C’è un tremendo bisogno d’Amore…tra gli Umani!


 

C’è bisogno d’Amore nelle nostre azioni, nei nostri pensieri, nelle nostre scelte, c’è un tremendo bisogno d’Amore anche nell’agire la nostra Libertà.
Quello che e’ accaduto e quello che accadra’, e’ la punizione che spetta agli esseri pensanti come l’Uomo.
Se fossimo esseri animali, accadrebbe tutto cio’?

Nico (max weber)

Barcellona -attentato- foto tratta dal web

 

Sull’inibizione che impedisce a un lupo di azzannare un suo simile che gli mostra la gola

“Devo tuttavia confessare che, nel mio sentimentalismo, sono profondamente commosso e ammirato di fronte a quel lupo che non può azzannare la gola dell’avversario, e ancor di più di fronte all’altro animale, che conta proprio su questa sua reazione! Un animale che affida la propria vita alla correttezza cavalleresca di un altro animale! C’è proprio qualcosa da imparare anche per noi uomini! Io per lo meno ne ho tratto una nuova e più profonda comprensione di un meraviglioso detto del Vangelo che spesso viene frainteso, e che finora aveva suscitato in me solo una forte resistenza istintiva: “Se qualcuno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra…”. L’illuminazione mi è venuta da un lupo: non per ricevere un altro schiaffo devi offrire al nemico l’altra guancia, no, devi offrirgliela proprio per impedirgli di dartelo!”

Così scrisse Konrad Lorenz riguardo la cattiveria che è assente negli esseri animali ma presente negli umani, purtroppo! 😦

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Riflessioni Personali……la provocazione!!


 

Ogni tanto è meglio lasciare da parte i sogni e tornare alla realtà, quella realtà che per poche persone significa continuare a sognare e per tutte le altre invece, significa fare i conti ogni fine mese con la crisi economica.

Voglio scuotere le vostre coscienze con una provocazione, per farlo scelgo il personaggio che più incarna il denaro e il suo sperpero, spero vi faccia riflettere le parole di quest’uomo che tutti vorrebbero come migliore amico e le donne ahimè, come amante!

Nico (max weber)

Lui è Flavio Briatore e questo il suo pensiero sulla povertà!

immagine presa dal web

 

 

 

 

Flavio Briatore: “Non so come si possa vivere con 1300 euro al mese. Al Sud sono rimasti solo gli sfaticati”

Da che mondo è mondo, ci sono sempre stati i ricchi e i poveri, anticamente la vita di un povero oscillava intorno ai quaranta anni. Con il trascorrere dei secoli i poveri hanno fatto gli anticorpi, si sono irrobustiti, con grande disperazione dell’INPS, adesso possono anche arrivare a ottanta anni e passa.
Ma poi cos’è un povero?
Per me è povero chi rovista negli scarti dei supermercati, tra i bidoni dell’immondizia.
Per chi possiede un piccolo appartamento e una macchina di media cilindrata, è povero nei confronti di quello che ha il SUV e casa di 120 metri quadri e così via, a salire.

Domanda: secondo Briatore, che è ricco e basta, chi è il povero?

Sicuramente chi ha una rosticceria, un piccolo bar o una qualunque attività artigianale. Lui che ha il culto dei soldi, ha criticato la Liguria perché non era come la costa Smeralda, perchè se non hai locali costosi la gente non viene”, senza pensare che nei locali costosi vanno solo i paperoni, e che non è che siano un’infinità.
Quindi, fai dieci locali chic, in cui lavorano cento persone, contro le centinaia di attività attuali in cui, al contrario, lavora una moltitudine biblica di gente.
Ma lui è fatto così, con il prosciutto fa gli involtini per i cani, e lo champagne lo USA per fargli fare il ruttino.

Non meraviglia la dotta esternazione in cui, riferendosi alla flax tax, dice che: ” In Italia ci sono anche troppi poveri, e i poveri non hanno mai dato lavoro a nessuno
Come concetto di base non significa proprio niente, ma fa girare lo stesso le scatole.
Il povero proprietario della rosticceria davanti casa mia, dà lavoro a tre persone. Il povero proprietario del bar a due, e gli artigiani molto spesso si uniscono formando piccole cooperative con dipendenti.

Sghignazza Briatore sui poveracci che possono fallire in qualunque momento, vuoi mettere con l’attività di un paperone?
Opperbacco, potrebbe aver ragione, certo, un banchiere è tutt’altra cosa.
Oh ma dimenticavo il MPS, se tutto fila liscio butterà sul lastrico tre o quattromila famiglie.
Briatore appartiene a quella vasta schiera di miracolati che ancora non hanno capito quanto il silenzio sia importante, vale oro.

