Riflessioni Personali……Sailing!


 

Nell’ultimo articolo scrissi: (…) trasferiamo ai nostri figli il valore della disobbedienza, l’intima soddisfazione della solitudine intellettuale, facciamo capire loro la Bellezza di essere diversi (…) è vero, ogni singola Vita per meschina e povera che sia, deve essere vissuta sempre sino in fondo, perchè in ognuna di esse vi sono istanti degni di eternità.

Auguro a tutti voi di navigare il mare attraversando oceani di gioia e serenità, perchè come scrisse Seneca, la vita è come un racconto: non importa che sia lunga, ma che sia interessante.  Presto anch’io sarò a casa, fate i bravi!!

Nico (max weber)

 

 

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Riflessioni personali……..perchè la polizia non perquisisce il parlamento?


 

E’ tempo di elezioni politiche e quindi anche tempo di quel malsano populismo che la politica usa per attrarre voti, complice la recrudescenza delinquenziale come accaduto ultimamente a Milano e a Macerata, la bassa politica getta benzina sul fuoco con l’attacco razzista agli extra-comunitari, Salvini, Berlusconi, Meloni, Fiore e Iannone fanno leva su quell’ancestrale nostra paura del diverso per accaparrare più voti. E noi? Da quello che sembra, molti di noi sarebbero d’accordo nel CEDERE parte della propria LIBERTA’ per combattere la criminalità, perchè tutti direbbero di non avere nulla da nascondere. Ed è proprio questo il concetto di Libertà, la scelta di qualcosa che ci viene imposto, esula sempre dalla determinazione della nostra volontà.  Non a caso un famoso filosofo disse che la libertà non consiste tanto nel poter fare la nostra volontà, quanto nel non essere sottomessi a quella altrui. Vi lascio sotto un’interessante  riflessione di un professore che insegna filosofia  in un liceo Senese. Fate sapere il vostro pensiero!

Nico (max weber)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Vigilante, insegna filosofia e scienze umane al Liceo “Piccolomini” di Siena. Questa è la lettera scritta dopo un controllo antidroga nella sua classe. Utile per riflettere su un sistema repressivo ormai privo di limiti.

“Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella mia classe quinta, mentre stavamo parlando di Martin Heidegger. Irruzione è un termine forte, ma esatto in questo caso: nessuno ha bussato e chiesto il permesso. Hanno svolto un controllo antidroga facendo passare tra i banchi un pastore tedesco, poi sono andati via. A mani vuote, come si dice.

Non è la prima volta che succede, naturalmente, anche se è la prima volta che succede a me. È successo, qualche giorno fa, al liceo Virgilio di Roma, e la cosa è finita sui quotidiani nazionali, perché il Virgilio è un liceo molto ben frequentato. È successo qualche giorno prima al Laura Bassi di Bologna, anche lì con molte polemiche. È successo e succede quotidianamente in decine di istituti tecnici e professionali, che fanno poco notizia perché non sono così ben frequentati come il liceo Virgilio di Roma. E due anni fa, a Terni, un docente è stato sospeso dall’insegnamento per essersi opposto all’ingresso delle forze dell’ordine in classe.

Quelli che sono favorevoli a queste incursioni ragionano come segue: spacciare è un reato e il reato è un male che va perseguito; se uno è a posto, nulla ha da temere. Diamo per buono questo ragionamento, ed esaminiamone le conseguenze. Se è così, allora è cosa buona e giusta che le forze dell’ordine facciano irruzione nelle abitazioni private. Sarebbe un modo efficacissimo per combattere il crimine. Controlli a tappeto, a sorpresa, nelle case di tutti. Poliziotti, carabinieri, cani antidroga. In qualsiasi momento aspettatevi che qualcuno bussi alla vostra porta. Che un cane fiuti tra le vostre cose. Se siete a posto, non avete nulla da temere.

E perché non estendere i controlli anche nei luoghi di culto? Sì, lo so, molti di voi stanno pensando alle moschee: e la cosa a molti non dispiacerebbe. Ma io penso alle chiese. Immaginate un’irruzione delle forze dell’ordine in una chiesa, durante un rito. I cani tra i banchi che annusano. Cinque minuti e tutto è finito. Se qualcuno ha della droga, lo si porta via. E amen, come si dice. Non vi piace l’idea? Perché? Perché nel primo caso si tratta di un luogo privato, nel secondo caso si tratta di un luogo sacro, direte. E la scuola che luogo è? Io che vi insegno, la considero al tempo stesso un luogo privato – una casa – ed un luogo sacro. Il più sacro dei luoghi, perché è quello in cui si formano gli uomini e le donne di domani.

Ma, direte, la scuola è un luogo dello Stato, ed è bene che le forze dell’ordine dello Stato controllino un luogo dello Stato. È cosa loro, per così dire. Bene, concedo anche questo. Ed anche in questo caso, vediamo le conseguenze. Il Parlamento è un luogo dello Stato. È il luogo più importante dello Stato. È lo Stato. Che succederebbe se delle forze facessero irruzione in Parlamento con cani antidroga? Sarebbe una cosa sensatissima, perché in Parlamento si fanno leggi che riguardano la vita di tutti, ed è assolutamente vitale per la salute della nostra democrazia ed il futuro dello Stato che chi fa le leggi sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Eppure se succedesse una cosa del genere, sarebbe un grande scandalo politico. Perché? Per lesa maestà. Perché è umiliante per un senatore essere perquisito, annusato. Sospettato di essere un drogato, o peggio uno spacciatore.

