Riflessioni Personali…..affrontare la crisi, come andar per mare!


 

Buon viaggio a tutti!

 

 

 

In certi periodi, per molti di noi non sempre è facile ottenere il massimo risultato con il minimo disponibile, basterebbe aumentare quel minino direte voi, ma se quel minimo è il massimo che abbiamo a disposizione come potremmo aspirare ad ottenere il meglio?

Beh! Un modo ci sarebbe ed è quello di andare contro corrente aggredendo la crisi, un po’ come si fa quando si è in mare e si vorrebbe andare nella direzione opposta a quella del vento, anche in barca a vela infatti è impossibile navigare contro-vento però è possibile risalirlo bordeggiando, in modo da compiere un percorso costituito da una linea spezzata simile ad uno zig-zag, ciò significa risalirlo con un’ andatura di bolina e per far questo occorre eseguire un angolo di navigazione che sia il più stretto possibile con la direzione del vento stesso, avendo però le vele “cazzate” cioè tirate, è così che in mare si sfrutta  la forte brezza  anche per seguire una rotta contraria, facendo un esempio è  come salire una scala: si fa più fatica e si va (in genere) più lenti che in altre andature (traverso, lasco, poppa), ma comunque si sale.
Molti di voi pensano che il mare sia in piano ma non è così quando c’è vento, esistono le salite quando si naviga di bolina, e le discese quando si discende con il vento in poppa (lasco).

Proviamo ad aggredire la crisi, scopriremo così anche l’infinita bellezza di una veleggiata.
Buon vento a tutti!!

 

Nico (max weber)

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Riflessioni Personali……Abbattere i lupi per legge!!!


 

L’Uomo di cultura si riconosce dalla saggezza e non dall’intelligenza che possiede, aveva ragione Eraclito, riferendosi con queste parole ai politici del suo tempo. Oggi,  a distanza di più di duemila anni nulla è cambiato, la politica sta preparando nuove tasse e nuovi tagli allo stato sociale, come al solito ha bisogno di un diversivo per addolcire una manovra che toglierà ancora sangue a chi ha già dato molto, un diversivo che io reputo infame e vigliacco, legalizzare la caccia al Lupo!

Non ho parole ma solo tanta rabbia, ho pronto un “MF2 Col.Moschin” ricordo dei tempi andati, lo userò per scannare il primo uomo che abbatterà un Lupo, patti chiari e amicizia lunga.

Nico (max weber)

 

 

Ode al Lupo

Ovunque tu fossi, oggi, ne riconoscerei l’incedere e il passo … e l’alito di vento che ti precede. M’accorgo che il mio sguardo non è diventato il tuo, ma ha trovato nuova forza alleata in questo suolo, in questi patimenti d’esuli che ormai ben conosci. Ovunque tu fossi e ovunque tu sia, oggi, il tuo passo non è solo, poiché parte di te è la mia ombra leggera.
Ovunque sia il tuo cuore, ovunque ti porti l’incedere in questo tempo, ode a te custode della libertà …  A te, frangia di questo cielo….buona sorte caro amico Lupo!

(fonte web)

 

 

 

Proposta shock, aprire la caccia ai lupi su tutto il territorio.

 E’ una vergogna nazionale

Lega Nazionale per la Difesa del Cane scende in campo per condannare, definendolo vergognoso, il tentativo lanciato da una delle associazioni di agricoltori di resuscitare ataviche paure nei confronti dei lupi, per consentire la caccia a questi animali leali, fieri ed essenziali nella conservazione del patrimonio naturale.

La nostra associazione condanna senza remore questi veri e propri attentati alla sopravvivenza del lupo, una splendida creatura, coraggioso e per nulla “cattivo” (come insegna il padre dell’etologia, il premio Nobel Konrad Lorenz) ma troppo spesso demonizzato, fin dalla notte dei tempi, a causa della superstizione e dell’ignoranza.

Ricordiamo che questi animali sono inclusi nella ”Lista Rossa” dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali (IUCN) come ”specie vulnerabile”, nel CITES (Convention of International Trade in Endangered Species of the Wild Fauna and Flora) all’Appendice II (specie potenzialmente minacciate) nonché nella Direttiva CE Habitat 92/43 del 21.05.92 in Appendice I (specie particolarmente protette).