 

p.s  Il piccolo Nathan Falco di sei anni, riceve da papà Flavio una “paghetta” di 1.300 euro a settimana. (fonte corsera)

 

fonte web

16 Marzo 1978 ……il rapimento di Aldo Moro!


 

“Erano da poco passate le nove del 16 marzo 1978 quando in via Fani , nel quartiere  romano di Monte Mario,un commando delle Brigate rosse bloccò l’auto sulla quale viaggiavano il presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro e due militari addetti alla sua tutela, e un’altra auto con a bordo tre agenti della Polizia anch’essi preposti alla protezione del parlamentare . In meno di due minuti furono esplosi oltre novanta colpi di armi automatiche. Più di quaranta andarono a segno, uccidendo i cinque uomini della scorta: Raffele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

Aldo Moro fu trascinato fuori della propria auto e caricato su un’altra vettura. I brigatisti riuscirono a dileguarsi nel traffico. Alle 10.15, telefonate ad organi di stampa di Roma, Milano, Torino e Genova rivendicarono: “Questa mattina abbiamo rapito il presidente della Democrazia cristiana ed eliminato la sua scorta, le “teste di cuoio” di Cossiga, (l’allora ministro dell’Interno).” La strage e il sequestro furono compiuti emblematicamente nel giorno in cui il Parlamento era chiamato a dibattere e votare la fiducia a un governo di solidarietà nazionale appoggiato, per la prima volta dal 1947, dal Partito Comunista Italiano; per la costituzione di quel governo il presidente della Dc si era fortemente impegnato.” (fonte web)

foto tratta dal web

 

 

Ricordo benissimo quel giorno di trentanove anni fa, perché come spesso accadeva in quel periodo mi recavo a Roma da mio zio, quel benedetto pomeriggio nei pressi di Rieti, il pulman fu bloccato ad un posto di blocco dai Carabinieri per un controllo specifico sulle generalità di tutti gli occupanti, controllo conseguente al grande casino che scoppiò con il sequestro di Aldo Moro avvenuto la stessa mattina, caso volle che tutti avessero con sé il documento d’identità tranne io, e visto che (secondo loro) non apparivo come un buon soggetto, mi portarono insieme ad altri tre ragazzi in caserma per accertamenti, fu cosi che dovetti scomodare lo zio capitano che fece da garante nei miei confronti,  venni rilasciato con tante scuse (è stato bellissimo avere il saluto militare del comandante la caserma 😀 ).

Ripresi il pulman soltanto il giorno seguente perchè quello su cui viaggiavo, potè ripartire senza di noi dopo circa tre ore dal fermo.

Due giorni dopo il rapimento, le B.R. rivendicarono il rapimento di Moro con questo comunicato:

« Giovedì 16 marzo, un nucleo armato delle Brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati corpi speciali, è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione imperialista di cui la Dc è stata artefice nel nostro Paese – dalle politiche sanguinarie degli anni Cinquanta alla svolta del centrosinistra fino ai giorni nostri con l’accordo a sei – ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l’esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste. »
(Brigate Rosse, primo comunicato.)

Dalla prigione delle B.R. Aldo Moro scrisse diverse lettere alla famiglia, agli amici di partito e degli altri partiti, alla curia romana e al Papa, poche delle lettere scritte da Moro giunsero a destinazione, fra queste, quella sotto scritta alla moglie pochi giorni prima di essere ucciso per mano dei Brigatisti Mario Moretti, Germano Maccari e Prospero Gallinari.

Nico (max weber)

foto tratta dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La dolcissima lettera che Moro scrisse alla moglie…

 

A Eleonora Moro

(recapitata il 5 maggio, 4 giorni prima della sua uccisone)

 

Tutto sia calmo Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso.

(…..)

E questo è tutto per il passato. Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca), Anna,

Mario, il piccolo non nato, Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.

Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.

Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo…addio!

Aldo

 

 

Riflessioni Personali…..il Libero arbitrio.


 

Nel confronto con una cara amica blogger sulla Natura Umana, ad un certo punto, in un commento si è fatto cenno al Libero Arbitrio, proprio da questo spunto rebloggo un vecchio articolo sulla mia interpretazione del Libero Arbitrio.

 

immagine tratta dal web
immagine tratta dal web

 

LIBERO ARBITRIO (mia personalissima interpretazione)

In cosa consiste il “libero arbitrio”e in che senso esso sia o non sia ammissibile, risulta essere sia un problema teologico quanto filosofico. In termini teologici esso designa la libertà della scelta o del volere umano, in quello filosofico, vi è compresa anche la responsabilità morale, il nesso libertà-responsabilità è ancor oggi presente nel pensiero moderno.

Al riguardo, il significato di “libero arbitrio”, è ambivalente sia in ambito teologico che in quello filosofico, nel primo caso potrebbe essere riassunto nell’assenza di costrizione, ossia, esseri liberi ogniqualvolta non siamo indotti a una scelta, in contrasto con quelle che altrimenti sarebbero le nostre preferenze, nel secondo caso quello filosofico, affinché una scelta sia libera è necessaria una capacità di scegliere anche in contrasto con le nostre preferenze, senza essere determinati dal proprio carattere e dalle circostanze in cui avviene la scelta stessa.

La difficoltà nel comprendere la soluzione teologica, è data dal fatto se sia ancora giustificata con la scelta, l’imputazione della responsabilità, infatti, non sempre un uomo che scelga in accordo con le proprie preferenze, anche se queste sono determinate in senso casuale, può essere ritenuto responsabile.

Nella seconda, la difficoltà è rappresentata dalla richiesta necessaria dell’indeterminismo, ovvero quella concezione che afferma l’attitudine della volontà ad operare scelte libere e in certa misura imprevedibili, almeno per quanto è atteso dalla stessa volontà umana.

Vi sono quindi scelte esercitate in assoluta libertà, effettuate senza costrizione, riguardanti sempre il nostro ambito personale, altre invece, quando invadono lo spazio di altri da noi, il “libero arbitrio” è sempre congiunto con la responsabilità morale, questo in base al nesso libertà-responsabilità.

 

Nico (max weber)