingere gli anziani al suicidio per ragioni economiche, “eliminare la vita se troppo costosa”.

 

Avv. Marco Mori

Riflessioni Personali….capire l’Economia conviene!!


 

Si conoscevano già da tempo tutte le scelte scellerate di coloro che sono passati alla Direzione del Tesoro, Draghi, Siniscalco, Grilli, La Via e la Cannata. Direttori del Tesoro che hanno firmato negli anni passati i famosi “derivati” o per dirla in modo semplice, cambiali a nostro nome, il bello è che ora sappiamo l’importo di quelle cambiali firmate per nostro conto da questi signori, persone che nonostante tutto sono alcuni ancora al loro posto, altri invece sono passati dalla parte delle grandi banche d’investimento che guarda caso, sono proprio quelle a cui abbiamo dovuto onorare il pagamento di quei famosi derivati. Sorrido quando qualcuno dice che non vuol sentire parlare di economia e finanza, sorrido perchè mentre noi ce ne freghiamo della finanza, la finanza stessa tramite questi personaggi ci impoverisce sempre più.  Ma ditemi, cosa cazzo aspettiamo nel mandarli tutti, ma proprio tutti a FANCULO!!!

p.s.  ah, dimenticavo: nel quinquennio 2011-2016 abbiamo pagato la bellezza di 29 MILIARDI di EURO, non soldi di pinco pallino ma soldi nostri CAZZOOOO!!  Ma vogliamo ribellarci a questo sistema di schiavitù del debito o no?

Nico (max weber)

Immagine presa dal web

I contratti dei “derivati” firmati dal Tesoro ci hanno già mangiato 29 miliardi di euro: l’importo di una manovra economica.

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Per i giudici contabili, Morgan Stanley sfruttò la sua posizione sul debito pubblico incassando 3,1 miliardi di euro dallo Stato. E’ responsabile del 70% dei 4,1 miliardi di danni, il 30% colpa del ministero. Nel mirino c’è Cannata responsabile di Bot e Btp con i predecessori La Via, Siniscalco e Grilli.

“Sconcertante”. E’ la parola che descrive meglio la vicenda che tra il 2011 e il 2012 ha portato lo Stato italiano a versare nelle casse della banca d’affari, Morgan Stanley, 3,1 miliardi di euro pubblici per chiudere quattro contratti derivati e rinegoziare due coperture sulle valute. A scriverla nell’inedito atto di citazione è la Corte dei Conti che ha contestato ai presunti colpevoli un danno allo Stato di 4,1 miliardi e che il mese scorso ha spedito la Guardia di finanza al Ministero dell’Economia a raccogliere altri documenti.

Vittorio Grilli, direttore del Tesoro dopo Siniscalco, sino al 2011

 

Eppure, dopo cinque anni, Morgan Stanley continua a far parte dell’elenco degli specialisti che insieme con il Tesoro gestiscono il debito pubblico e il direttore del dipartimento è ancora Maria Cannata. L’elenco delle banche è stato rivisto nel 2016, ne sono uscite Credit Suisse e Commerzbank, mentre Morgan Stanley è rimasta tra gli specialisti. Cannata, invece, nella veste di direttore del debito pubblico, continua, ininterrottamente dal 2000, a trattare emissioni e derivati con le principali banche del mondo. Anche dopo aver fatto sottoscrivere al Tesoro contratti che la Corte dei conti ha definito speculativi, perché lasciavano non allo Stato, ma alle banche, la scelta di attivarli. E li attivavano solo se favorevoli a loro: per una commissione di 47 milioni nel 2004, Morgan Stanley nel 2012 ha incassato un miliardo su un solo derivato.

Domenico Siniscalco, direttore del Tesoro dal 2001 al 2005

 

 

Secondo la Corte dei conti, la banca sarebbe responsabile del 70% dei danni causati, mentre il restante 30% se lo suddividono Cannata, con un ruolo preponderante (un miliardo di euro), il suo predecessore Vincenzo La Via e gli ex direttori del Tesoro, Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli.

