Riflessioni personali…..le terre della tenuta “Belmonte”.


 

Una sensazione magnifica farsi cullare dal silenzio delle onde del mare,  allo stesso modo è altrettanto magnifico il silenzio che nasce nello spazio infinito delle terre di Belmonte, a diretto contatto con la natura!

Nico (max weber)

 

La natura ha voluto che non avessimo necessità di un gran bagaglio per vivere felicemente. Ciascuno di noi è in grado di costruirsi là propria felicità. Le cose esterne sono di scarsa importanza… Tutto ciò che è il meglio per un uomo, si colloca al di la del potere di altri uomini.

(Seneca)

terre-di-belmonte1terre-di-belmonte-3terre-di-belmonte-2image00001terre-di-belmonte-5

image00001

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Seneca (Lucio Anneo Seneca)


 

 

 Paolo Sartiano "Bacchino Malato" (acrilico su tela) Anno 2011
Paolo Sartiano “Bacchino Malato” (acrilico su tela) Anno 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
da : lettere a Lucilio, libro secondo

 

Riconosco che è innato in noi l’amore del nostro corpo e riconosco che ne abbiamo la tutela. Non dico che non bisogna averne riguardo, dico che non bisogna esserne schiavi: se uno è schiavo del proprio corpo e teme troppo per esso e fa tutto in sua funzione, sarà schiavo di molti. Comportiamoci non come se dovessimo vivere per il corpo, ma consci che non possiamo vivere senza. Se lo amiamo più del necessario, siamo tormentati dai timori, oppressi dalle preoccupazioni, esposti agli oltraggi. Colui al quale è troppo caro il proprio corpo, tiene in poco conto la virtù. Abbiamone, dunque, la massima cura, tanto, però da essere pronti a gettarlo nel fuoco quando lo richiedano la ragione, la dignità, la lealtà.

.

Nondimeno, per quanto possibile, evitiamo anche i disagi, non solo i pericoli, e mettiamoci al sicuro, pensando di volta in volta come si possano allontanare i casi più temibili. Questi, se non sbaglio, sono di tre tipi: si teme la povertà, le malattie, la violenza dei più forti. Tra tutte queste ad atterrirci maggiormente è la minaccia del potere altrui, poiché si presenta con grande strepito e fragore. I mali naturali cui ho accennato, la povertà e le malattie, si insinuano silenziosamente e non spaventano: non li vediamo, né li sentiamo giungere: il male che ci viene dagli altri, invece, arriva con un grande apparato: ferro, fuoco, catene, branchi di fiere per fare scempio delle vittime.

.

Pensa ora al carcere, alla croce, al cavalletto, all’uncino, al palo ficcato nel corpo fino a uscire dalla bocca, alle membra lacerate dai carri lanciati in direzioni opposte, alla tunica intrisa e intessuta di materiale infiammabile e a tutte le torture che la ferocia umana ha escogitato. Non c’è, perciò, da stupirsi se un male che ha forme diverse e un apparato raccapricciante spaventa tanto. Infatti, come il carnefice ottiene di più se mette in mostra più strumenti di tortura (spesso, è cosa nota, soccombe alla vista uno che al dolore avrebbe resistito), così, tra le sciagure che fiaccano e domano il nostro animo, hanno maggior forza quelle che si presentano con grande esteriorità. Ci sono disgrazie altrettanto gravi, la fame, intendo, la sete, le ulcere interne e la febbre che brucia le viscere, ma sono occulte e prive di minacce evidenti: le altre, invece, sono come le grandi guerre: si vincono con un vistoso spiegamento di forze.

 

Seneca

Seneca….il primo articolo di Poesia&Cultura!


Eh! si, il tempo scorre inesorabilmente e a volte non ce ne rendiamo nemmeno conto, infatti tra poco più di una settimana, il blog Poesia&Cultura compirà un anno, era il 4 gennaio del 2015, quando deluso, infastidito, ingannato e sconfortato da un Blog di livello nazionale su cui scrivevo ( chi mi segue da tempo, sa a cosa mi riferisco), decisi di andarmene dopo aver scoperto la “melma” di cui era composto e in cui le figure “losche” che lo gestivano e che tuttora lo gestiscono, avevano il potere di censurare gli scritti in base ad un loro insandacabile giudizio.

Ma era tanta la voglia di “aiutare” la massa di cittadini a percorrere quel sentiero obbligato di rinascita culturale per poter operare le scelte in modo autonomo, che decisi di aprire un mio blog. Non posso dire di essere riuscito nel mio intento, ma comunque ci ho provato e continuerò a provarci, perchè lo spirito di solidarietà che mi spinge a prendermi cura degli altri in qualsiasi modo, anche materialmente, è troppo forte in me.

Il primo articolo “postato” riguardava il Tempo e il fatto di non poterci permettere di sprecarlo in quanto rappresenta la cosa più preziosa di cui ci è fatto dono nella nostra Esistenza.

Ve lo riposto oggi, anche perché in base ai like ricevuti, questo scritto di Seneca fu letto da pochissime persone, certamente era il primo articolo di un blog nato da poche ore, quindi non potevo sperare venisse letto dalla moltitudine di utenti che circolano sul web.

Ve lo dedico con tutto il cuore, rammentandovi l’importanza di spendere bene il nostro tempo anche e soprattutto con un gesto di solidarietà verso chi in questi giorni si trova nella sofferenza di non poter dare un Natale dignitoso alla propria famiglia, vi prego di fare come lo sto facendo io, un gesto di altruismo disinteressato verso queste persone, questo vi renderà orgogliosi e al tempo stesso sarete dei “nobili d’animo” da ammirare.

 

Buone Feste a voi, vi abbraccio tutti con sincera amicizia!!!!

 

 

Una donna raccoglie avanzi di frutta e verdura a  Roma nel mercato rionale di Val Melaina
Una donna raccoglie avanzi di frutta e verdura a Roma nel mercato rionale di Val Melaina

 

da: Lettere a Lucilio
 
Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così
, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.
 
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo
tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.
 
Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

 
Seneca

Seneca


 

 

lettere a Lucilio

 

 

 

dal libro secondo di: Lettere a Lucilio

 
Con questa massima di Mecenate avrei potuto saldare il mio debito con te, ma, se ben ti conosco, ne farai una questione e vorrai ricevere quanto ti devo in valuta nuova e pregiata. Stando così le cose, devo chiedere un prestito a Epicuro. Scrive: “Bisogna prima guardare con chi si beve e si mangia e poi che cosa si beve e si mangia; mangiare senza un amico è vivere come i leoni o i lupi.” E questo non ti succederà, se non farai vita ritirata: altrimenti avrai come commensali quelli scelti tra la massa dei clienti dallo schiavo addetto ai nomi; chi cerca gli amici nell’atrio o li prova a tavola sbaglia. Il male peggiore per l’uomo indaffarato e occupato ad amministrare i suoi beni è ritenere amici persone cui egli non è amico, e pensare che i suoi favori servano ad accattivargli gli animi, mentre certuni più sono debitori, più odiano: una piccola somma data in prestito crea un debitore, una grossa crea un nemico. “E allora? I favori non procurano amici?” Certo li procurano, se è possibile scegliere chi li riceve, se sono fatti a ragion veduta, non distribuiti a caso. Perciò ora che cominci a ragionare con la tua testa, segui questo consiglio dei saggi: giudica più importante il beneficato del beneficio. Stammi bene.

 

Seneca