Henry David Thoreau


 

immagine presa dal web
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La vita nei boschi…

 

«Andai nei boschi perché desideravo vivere con giudizio, affrontare soltanto gli aspetti essenziali della vita e vedere se sarei stato capace di apprendere ciò che essa aveva da insegnarmi, così da non ritrovarmi, nel giorno della mia morte, a scoprire di non aver vissuto.»
«La mia maggiore abilità è sempre stata aver bisogno di poco.»

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Henry David Thoreau

Grethe Garbus descrive Montmartre….Paris!


 

 

Paris -Montmartre - il muro dei "je t'aime"
Paris -Montmartre – il muro dei “je t’aime”

 

 

 

Montmartre , un soave tocco di vita e di cultura!

 

Da Settimane osservo una Nuova Vitalita’ ( specie la Rive Gauche, i circoli degli Anarchici), Illuminazioni via via intensificate, sorrisi, sguardi Rubati, qualche Veletta birichina di Madame, Baci arrossiti.
Sempre piu’ Damine ,Veneziane, dalle Labbre colorite di: “Oh!Meraviglioso! Stupendo! Amo Anne! Ooh! mi gira il Capo! Lorca te quiero! Mi Amor!
Una febbriciattola corre dietro le Tendine dei Bistrots, le Modelle si Spogliano nelle Tele degli Artisti, le Signorine Attempate, osano sbirciar col naso oltre il passo festante dei lor Barboncini, curiosi delle Pastore , maremmane aiutanti degli Artisti di Strada; i poeti declamando Versi spingon le fanciulle oltre la Terra d’Assenzio….
Si direbbe quasi un Blog: meglio, un Sig.Blog Lumiere…

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Normale, dove si confrontan la Vita, i Desideri, ma, da qualche giorno, il tutto è Accelerato, Esponenziale.
Tutti si Affacciano, commentano, sorridono, lasciano un Pezzo di Cuore nelle Vetrine dei Maitres Patissiers.
Purtroppo, a Mezzanotte, anche la Ronda, sempre piu’ Arcigna, entro questi Venti di Guerra, sguinzaglia i Cani ad acchiappar le Randage, ormai di casa, contente di Leccar qualche Ossicino di Colombina…
Gendarmi Impettiti,nell’Animo rigidi piu’ dell’Amido del lor Collaretto alla Camicia, Untuosi piu’ dei Baffi di Sego degli Austrungarici in Santambrogio, nello Sfoggio di Brillantina alla capigliatura color Sorcio- quel poco -che s’Intravede fra le Orecchie Porcine, nascosti da un Cappello trapuntato di Stelle Nere.

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Forse Cinque, ma è difficile stabilirlo, in tanta Oscurita’.
Certo, a Mezzanotte, scatta il CopriFuoco.
Così, lentamente, ognuno torna alle proprie Coltri, Cuccia, Tana.
Qualche Chat noir, sotto una Tegola…
Il Blog dei Pulotti, ( così sprezzanti dei Paolotti-strano, dovrebbero aver molto d’Affine) spegne l’ultimo Fumigante Moccolo e l’ultimo Gendarme di Corvee al monitor a forma d’Uovo, si leva gli stivali con Sprone, stacca la spina Usb centrale…libero il ventre dalla Cintura di Contenzione dell’Adipe e, posto quel piattume che si ritrova da Capo a piedi… si pone ai balletti Russi.

Ro-onf-ro-onf!
Sogna Pecore entro il Recinto: sempre meno invero, a guardar la Conta dei Belati del Sacro Blog , in forza ai Pulotti dell’Allegra Segheria.
Ro-onf-ro-ooonffff!
Sbaam, Clang, friish ( estrae la Chiave della Caserma)ed anche l’Ultima Stella se ne va Altrove.

Ultimo Astro, in fondo Unico…

A non comprare un pezzo, pur piccolo, di “Sacro Cuore”…

 

Grethes Garbus ( white venus)

Riflessioni personali…. antico scritto della tribù degli Oriah (1890)


 

Il senso della vita

…una vita senza ricerche non è degna per l’uomo di essere vissuta…  (Platone)

 

immagine presa dal web
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Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e, non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena.

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Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.

 

[da uno scritto antico della tribù degli Oriah nel 1890]

Riflessioni Personali….stanno rubando la nostra Vita!!


 

SOFFIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GLI ASSASSINI SONO TRA NOI E CI STANNO RUBANO LA VITA!!

 

Il presidente del consiglio Renzi è in questo periodo è solito dire : “È finito il tempo in cui….” e poi prosegue con l’obiettivo del momento, siano i diritti del lavoro, la salvaguardia dell’ambiente, il ruolo della magistratura, quello del parlamento e quanto altro.
Ora potrebbe ben affermare : È finito il tempo in cui si continuava a maturare una aspettativa di vita sempre più alta.