La colpa di Morgan Stanley è di essersi approfittata del suo ruolo di specialista, un compito che viene regolato dalla legge. Tra i vantaggi di esserlo, c’è quello di poter stipulare contratti derivati con lo Stato italiano. Ma esistono anche degli obblighi che la banca Usa avrebbe tranquillamente disatteso. Gli specialisti non sono semplici collocatori di Buoni del Tesoro, devono contribuire alla gestione del debito pubblico, alle scelte di emissione “anche mediante attività di consulenza e ricerca” (Dm 13 maggio 1999, n.219). Morgan Stanley doveva aiutare il Tesoro a gestire il debito nel tempo, trovando di volta in volta le soluzioni migliori per ridurlo. Nel 2011 la banca Usa aveva 19 contratti derivati aperti con lo Stato italiano, in diverse valute pari a oltre 10 miliardi di euro, 2,2 miliardi di sterline, 1,1 miliardi di franchi svizzeri e 2 miliardi di dollari, con durate dai 10 ai 40 anni. Prima, nel 1994, quando al Tesoro c’era ancora Mario Draghi, Morgan Stanley aveva ottenuto la possibilità di uscire da tutti i contratti derivati qualora il valore della sua esposizione creditizia nei confronti della Repubblica avesse superato una soglia che variava dai 50 ai 150 milioni a seconda del rating dello Stato italiano.

Vincenzo la Via

Diciassette anni dopo la banca decide di azionare la clausola e chiuderli tutti, contravvenendo al suo ruolo di “gestore del debito ” di lungo periodo: “ha commesso – scrive la Corte – palesi violazioni dei principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione contrattuale”. La banca ha cercato di giustificare la sua scelta con il repentino aumento dello spread, quello che portò alla caduta di Berlusconi e all’arrivo di Monti; ma per l’accusa la motivazione non regge, perché la clausola di risoluzione non era per nulla legata allo spread, ma all’aumento dell’esposizione della banca, la cui soglia era stata già superata da almeno dieci anni, e al cambiamento di rating dell’Italia, che però avvenne a opera di S&P e Moody’s ben dopo la risoluzione dei contratti.

Alla fine di tutto, i direttori del Tesoro che hanno firmato queste genialate sono tutti destinati a luminose carriere, e tutti presso banche emittenti di derivati: Mario Draghi in Goldman Sachs, Domenico Siniscalco in Morgan Stanley e Vittorio Grilli in Jp Morgan. Il loro curriculum è stato apprezzato.

Maria Cannata è stata ininterrottamente dal 2000 ad oggi , direttore del debito pubblico, e ha messo la sua firma su tutti i contratti derivati (cambiali)

 

a: R.it

Alberto Custodero e Walter Galbiati

Riflessioni Politiche…..siamo un Paese che sta per soccombere!!


 

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.” (cit.)

 

Voglio essere sincero, è il momento di scoprire le carte e dirvi cosa penso degli Italiani che in verità ho sempre chiamato ITALIOTI, dunque, da circa quattro anni sono impegnato nel virtuale per dare un piccolo aiuto a chi è digiuno di macro economia, spiegando che NON esistono i presupposti affinchè il nostro Paese possa tornare ai livelli di benessere antecedenti il 2008.

Ho cercato in tutti i modi di avvertire che le dinamiche economiche ma anche quelle politiche, non avrebbero permesso una ripresa nell’immediato, anzi, oggi come oggi ad essere ottimisti si dovrebbe recuperare qualcosa dal 2025 in poi, ma attenti, ho usato il condizionale perchè nulla farebbe credere ad una eventuale crescita nei prossimi 5 anni, il MES (meccanisco stabilità Europea), il FISCAL COMPACT (patto di bilancio europeo) e il VINCOLO del pareggio di bilancio nella Costituzione, rappresentano ostacoli insormontabili che faranno sprofondare questo Paese nella povertà più assoluta (Grecia docet).