E veniamo al dunque. Quando io vengo a casa tua – perché la scuola è la casa degli studenti – e ti sottopongo a perquisizione, io ti sto dando diversi messaggi. Il primo è che ti considero una persona poco raccomandabile. Non è una questione personale: può essere che tu sia a posto, ma è poco raccomandabile la categoria cui appartieni. Il fatto stesso che si facciano controlli antidroga è una conseguenza dell’infimo status degli adolescenti nella nostra società.

È risaputo che l’alcol fa in Italia diverse migliaia di morti e causa tragedie terribili. Eppure la vendita di questa sostanza stupefacente pericolosissima è consentita. Lo Stato consente la vendita di alcolici, per giunta con il suo monopolio, mentre i Comuni promuovono apertamente il consumo di vino ed altri alcolici con apposite manifestazioni locali. Il consumo di alcolici è consentito perché è cosa da adulti. È una abitudine diffusa tra persone perbene, stimabili, con un buono status sociale.

La droga, che fa meno morti dell’alcol, è invece roba da adolescenti, da ragazzetti, da soggetti con uno status marginale: dei minus habentes. È significativo che il consumo e lo spaccio di hashish e marijuana siano perseguiti con molto più zelo del consumo e dello spaccio di cocaina, una sostanza molto diffusa tra soggetti dotati di uno status anche considerevole, come professionisti e politici. Non è la sostanza stupefacente il problema. Se così fosse, l’alcol sarebbe proibito. Il problema è chi consuma, non cosa consuma.

Il secondo messaggio è che la scuola è un posto in cui non ti puoi sentire come a casa. Per quanto ti stimi poco, non verrei mai a perquisirti a casa, a meno che non abbia un mandato. Ma a scuola sì. A scuola ti tengo d’occhio. Rispondendo alle polemiche dei genitori per i controlli antidroga al liceo Laura Bassi di Bologna, il procuratore aggiunto Walter Giovannini ha dichiarato: «trova ancora spazio l’arcaico convincimento ideologico che l’Università e più in generale gli istituti scolastici godano di una sorta di extraterritorialità». Nessuna extraterritorialità. Non siete a casa vostra, siete in un posto in cui possiamo entrare e uscire quando vogliamo. Possiamo perquisirvi, possiamo farvi annusare dai nostri cani. Siete sotto il nostro controllo.

Del resto, non sono gli adolescenti di continuo sotto il controllo dei professori? Non sono di continuo osservati, richiamati, sanzionati se non si comportano come si deve? Ecco dunque il poliziotto ed il carabiniere che vengono a ribadire il concetto, nel caso in cui non fosse abbastanza chiaro. La scuola è un luogo in cui siete controllati e controllabili, perquisiti e perquisibili. Non è una casa della cultura e dell’educazione, come qualcuno potrebbe dire retoricamente. Non ha nulla di sacro. È una istituzione che raccoglie – concentra – dei minus habentes, e non è escluso che concentrarli per controllarli sia il suo scopo principale.

È un messaggio rivolto a tutti, ma forse c’è un terzo messaggio rivolto ad alcuni. Può essere una coincidenza, ma in molte delle scuole, anzi delle classi perquisite c’erano studenti appartenenti ai collettivi studenteschi. Se non è solo una coincidenza, allora il terzo messaggio è questo: vi controlliamo tutti, ma in particolare teniamo d’occhio voi che fate politica, voi dei collettivi, voi che vi definite comunisti o anarchici; rientrate nei ranghi, che è meglio per voi. E lei, professore, torni pure a parlare di Martin Heidegger. Non è successo niente”.

 

 

Riflessioni Personali…..la forza della sensibilità.


 

immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per tutti i miei amici che leggono, reali o virtuali.

 

Questo è uno dei post più confidenziali che abbia mai fatto, e forse più sentito.
A tutti potrebbe capitare di passare attraverso alcuni momenti difficili, la vita non è facile. Bisogna pensarci ogni tanto. Sapevate che le persone più forti di solito sono le più sensibili,  le persone più gentili spesso sono le prime ad essere maltrattate, e coloro che si prendono cura degli altri, di solito sono quelli che ne hanno più bisogno?

Sapevate che le tre cose più difficili da dire sono “ti amo”, “mi dispiace” e “mi aiuti”?
A volte solo perché una persona sembra felice non è detto che lo sia, bisogna guardare oltre il suo sorriso per vedere quanto dolore possa avere dentro. Per tutti i miei amici stretti o virtuali che stanno attraversando un momento difficile, dico che è necessario avere segnali e atteggiamenti positivi, dico anche che occorre fare della nostra vita un’opera d’arte, è vero, la vita di ognuno di noi ha un immenso Valore.
Allora, se volete potete lasciare un messaggio simile a questo a tutti i vostri amici in difficoltà, fatelo come gesto di sostegno anche per tutti coloro che hanno problemi familiari, di salute, di lavoro o preoccupazioni di ogni genere, il solo fatto di sapere che qualcuno si preoccupi per loro, è già un buon antidoto contro la tristezza e la solitudine.
Pensateci, nessuno è immune,  tutti abbiamo bisogno di amicizia…..!!!!!

 

BUON ANNO E TANTA SERENITA’ A TUTTI VOI.

Nico

Riflessioni Personali….. is John Lennon still here?


 

Oggi ricordiamo John Lennon assassinato l’8 dicembre 1980.
Non è un caso se la testimonianza di attivismo, antirazzismo, consapevolezza di Lennon rimane attualissima, nonostante il potere dei media riduca le teste dei cittadini a delle scatole vuote.
Vi segnalo questo documentario che racconta, anche attraverso le testimonianze di Angela Davis e Noam Chomsky, la guerra che gli antenati di Trump scatenarono contro l’impegno nel movimento di Lennon. (cit.)

 

Ora la sua voce…