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Infatti, secondo il meticoloso rapporto 2015 di Osservasalute, quest’anno per la prima volta dal dopoguerra la popolazione italiana subirà un calo nell’ aspettativa di vita. Nel 2014 essa era di 80,3 mesi, l’anno dopo è scesa a 80,1 mesi. Due mesi in meno a persona, che moltiplicati per i sessanta milioni di italiani fanno 120 milioni. 10 milioni di anni rubati a tutta la popolazione del nostro paese. Il più grande furto di vita dalla fine della guerra. La notizia dovrebbe avere i titoli a cinque colonne su tutti giornali, dominare telegiornali e talkshaw, essere al centro di ogni confronto politico ed economico. Ma sappiamo già che non sarà così, perché parlare sul seri di questo dato terrificante costringerebbe a discutere sul serio della sue cause.

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Il calo dell’aspettativa di vita è il più semplice e brutale segno del fallimento di un sistema. Se questo sistema ci fa morire prima vuol dire che sta andando contro gli interessi naturali di fondo della specie umana. Una specie che ha raggiunto con la scienza, la tecnica, le conoscenze economiche e sociali, gli strumenti per vivere di più, e che improvvisamente si trova di fronte all’inversione di un percorso di secoli. Secondo gli autori della ricerca negli ultimi 15 anni abbiamo consumato tutti i progressi dei 40 anni precedenti. Guarda caso abbiamo l’Euro e le politiche che lo sostengono proprio da 15 anni.

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Purtroppo quanto accaduto in Italia non è un caso isolato, ha un precedente più vasto e terribile. Quando è crollata l’Unione Sovietica e in quel paese si è abbattuto il saccheggio liberista, l’aspettativa di vita è crollata, e ancora oggi, nonostante anni di recupero, non ha ripreso i livelli persi. D’altra parte immagino che un’analoga ricerca in Grecia darebbe gli stessi, anzi peggiori, risultati.
Il furto di vita che stiamo subendo ha una sola semplice causa : le politiche liberiste di taglio dei servizi pubblici, a partire da quello sanitario, e di aumento della disoccupazione.

Sono le politiche liberiste la causa criminale della riduzione della vita umana. Sono i patti di stabilità, le politiche di rigore, il pareggio di bilancio come obbligo costituzionale, sono quelle banalità sui costi dello stato sociale che ogni giorno entrano nelle nostre teste come verità naturali, sono tutte le normali e corrette regole di una oculata gestione economica secondo i dettati Di Maastricht, che uccidono. Uso proprio questa terribile parola perché come si sa l’aspettativa di vita media è una convenzione statistica. Non è infatti che tutti vivremo due mesi in meno. Molti anzi continueranno a usufruire di tutti gli avanzamenti della società moderna e vivranno più a lungo.

Ma altri, sempre più poveri, sempre più esposti a disagi a e malattie, impossibilitati a pagarsi cure e soprattutto prevenzione dei mali, altri vedranno la loro vita reale ridursi di ben più di due mesi. Quei 10 milioni di anni di vita rubati non saranno sottratti a tutti, ma solo alla parte più povera della società. Che si ammalerà di più e morirà prima: già oggi l’ISTAT non riesce a far quadrare i conti per alcune decine di migliaia di morti in più, che non sono spiegabili in alcun modo se non con un improvviso drammatico peggioramento delle condizioni di vita.

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Non perderemo tutti due mesi di vita, i poveri perderanno anni, i più ricchi niente. Del resto nel Medio Evo la vita media era 40 anni, ma i nobili vivevano quasi come noi oggi è per i servi della gleba 30 anni erano già tanti. Lì stiamo tornando. Questa è la diseguaglianza sociale quando diventa biologia.
Di fronte a questa strage da capitalismo ci sono solo due vie. La prima è quella che la nostra società sta già percorrendo, cioè quella di abituarsi e adattarsi ad essa. È la banalizzazione del male che ci circonda, che produce assuefazione mentre alimenta improvvisi e sempre più frequenti scatti di ferocia.
La seconda strada è cambiare tutto. Buttare a mare tutte, ma proprio tutte, le politiche economiche di questi ultimi trenta anni, dichiarandole contrarie agli interessi vitali della specie umana. Rovesciare le classi dirigenti che le hanno amministrate e che se ne sono servite per il proprio potere e riaffermare l’eguaglianza sociale come primo bene comune. Spazzar via, con la stessa forza con cui si distrusse il culto della magia medioevale, le credenze, i tabù, le ciarlatanerie del pensiero unico liberista. Non bisogna più credere a nulla di ciò che viene presentato come vero dal potere, e cominciare a seguire solo ciò che oggi il potere condanna come irrealistico.

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Non bisogna avere paura di chiamare rivoluzione tutto questo, anche perché “riforme” sono quelle che ci hanno rubato la vita. Gli assassini sono tra noi o li fermiamo o continueranno la loro opera.

 

Giorgio Cremaschi