Quello che mi fa rabbia e mi rende perplesso in tutto questo è l’assenza di un qualsiasi riscontro da parte degli stessi Italiani, è come avessi la sensazione che tutto ciò che scrivo da anni non venga creduto, eppure non racconto balle, non sono un mitomane, non cerco gloria, non voglio nessuna attenzione, ho solo a cuore le persone e il mioPaese.

Dicevo, l’indifferenza degli Italiani mi colpisce non poco perché nulla è cambiato nella politica,  infatti, Renzi dopo un periodo di incubazione di 6 mesi è tornato al comando di quel partito chiamato PD che rappresenta la vera DESTRA, il M5S della Casaleggio &Partners, nonostante abbia preso per il culo dieci milioni di elettori, si sta avvicinando al 30% se non addirittura oltre, e gli Italiani cosa fanno?..NULLA, non manifestano nemmeno la loro rabbia, gli Italiani sono una grande massa di ignoranti che sanno solo lamentarsi, chiedere e sperare, ma dico io,  RIBELLARSI no? Volete sapere una cosa?… tutto quello che ho detto e scritto sino ad ora era sempre rivolto agli altri perché da parte mia ho quanto basta per vivere serenamente per lunghi anni, mi spiace dirlo ma è così. GOOD LUCK ITALIANS!!

Nico (max weber)

 

 

https://poesiacultura.wordpress.com/2015/05/03/riflessioi-personali-economia-e-finanza/#comments

https://poesiacultura.wordpress.com/2015/05/04/riflessioni-personali-quale-futuro-in-italia/

https://poesiacultura.wordpress.com/2015/06/01/riflessioni-personali-sistemi-economici/

 

Il ceto medio, la nuova povertà

Una interessante mail di un Italiano che ha capito da tempo quello che tutti gli altri non hanno capito.

 

ABBIAMO I DEBITI MA SPENDIAMO DI PIU’

“La manovrina di correzione annunciata dal governo Gentiloni anzi Renzi, pardon da Padoan, è pura fuffa in attesa delle elezioni.
Rimandate le clausole di salvaguarda, la solita lotta all’evasione, nessuna riforma del catasto (ma guarda un pò), qualche taglietto di spesa, aumento di alcool e tabacchi, ma pura fuffa. Intanto viene anticipato un DEF dove si elargiscono ulteriori mancette agli statali,un dejavu del governo del giglio magico che ci ha portato al punto in cui siamo.
E dove siamo ci si chiede? Siamo impantanati in un debito pubblico di oltre 2250 miliardi. A gennaio è aumentato di 32 miliardi in un solo mese nonostante l’incremento delle entrate tributarie grazie alla “generosità” degli sconti verso il contribuente che aveva debiti verso equitalia, pardon l’Agenzia delle Entrate.
PIL visto al ribasso, crescita al ribasso, privatizzazioni all’osso, ormai abbiamo venduto tutto e tagli di spesa neanche a parlarne.
I venditori di pentole però parlano di taglio del cuneo fiscale e lo fanno con la naturalezza di una foca che prende il sole in attesa della tempesta artica.
Le nostre banche sono sempre più indebitate e i mercati credono sempre meno nell’Italia visto che il termometro dello spread continua a salire facendoci lievitare il costo sui debiti.
Allora? Tutto nello stile del giocatore d’azzardo,tutto rimandato ad Ottobre perché gli elettori non si possono deprimere nei mesi estivi. Eppure l’autunno verrà e si parlerà di manovrona altro che quella annunciata dal maggiordomo di Renzi. Si sforeranno i 20 miliardi, forse 30 con la mannaia dell’aumento dell’iva e senza aver risolto un solo problema strutturale.
Qualcuno dice che poi ci saranno le elezioni, appunto quelle maledette elezioni che rimbecilliscono gli uomini alla guida di questo stato di morti viventi”.

 

Bruno da Napoli