Michele Di Leva
Referente LNDC Caccia e Fauna selvatica

Vita da Skipper….. mare, sole e libertà!


Qualcuno ha scritto che  non si nasce liberi ma lo si diventa, e un po’ sono d’accordo anche se  oltre al coraggio per fare questo tipo di scelta, ci vuole sicuramente anche una piccola dose di fortuna.  (cit)

ninive

Credo che andare per mare in barca a vela, sia la massima espressione della libertà. Il fatto di non aver davanti strade, incroci, file o semafori; abituati dalla vita che tutto sommato ci condiziona per qualunque spostamento, siamo sempre stressati dal traffico o dalle restrizioni che le città ci impongono volenti o nolenti, credo sia una di quelle sensazioni di libertà paragonabili a poche altre. Certo anche i mercanti o i beduini, con i loro cammelli o con le loro carovane quando attraversano il deserto, probabilmente penseranno la stessa cosa riguardo il fatto di avere davanti agli occhi l’orizzonte infinito, senza dover incrociare qualcosa per poter guardare più lontano di qualche centinaio di metri, ma a me piace il mare e non il deserto. Il fatto di mollare gli ormeggi, uscire da un porto, e avere la possibilità quasi infinita di rotte o mete da poter scegliere, credo siano  condizioni di privilegio e di libertà piuttosto rare. La barca a vela ti offre la possibilità di passare la notte in una rada o in una baia tranquilla, oppure ti permette di ormeggiare in un porto di una delle tante isole che si incrociano navigando nel mediterraneo.

Tramonto sul mare

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Si può scegliere di navigare la notte dopo aver tracciato una rotta sicura e aver organizzato i turni di navigazione, per poter magari arrivare in un’altra isola all’alba, la notte non è buia come si potrebbe immaginare, mi è capitato di navigare di notte e riuscire a vedere vicino alla barca, qualche delfino curioso, segno evidente che poi anche loro non sempre dormono di notte come si crede. In barca vela si può navigare tutto l’anno, durante l’inverno mi è capitato di trovarmi in mare per spostare la barca in un altro porto, sotto la neve; è una bella esperienza, ma preferisco la primavera e l’estate quando posso stare con un bermuda o poco di più addosso per sentire il  friscio del vento e il calore del sole sulla pelle. Considerare la vela uno sport impegnativo, difficile, e solo per persone fisicamente preparate e allenate non sia vero, soprattutto nel caso di barche a vela da diporto di questo tipo; una cosa diversa sono invece le derive da regata, ovvero i 470 o  barche  simili da regata dello stesso genere, che invece necessitano di una notevole preparazione e di tanta reattività, in quel caso il margine di errore è davvero minimo.

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immagine presa dalla rete

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Tornando alla vela da diporto di questo genere, ho visto barche a vela anche sotto i 10 metri condotte da coppie di olandesi o inglesi che con uno o due bambini erano entrati nel mediterraneo passando da Gibilterra dopo qualche mese di navigazione, e non sembravano molto provati dal viaggio, anzi, i bambini appena i genitori mollavano l’ancora, erano già in acqua a sguazzare come pesciolini, e in quei momenti mi immaginavo come crescere in un determinato ambiente ti formi in modo tanto diverso in base ad alcune scelte di vita; immaginavo la stessa coppia, in un sabato qualunque, in un centro commerciale coi genitori che non fanno altro che ripetere: non correre, non fare, vieni qui, non andar là, ti fai male, prendi freddo e così via. Anni fa un amico mi portò in barca con lui e la sua famiglia, aveva tre bambini, la domanda più frequente era: perchè non restiamo a vivere in barca?

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interno ninive

.Ma non è proprio tutto possibile nella vita. Credo che in una barca a vela un equipaggio affiatato e unito sia un’ottima cosa, non solo per il fatto che gli spazi sono ristretti e spesso le persone non si conoscono tra loro, ma il mare dal mio punto di vista è un’ottima scuola di vita, ti fa capire i tuoi limiti, ma ti lascia giocare con lui come un padre con un figlio, ti avvisa che stai andando oltre i tuoi limiti, ma nello stesso tempo ti dà sempre una possibilità di recuperare il tuo errore, a patto di riuscire sempre ad imparare dai tuoi errori. Parlare del mare sarebbe una bella cosa, ma in casa e in barca ho decine di libri, quindi rischierei di riempire pagine su pagine, mentre credo che il mare vada vissuto di persona, sopra e sotto, perché non sempre ciò che non si vede e magari ci spaventa, alla fine non possa diventate un compagno di vita e di libertà.

Vinicio Vasta (skipper)

Riflessioni Personali….La forza delle parole!


Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La forza delle parole

Pier Paolo Pasolini è morto a causa delle sue parole, di quello che aveva scritto e di quello che avrebbe scritto. Naturalmente tutti – perfino chi usa le parole in maniera ipocrita – si dichiarano tristi per la morte di Pasolini. E’ vero che quell’uccisione ha privato l’Italia, l’Europa, il mondo, di un artista, e di una coscienza critica. E rileggendo proprio le denunce di Pasolini, guardando a quello che è successo in questi quarant’anni, vediamo che hanno vinto loro, ha vinto quel potere oscuro di cui forse Pasolini aveva paura, ma da cui evidentemente non si è guardato abbastanza.

Nei suoi testi degli inizi degli anni Settanta racconta con una precisione che quasi spaventa quello che sarebbe successo negli anni successivi, lo strapotere del capitale, l’idolatria del mercato, il ribaltamento del sistema dei valori a favore del denaro, la fine di un certo modo di intendere la politica e l’impegno civile. E’ vero, hanno vinto, ci hanno schiacciato, tanto che si permettono perfino di organizzare delle manifestazioni per questo anniversario, di celebrare quell’uomo che hanno ucciso, di lodarne le capacità poetiche, ma sempre ricordando che in fondo era un pederasta e che quella morte se l’è andata a cercare. Hanno vinto perché la storia la raccontano come vogliono loro, anche la storia dell’uccisione di Pasolini, di cui continuano a incolpare Pelosi che fu solo spettatore impaurito e complice forse poco consapevole.

Hanno vinto perché controllano quello che leggiamo, quello che guardiamo al cinema e in televisione, perché ci offrono un’immagine falsa del mondo, l’immagine che hanno costruito per noi. Quello che avviene proprio in questi giorni, la progressiva riduzione degli ambiti della democrazia, la messa in mora della Costituzione, la concentrazione del vero potere in poche mani è l’evoluzione naturale di quel disegno cominciato con la stagione delle bombe, di cui Pasolini ci ha detto con chiarezza scopi e mandanti. Noi oggi sappiamo, perché Pasolini allora disse Io so. E ci ha spiegato anche che quello che allora sembrava il nemico, il ritorno di un fascismo che effettivamente in quegli anni prendeva il potere in tanti paesi del cosiddetto terzo mondo, ma anche in Grecia, qui in Europa, non era il vero nemico, e che alla fine sarebbe caduta la maschera e avremmo visto che il vero potere è nella mani di quei pochissimi che controllano l’economia, che ci hanno trasformati in consumatori prima che in sudditi. E oggi è chiarissimo che siamo arrivati a quel punto, visto che i nostri governi fanno quello che fanno proprio in nome dell’ultraliberismo e sotto gli ordini diretti di questi nuovi poteri.

C’è da essere pessimisti, e – lo sapete – io lo sono, perché sono, come tanti di voi, tra gli sconfitti. Però c’è una cosa che ci insegna la vicenda di Pasolini ed è proprio la forza della parola. Pasolini non aveva nient’altro eppure le sue parole facevano tanta paura da costringerli ad ammazzarlo. Allora questa parola deve essere davvero un’arma insidiosa, potente, letale, se perfino chi ha un potere così smisurato, così sfacciato, così violento, la teme. E allora anche noi che le parole non le sappiamo usare così bene come Pasolini, ma in qualche modo le mettiamo in fila, abbiamo una responsabilità, perché maneggiamo un’arma potente, un’arma che loro temono. In qualche modo la loro paura è la nostra speranza, o più probabilmente la speranza di una generazione che verrà e a cui dobbiamo consegnare delle parole.

 

Luca Billi

da: ancorafischia.altervista.org